☕ L’Espresso: La Rassegna Stampa Satirica
La Stoccata di VelAliter:
“Se Totti non riesce a tenere su un tetto all’Eur, figuriamoci se Trump riesce a comprarsi un ghiacciaio senza scioglierlo con l’abbronzante.”
Benvenuti nell’unica rassegna stampa satirica che vi spiega perché il 2026 è iniziato esattamente come era finito il 2025: male, ma con ottimi spunti per ridere per non piangere. Tra ministri che giocano alla guerra, ex capitani che ristrutturano ville con la dinamite e presidenti americani che scambiano la geopolitica per una partita a Monopoli, oggi c’è l’imbarazzo della scelta. Mettetevi comodi, prendete un caffè (corretto, possibilmente) e preparatevi a scoprire come la realtà abbia deciso, ancora una volta, di querelare la fantasia per plagio continuato. Parleremo di Politica surreale, di Economia creativa e di quel genio incompreso che è Mattarella, costretto a motivare giovani che vorrebbero solo emigrare su Marte.
🔊 Ascolta/Guarda l’episodio:
🏛️ La Politica nella Rassegna Stampa Satirica
🪖 Lite Governo: Crosetto boccia odg Lega su “Strade Sicure”
Il Fatto: Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha bocciato sonoramente l’ordine del giorno presentato dalla Lega, che chiedeva un potenziamento dell’operazione “Strade Sicure” con l’impiego massiccio dell’esercito nelle città italiane per garantire l’ordine pubblico. Crosetto ha ribadito che i militari sono addestrati per scenari di guerra internazionale e non per fare da vigili urbani o spaventapasseri nelle piazze di provincia, aprendo di fatto una crepa vistosa nella maggioranza proprio sul tema caro a Salvini: la sicurezza percepita a mezzo carrarmato.
Il Paradosso: Siamo arrivati al punto in cui il Ministro della Difesa deve spiegare al Ministro delle Infrastrutture (e leader della Lega) la differenza tra un soldato e un ausiliario del traffico. La Lega vorrebbe militarizzare anche le code alle poste per dare un segnale di “fermezza”, mentre Crosetto cerca disperatamente di ricordare ai colleghi che l’esercito italiano ha impegni leggermente più pressanti, tipo evitare che il mondo esploda, piuttosto che multare chi butta la carta per terra a Voghera. È la classica faida tra chi vuole fare la guerra vera e chi si accontenta di giocare ai soldatini nel salotto di casa.
La Conseguenza: Probabilmente la Lega proporrà di armare i pensionati ai cantieri o di istituire la leva obbligatoria per i gatti di quartiere. Crosetto, stremato, chiederà asilo politico in una caserma della Legione Straniera, mentre Salvini continuerà a postare selfie con la divisa da poliziotto, sognando un’Italia dove per comprare il pane serve il porto d’armi e il lasciapassare del Capitano.
📉 Migranti, Piantedosi esulta: “Sbarchi calati del 58% nel 2025”
Il Fatto: Il Ministro dell’Interno Piantedosi ha diffuso con orgoglio i dati del Viminale relativi al 2025, che mostrano un calo drastico degli sbarchi di migranti sulle coste italiane: -58% rispetto all’anno precedente. Un risultato che il governo rivendica come la prova definitiva del successo delle proprie politiche di contrasto all’immigrazione illegale e degli accordi stipulati con i paesi di partenza, Tunisia e Libia in testa, nonostante le critiche delle ONG e le perplessità dell’Europa sui diritti umani.
Il Paradosso: Esultare per il calo degli sbarchi via mare mentre gli arrivi via terra (o via aereo con visti turistici scaduti) sono alle stelle è come festeggiare perché non ti piove in salotto mentre la cucina sta andando a fuoco. Il governo celebra il muro invisibile alzato nel Mediterraneo, ignorando che la disperazione umana trova sempre una strada, magari più lunga, più costosa e più pericolosa, ma meno “televisiva”. Hanno semplicemente spostato il problema fuori dall’inquadratura delle telecamere dei telegiornali, trasformando una tragedia umanitaria in un successo statistico da sventolare nei talk show.
La Conseguenza: Nel 2026 il governo annuncerà trionfante che gli sbarchi sono scesi a zero, omettendo il piccolo dettaglio che avremo spostato i confini dell’Italia direttamente in Antartide. Piantedosi verrà premiato con una statua di sale che guarda il mare, mentre i trafficanti ringrazieranno sentitamente per l’aumento delle tariffe dovuto alla “difficoltà del percorso”.
