Il Ticket per la Fontana di Trevi è realtà
La Stoccata di VelAliter:
“I romani pagano le tasse per non vedere i bus passare, i turisti pagheranno il biglietto per vedere l’acqua scorrere. La par condicio del disagio.”
L’introduzione del Ticket per la Fontana di Trevi segna uno spartiacque nella storia del turismo romano (e probabilmente nella storia dell’avidità amministrativa). Il Comune ha ufficializzato la decisione: per accedere alla passerella e ammirare il capolavoro barocco, bisognerà pagare. L’acqua è pubblica, ma lo sguardo è diventato un servizio a pagamento. È la “Gabella 2.0”: moderna, digitale e assolutamente iniqua.
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Il Fatto: 5 Euro per un Sogno
La delibera è chiara: vuoi lanciare la monetina? Prima ne devi sganciare altre cinque (minimo) per entrare. Il Comune giustifica il Ticket per la Fontana di Trevi con la necessità di “contingentare i flussi” e tutelare il monumento. Nella pratica, sembra solo un modo geniale per fare cassa sulle spalle di chi viene a Roma cercando la “Dolce Vita” e trova invece il “Caro Vita”. Le recinzioni sono già pronte, i tornelli scalpitano. L’accesso libero alla bellezza è ufficialmente un ricordo del passato.
Il Paradosso: Monetizzare l’Invendibile
Il paradosso è che stiamo mercificando l’unica cosa che dovrebbe essere gratis: la vista. Se passa il principio del Ticket per la Fontana di Trevi, cosa ci impedisce di mettere un pedaggio per guardare il Colosseo da fuori? O una tassa sull’ombra dei pini di Villa Borghese? È la trasformazione della città in un parco a tema recintato, dove ogni esperienza, anche la più semplice, ha un cartellino del prezzo attaccato. Disneyworld ha almeno le montagne russe, Roma ha solo le buche (gratis, per ora).
La Conseguenza: L’App Gabella
Non stupiamoci se presto arriverà l’app “Gabella”, che ci addebiterà automaticamente un costo ogni volta che alzeremo gli occhi verso un monumento. I turisti poveri saranno costretti a girare per il centro con i paraocchi, mentre i ricchi potranno godersi la vista “Premium” in 8K. La Fontana di Trevi diventerà un club esclusivo, e Anita Ekberg oggi verrebbe multata non per il bagno, ma per evasione fiscale dell’ingresso.
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🔎 Approfondimenti
- Il Messaggero: Ufficiale: si paga per Trevi
(La notizia che ha fatto piangere i romantici e gioire i contabili del Campidoglio) - RomaToday: La rabbia dei turisti e dei romani
(“Aho, ma che davero?” è il commento tecnico più diffuso) - Forbes: Overtourism: la soluzione è il biglietto?
(Spoiler: no, è solo un modo per selezionare i turisti in base al portafoglio) - 📰 Rassegna Stampa Completa: Leggi tutti i temi del giorno
