L’Aumento del Diesel nel 2026: come il governo ti svuota il serbatoio
La Stoccata di VelAliter:
“Dopo anni passati a dirci che il diesel era il futuro, ora ci dicono che è il male assoluto. L’unica energia rinnovabile in Italia è la capacità del governo di tassarci.”
Buon anno e buon pieno! Il 2026 inizia con una notizia che farà strozzare il cappuccino a milioni di automobilisti: è arrivato il temuto Aumento del Diesel per il 2026. Il governo, con un eufemismo degno di Orwell, lo chiama “riallineamento delle accise”, ma chi deve andare al lavoro ogni mattina lo chiama in modi molto meno eleganti. Il prezzo del gasolio sale per raggiungere quello della benzina (che scende impercettibilmente), colpendo al cuore autotrasportatori, pendolari e chiunque abbia comprato un’auto diesel credendo di risparmiare. Benvenuti nell’era in cui fare benzina richiede un mutuo.
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Il tradimento del Diesel
Il Fatto: Per decenni lo Stato ha incentivato l’acquisto di veicoli diesel: consumano meno, durano di più, sono perfetti per chi macina chilometri. Poi, improvvisamente, il diesel è diventato il nemico pubblico numero uno dell’ambiente (e delle casse dello Stato). L’aumento delle accise serve ufficialmente a disincentivare l’uso di combustibili inquinanti, ma guarda caso colpisce proprio la fascia di veicoli più diffusa tra i lavoratori. È una stangata mascherata da operazione ecologica, un classico metodo per fare cassa dipingendo le tasse di verde.
L’Aumento del Diesel nel 2026 e il paradosso ecologico
Il Paradosso: Il paradosso è che mentre si punisce chi usa l’auto per necessità, le alternative scarseggiano. I treni sono carri bestiame in ritardo cronico, i bus prendono fuoco da soli e le auto elettriche costano ancora quanto un monolocale in centro. Ci dicono di abbandonare il Diesel a causa dell’Aumento del 2026, ma non ci danno un’alternativa valida, se non quella di andare a piedi. È come se ti vietassero di bere l’acqua del rubinetto senza però garantirti che quella in bottiglia sia potabile.
Le conseguenze: Il ritorno del mulo
La Conseguenza: La soluzione è ovvia: tornare alla trazione animale. Il mulo non paga accise, va a fieno (che ancora non è tassato, per ora), ha una guida autonoma naturale e produce concime biologico. Le autostrade italiane si riempiranno di carrozze e calessi, e i benzinai si convertiranno in maniscalchi. Il PIL crollerà, ma almeno saremo tutti molto più “green” e molto più lenti.
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🔎 Approfondimenti
- Il Sole 24 Ore: Dettagli sull’aumento delle accise
(I conti in tasca agli italiani: piangere prego) - AlVolante: Cosa cambia per chi ha il diesel
(Spoiler: cambia che paghi di più) - Quattroruote: Il futuro dei carburanti
(Un futuro nero come il petrolio) - 📰 Rassegna Stampa Completa: Leggi tutti i temi del giorno