👴 Mattarella, Discorso Fine Anno: “Giovani, prendete in mano la Repubblica”
Il Fatto: Nel tradizionale messaggio di fine anno a reti unificate, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un accorato appello alle nuove generazioni. Con tono grave e paterno, ha esortato i giovani italiani a non rassegnarsi, a partecipare attivamente alla vita civile e politica e a “prendere in mano le sorti della Repubblica” per costruire un futuro migliore, sottolineando che il Paese ha bisogno della loro energia, della loro visione e, soprattutto, della loro pazienza infinita.
Il Paradosso: Chiedere ai giovani di prendere in mano la Repubblica in un Paese dove l’età media della classe dirigente è “paleozoica” e dove per trovare un lavoro stabile serve un miracolo o una raccomandazione papale, suona come un crudele scherzo del destino. È come invitare qualcuno a guidare una Ferrari, per poi scoprire che la macchina è senza ruote, senza benzina e intestata a un nonno che non ha intenzione di mollare le chiavi fino al 2050. I giovani vorrebbero anche prenderla in mano, questa Repubblica, ma al momento sono troppo occupati a fare le valigie per Londra o Berlino.
La Conseguenza: I giovani prenderanno in mano la Repubblica, la guarderanno, vedranno il debito pubblico, le pensioni inesistenti e le infrastrutture colabrodo, e la rimetteranno delicatamente a posto dicendo “No grazie, preferisco un abbonamento a Netflix”. Mattarella sarà costretto a fare il Presidente fino al 2098, ibernato come Walt Disney, unico baluardo contro il nulla cosmico.
🌍 Esteri: Tra Ambizioni Glaciali e Diplomazia da Bar
🧊 Trump vuole la Groenlandia: “Ci serve”, ira Danimarca
Il Fatto: Donald Trump è tornato alla carica con una delle sue ossessioni più surreali: l’acquisto della Groenlandia. Il tycoon ha dichiarato pubblicamente che l’isola “serve assolutamente agli Stati Uniti” per ragioni strategiche e di risorse, trattando un territorio sovrano come se fosse un lotto edificabile a Miami Beach. La risposta della Danimarca non si è fatta attendere: un misto di incredulità, rabbia diplomatica e un secco “Non siamo in vendita”, ribadendo che la Groenlandia non è un articolo da supermercato.
Il Paradosso: Nel 2026, la geopolitica mondiale è ridotta a una trattativa immobiliare da reality show. Trump non vede nazioni, popoli o culture; vede solo “asset” da acquisire per espandere il portfolio della Trump Organization – scusate, degli Stati Uniti d’America. L’idea che si possa comprare un’isola grande come mezza Europa con un bonifico, ignorando la volontà dei suoi abitanti, è la quintessenza dell’imperialismo pop: “Se mi piace, me lo compro”. Manca solo che chieda se accettano i buoni pasto o se fanno lo sconto comitiva.
La Conseguenza: Se la Danimarca continuerà a rifiutare, Trump minaccerà di costruire un muro di ghiaccio intorno alla Groenlandia e di farlo pagare ai pinguini (che non ci sono, ma lui non lo sa). O forse lancerà una linea di resort di lusso “Trump Ice”, con campi da golf riscaldati a energia nucleare, provocando lo scioglimento immediato dei ghiacciai e risolvendo il problema dell’acquisto facendola affondare direttamente.
⚖️ Venezuela, Maduro a processo a NY difeso dall’avvocato di Assange
Il Fatto: Nicolas Maduro, il controverso presidente del Venezuela, è finito sotto processo a New York con accuse pesantissime legate al narcotraffico e alla corruzione. Il colpo di scena, però, è la scelta del suo difensore: Barry Pollack, il celebre avvocato che ha difeso Julian Assange. Una mossa legale che trasforma un processo penale in un gigantesco caso politico globale sulla libertà, la sovranità e l’ingerenza degli Stati Uniti negli affari esteri.
Il Paradosso: Vedere un dittatore sudamericano difeso dall’avvocato simbolo della lotta per la trasparenza e contro i segreti di stato è un cortocircuito ideologico degno di una sceneggiatura di Hollywood sotto acidi. Maduro cerca di ripulirsi l’immagine posizionandosi come una vittima del “sistema”, un perseguitato politico alla stregua del fondatore di WikiLeaks. È come se Al Capone si fosse fatto difendere da Gandhi. La strategia è chiara: trasformare l’aula di tribunale in un palcoscenico per denunciare l’imperialismo yankee, mentre nel frattempo Caracas continua a essere gestita come un feudo privato.
La Conseguenza: Il processo diventerà la serie TV più seguita dell’anno. Pollack sosterrà che Maduro non trafficava droga, ma “condivideva informazioni stupefacenti” con il mondo. Alla fine, Maduro verrà condannato a gestire un McDonald’s nel Bronx per contrappasso, mentre Assange scriverà un libro intitolato “Come difendere l’indifendibile e farsi pagare in barili di petrolio”.
🏝️ Yemen, 80 turisti italiani bloccati a Socotra: “Non sappiamo quando torniamo”
Il Fatto: Un gruppo di circa 80 turisti italiani è rimasto bloccato sull’isola di Socotra, nello Yemen, a causa della cancellazione improvvisa dell’unico volo settimanale di collegamento. I nostri connazionali, partiti alla ricerca di paesaggi incontaminati e di un’esperienza “autentica”, si sono ritrovati ostaggi della complessa situazione geopolitica dell’area, lamentando la scarsa assistenza e l’incertezza sul rientro in patria, mentre la Farnesina lavora per risolvere l’intoppo in una zona notoriamente sconsigliata per le vacanze relax.
Il Paradosso: Scegliere lo Yemen come meta turistica nel 2026 è un po’ come organizzare un picnic sul cratere di un vulcano attivo e poi lamentarsi per l’eccessivo calore. Siamo di fronte al paradosso del “turismo estremo” che pretende però le comodità del villaggio vacanze in Romagna. I viaggiatori volevano l’avventura, il brivido, l’ignoto? Beh, l’hanno avuto. Lamentarsi che “non passa il bus navetta” in un paese devastato da anni di guerra civile e tensioni internazionali dimostra una disconnessione dalla realtà che meriterebbe uno studio antropologico.
La Conseguenza: Dopo questa esperienza, i tour operator lanceranno pacchetti ancora più esclusivi: “Settimana Enigmistica a Gaza” o “Weekend a sorpresa in Corea del Nord (senza biglietto di ritorno)”. I turisti rientrati fonderanno un’associazione vittime, chiedendo i danni morali perché la guerra ha rovinato il loro feed Instagram, mentre la selezione naturale continuerà a guardarci scuotendo la testa.
🚨 Cronaca: Hacker Etici, Treni Lenti e Pini Suicidi
💻 Hacker “Power Ranger” cancella il “Tinder dei Nazisti”
Il Fatto: Un hacker (o un gruppo) che si firma con lo pseudonimo “Power Ranger” ha rivendicato un attacco informatico devastante contro “Martha Root”, una piattaforma di incontri online riservata esclusivamente a suprematisti bianchi e neonazisti (una sorta di “Tinder per la razza pura”). Il database è stato completamente cancellato, i profili eliminati e i dati sensibili esposti, lasciando migliaia di utenti dell’ultradestra orfani della possibilità di trovare l’anima gemella con cui condividere l’odio per le minoranze.
Il Paradosso: C’è una poesia intrinseca nel pensare a migliaia di neonazisti single, seduti nelle loro camerette buie, che fissano uno schermo nero con la scritta “Error 404: Love Not Found”. L’idea che servisse un’app specifica per far accoppiare i suprematisti dimostra quanto sia difficile rimorchiare quando il tuo argomento di conversazione preferito è la purezza del sangue e il saluto romano. L’hacker non ha solo distrutto un sito, ha spezzato cuori neri. È il Robin Hood digitale che toglie l’amore ai cattivi per darlo… a nessuno, giustamente.
La Conseguenza: I nazisti single saranno costretti a tornare ai metodi tradizionali: cercare l’amore ai raduni di nostalgici o urlare slogan razzisti allo stadio sperando di incrociare lo sguardo sognante di una skinhead. “Power Ranger” diventerà un eroe popolare, mentre Martha Root chiuderà i battenti per “eccesso di ridicolo”, dimostrando che l’odio, alla fine, ti lascia sempre solo.
🚄 Bologna, Omicidio Capotreno: Fermato il killer a Desenzano
Il Fatto: Le forze dell’ordine hanno fermato a Desenzano del Garda il presunto responsabile dell’omicidio del capotreno avvenuto a Bologna. La fuga dell’uomo è durata poche ore, interrotta grazie alle indagini rapide e all’uso delle telecamere di sorveglianza. Un fatto di sangue che ha scosso l’opinione pubblica e riacceso le polemiche sulla sicurezza del personale ferroviario, spesso esposto a rischi enormi per garantire un servizio essenziale.
Il Paradosso: In un Paese dove i treni regionali viaggiano con ritardi biblici e i pendolari vivono odissee quotidiane, la violenza corre purtroppo puntuale. Il paradosso tragico è che chi lavora per far muovere l’Italia rischia la vita per mano di chi quella società la rifiuta. Mentre la politica discute di massimi sistemi, la realtà presenta il conto sui binari, dove un controllo biglietti può trasformarsi in una condanna a morte. La rapidità dell’arresto è una magra consolazione di fronte all’assurdità di morire lavorando.
La Conseguenza: Ci sarà la solita indignazione a tempo determinato, seguita da promesse di tornelli, guardie giurate e telecamere ovunque. Poi, tra una settimana, tutto tornerà come prima, con i capotreno lasciati soli a gestire il disagio sociale su rotaia, armati solo di un fischietto e di tanta speranza.
🌲 Roma, Maltempo: Crolla pino secolare ai Fori Imperiali
Il Fatto: Il maltempo che ha colpito la Capitale ha fatto un’altra vittima illustre: un pino secolare è crollato rovinosamente lungo via dei Fori Imperiali, nel cuore storico di Roma. Fortunatamente non ci sono stati feriti, ma l’episodio si aggiunge a una lunga lista di “suicidi arborei” che stanno decimando il patrimonio verde della città, mettendo a rischio turisti e cittadini e bloccando il traffico in una delle aree più nevralgiche del mondo.
Il Paradosso: Roma è l’unica città al mondo dove la natura non è una risorsa, ma una minaccia. I pini di Roma, celebrati da Respighi in musica, stanno diventando famosi più per il loro impatto al suolo (e sulle auto) che per la loro bellezza. Il paradosso è che mentre si parla di transizione ecologica e riforestazione urbana, la Capitale non riesce nemmeno a tenere in piedi gli alberi che ha già. A Roma cadono più alberi che governi, ed è tutto dire, considerando la stabilità politica italiana. Gualtieri rischia di passare alla storia come il Sindaco del “Disboscamento Capitale”.
La Conseguenza: Per risolvere il problema alla radice (letteralmente), il Comune deciderà di abbattere tutti gli alberi rimasti e sostituirli con palme di plastica o ologrammi 3D: non sporcano, non cadono e sono sempre verdi. I Fori Imperiali diventeranno una spianata di cemento rovente, perfetta per cuocere le uova d’estate, ma almeno sicura.
💸 Finanza ed Economia: Chi sale, chi scende e chi piange
⛽ Carburanti 2026: Aumenta il Diesel, scende la Benzina
Il Fatto: Con il nuovo anno entrano in vigore le modifiche alle accise sui carburanti previste dalla manovra di bilancio. Il risultato è il tanto temuto “riallineamento”: il prezzo del gasolio (Diesel) aumenta per equipararsi a quello della benzina, la quale scende leggermente. Una stangata per il settore dei trasporti e per milioni di automobilisti che avevano scelto il diesel per risparmiare, giustificata dal governo con motivazioni ambientali (“il diesel inquina di più”).
Il Paradosso: Il governo chiama “riallineamento” quello che le tasche dei cittadini chiamano “rapina a mano armata alla pompa”. Per anni ci hanno incentivato a comprare auto diesel perché “durano di più e consumano meno”, e ora che il parco auto è saturo, cambiano le regole del gioco a partita in corso. È come se ti invitassero a una festa “Open Bar” e poi, dopo il primo drink, ti presentassero il conto dicendo che l’alcol fa male alla salute. L’unica cosa verde in questa manovra è la bile degli autotrasportatori.
La Conseguenza: Assisteremo a un esodo di massa verso i cavalli e i muli. Il mulo va a fieno, non paga il bollo, non ha bisogno di revisione e, soprattutto, non paga accise. Le autostrade italiane si riempiranno di carrozze trainate da quadrupedi, trasformando l’A1 in un remake di un film western, mentre il Ministro dell’Economia cercherà un modo per tassare anche l’avena.
📈 Piazza Affari: Il 2025 chiude con record +30%
Il Fatto: La Borsa di Milano ha chiuso il 2025 con un risultato straordinario: l’indice Ftse Mib ha registrato un guadagno complessivo del 30%, trainato dai titoli bancari, dal comparto tecnologico e dall’energia. Un anno d’oro per gli investitori e per le società quotate, che festeggiano dividendi ricchi e capitalizzazioni in crescita, in netto contrasto con la percezione di stagnazione economica che si respira nelle strade del Paese reale.
Il Paradosso: Se Piazza Affari stappa lo champagne, l’economia reale beve l’acqua del rubinetto (se non la chiudono per siccità). Il paradosso è la totale disconnessione tra i grafici di borsa, che puntano verso l’infinito e oltre, e il portafoglio dei cittadini, che punta verso il rosso fisso. Sentire che “l’Italia corre” mentre si fa la spesa contando i centesimi genera una dissonanza cognitiva notevole. È come se ti dicessero che la tua squadra ha vinto lo scudetto, ma tu hai perso la casa scommettendo sulla partita.
La Conseguenza: Gli analisti ci spiegheranno che la ricchezza “sgocciolerà” verso il basso (il famoso trickle-down), ma probabilmente si fermerà al piano attico. I piccoli risparmiatori, esaltati dal +30%, investiranno i risparmi di una vita proprio il giorno prima del prossimo crollo, confermando che la Borsa è l’unico casinò dove il banco vince sempre, e se perde chiede il salvataggio di Stato.
🤖 CES 2026: Nvidia svela i chip “Vera Rubin”
Il Fatto: Al CES di Las Vegas, Nvidia ha presentato la sua nuova generazione di chip per l’intelligenza artificiale, nome in codice “Vera Rubin”. Processori dalla potenza di calcolo inimmaginabile, capaci di gestire modelli AI sempre più complessi e pervasivi. L’azienda promette che questi chip rivoluzioneranno ogni settore, dalla medicina alla guida autonoma, consolidando il dominio assoluto di Nvidia nel mercato tecnologico globale.
Il Paradosso: La tecnologia corre così veloce che i chip “Vera Rubin” sanno già cosa vuoi comprare prima ancora che tu abbia i soldi per farlo (vedi notizia precedente). Siamo passati dal chiedere a Google “che tempo fa” a chip che probabilmente sono in grado di simulare la nostra intera esistenza mentre noi dormiamo. Il paradosso è che costruiamo intelligenze artificiali onniscienti mentre l’intelligenza naturale media sembra in caduta libera. Abbiamo supercomputer in tasca e crediamo alla terra piatta: il progresso è una linea curva che a volte torna indietro.
La Conseguenza: Tra pochi anni i chip Nvidia non si limiteranno a suggerirti i prodotti, ma li ordineranno, li useranno e li recensiranno al posto tuo. Tu sarai solo un accessorio biologico necessario per riavviare il router quando la connessione salta. Benvenuti nel futuro, dove le macchine pensano e gli umani scrollano.
🎭 Arte, Cultura e Spettacolo: Divorzi, Prostata e Matrimoni Rock
🏚️ Totti-Blasi Infinite War: Lei lo denuncia per il crollo del soffitto
Il Fatto: La saga infinita della separazione tra Francesco Totti e Ilary Blasi si arricchisce di un nuovo, grottesco capitolo. La conduttrice avrebbe denunciato l’ex marito accusandolo di negligenza nella manutenzione della villa all’Eur, a seguito del crollo di una porzione di soffitto. Tra ripicche, Rolex, borse e ora calcinacci, la guerra dei Roses in salsa romana continua a tenere banco sulle riviste di gossip, trasformando una vicenda privata in una telenovela pubblica senza fine.
Il Paradosso: Siamo passati da “Un Capitano, c’è solo un Capitano” a “Un Geometra, serve solo un Geometra”. Il crollo del soffitto è la metafora perfetta della fine di un amore che sembrava indistruttibile: prima le crepe invisibili, poi le infiltrazioni di avvocati, e infine il cedimento strutturale con tanto di polvere e macerie. Che due icone pop debbano litigare per l’intonaco scrostato come due condomini qualsiasi alla riunione di scala rende tutto meravigliosamente triste e umano. I supereroi non esistono, hanno solo ville più grandi che cadono a pezzi come le nostre case popolari.
La Conseguenza: Ilary condurrà la prossima edizione dell’Isola dei Famosi indossando un caschetto giallo da cantiere. Totti risponderà lanciando una linea di stucchi e malte a presa rapida chiamata “Er Cucchiaio”. Netflix comprerà i diritti per una serie intitolata “C’eravamo tanto amati, poi è venuto giù il solaio”.
🎤 Checco Zalone: “La Prostada Enflamada” in vetta alle classifiche
Il Fatto: Il nuovo singolo di Checco Zalone, “La Prostada Enflamada”, ha scalato in tempo record le classifiche di streaming, diventando il tormentone di inizio 2026. Con il suo stile inconfondibile che mescola neomelodico, ritmi latini e testi scorretti, il comico pugliese affronta il tabù dell’invecchiamento maschile e dei problemi urologici, trasformando un disagio fisiologico in un inno da ballare in discoteca.
Il Paradosso: Mentre i trapper ventenni cantano di vite di strada che non hanno mai vissuto, Zalone canta la verità nuda e cruda dell’uomo medio italiano over 50. È il realismo magico della minzione difficile. Il paradosso è che milioni di giovani ballano scatenati su un testo che parla di visite dall’andrologo e di integratori al serenoa repens. Zalone è l’unico che riesce a farci ridere delle nostre miserie fisiche, ricordandoci che alla fine, di fronte alla prostata, siamo tutti uguali, ricchi e poveri, colti e ignoranti.
La Conseguenza: Il brano diventerà l’inno ufficiale della Società Italiana di Urologia. Sanremo 2026 sarà costretto a invitare Zalone come superospite, e l’Ariston si alzerà in piedi per una standing ovation mentre lui canta i dettagli di un’ecografia transrettale. La cultura pop ha toccato il fondo o ha raggiunto la vetta? Ai posteri (e agli urologi) l’ardua sentenza.
💍 Damiano David (Maneskin) annuncia le nozze con Dove Cameron
Il Fatto: Damiano David, frontman dei Maneskin, e l’attrice americana Dove Cameron hanno annunciato ufficialmente il loro matrimonio. La coppia, icona di stile e fluidità, convolerà a nozze suggellando una love story che ha appassionato i fan di tutto il mondo. L’annuncio ha scatenato il delirio sui social, tra messaggi di auguri e scene di disperazione collettiva da parte delle fan che vedono sfumare definitivamente il sogno di impalmare il cantante romano.
Il Paradosso: Il simbolo della trasgressione rock, del “fuori di testa”, finisce per fare la cosa più tradizionale e borghese del mondo: sposarsi. È la vittoria definitiva dell’amore romantico sull’immagine maledetta. Damiano passa dai pantaloni di pelle borchiati al tight (o forse si sposerà in pantaloni di pelle, chi lo sa), dimostrando che anche le rockstar alla fine cercano qualcuno con cui dividere il mutuo e le bollette del gas. Victoria De Angelis sarà la damigella d’onore o suonerà il basso durante la marcia nuziale in versione punk?
La Conseguenza: Il matrimonio sarà l’evento mediatico dell’anno, trasmesso in diretta su TikTok. Le fan in lutto organizzeranno veglie funebri davanti alla chiesa. I Maneskin pubblicheranno un album di cover di canzoni da matrimonio, iniziando con una versione hard rock di “Ave Maria” di Schubert. E vissero tutti felici, contenti e tatuati.
🏆 IL PODIO DEL DISAGIO
🥉 3° Posto: Turisti allo sbaraglio in Yemen
Perché prenotare una vacanza in zona di guerra e poi lamentarsi che “non passa il bus” richiede un livello di distacco dalla realtà che merita un premio alla carriera.
🥈 2° Posto: Donald Trump e la Groenlandia
Perché trattare un’isola sovrana come se fosse un pacchetto di gomme all’autogrill (“Me la incarti, grazie”) è la vetta dell’arroganza immobiliare.
🥇 1° Posto: I Nazisti Single (e l’Hacker Power Ranger)
Perché scoprire che esisteva un “Tinder per Nazisti” era già esilarante, ma sapere che un hacker li ha lasciati soli e senza amore è pura poesia digitale.
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🔎 Le Fonti (Purtroppo Vere)
- Ansa: Crosetto boccia odg Lega
(Quando la difesa deve difenderci dalle idee della maggioranza) - Repubblica: Trump vuole la Groenlandia
(Il Monopoli giocato con le nazioni vere) - Wired: Hacker cancella sito incontri nazisti
(A volte i cattivi perdono davvero) - Il Sole 24 Ore: Aumento Diesel 2026
(Il modo migliore per iniziare l’anno: pagando)
