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mercoledì, 4 Febbraio 2026

Rassegna Stampa Satirica 02/02: Meloni BR, Trump Iran e Angelo Giorgia

Indice dei Contenuti

L’Espresso: La Rassegna Stampa Satirica

La Stoccata di VelAliter:
“Se paghi 15 euro per vedere la Fontana di Trevi, non stai comprando bellezza. Stai comprando il diritto di sentirti superiore a chi la guarda da fuori.”

Benvenuti in questa nuova puntata della rassegna stampa satirica che vi racconta il mondo prima che il mondo decida di farvi causa. Oggi, lunedì 2 febbraio 2026, ci immergiamo in un oceano di paradossi dove la Politica sembra scritta da uno sceneggiatore sotto acidi e l’Arte sacra viene usata come strumento di propaganda elettorale. A Torino la macchina del tempo ci riporta agli anni ’70, mentre a Teheran Trump gioca a Monopoli con le testate nucleari. Preparatevi, perché la realtà ha deciso di superare la nostra fantasia anche oggi.

🔊 Ascolta/Guarda l’episodio:


🏛️ La Politica Interna nella Rassegna Stampa Satirica

🧱 Scontri Torino, Meloni dura: “Tentato omicidio contro agenti, come le BR”

Il Fatto: Violenti scontri hanno infiammato le strade di Torino durante un corteo degli antagonisti. La situazione è degenerata quando un sampietrino ha sfiorato un agente di polizia. La reazione politica è stata immediata e veemente: la Premier Giorgia Meloni non ha usato mezzi termini, dichiarando: “È un tentato omicidio, queste sono tattiche da Brigate Rosse”. La Presidente del Consiglio ha evocato lo spettro degli anni di piombo, chiedendo tolleranza zero e invocando nuove leggi speciali per chi manifesta con il volto coperto o con oggetti contundenti.

Il Paradosso: Siamo nel 2026, le auto si guidano da sole e l’intelligenza artificiale scrive poesie meglio di Dante, ma la politica italiana riesce a comunicare solo riesumando fantasmi di cinquant’anni fa. Se l’economia non decolla e le riforme strutturali arrancano, cosa c’è di meglio di un bel nemico vintage per ricompattare l’elettorato? È il revival del terrore, rimasterizzato in 4K per la generazione TikTok che non sa nemmeno chi fosse Moro. La strategia è chiara: trasformare un problema di ordine pubblico in una guerra ideologica totale.

La Conseguenza: Tra poco vedremo i ministri andare in giro con la scorta sulle Alfetta blindate per pura coerenza stilistica, mentre i problemi reali del paese – sanità, scuola, lavoro – verranno archiviati come “argomenti non pertinenti alla lotta al terrorismo”. Preparatevi a decreti sicurezza che vieteranno anche le riunioni di condominio se ci sono più di tre persone arrabbiate.

⚖️ Giustizia, Nordio attacca le toghe: “Tesi blasfeme contro la riforma”

Il Fatto: Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, inaugurando l’anno giudiziario con la solennità di un pontefice, ha definito le critiche mosse dall’Associazione Nazionale Magistrati alla sua riforma costituzionale come “tesi blasfeme”. Un linguaggio che sposta pericolosamente il dibattito dal piano giuridico a quello teologico, scatenando l’ira delle opposizioni e lo sconcerto dei giuristi.

Il Paradosso: Un Ministro della Repubblica laica che usa termini religiosi per difendere una legge dello Stato è l’apoteosi del cortocircuito istituzionale. Evidentemente Nordio si sente investito di una missione divina: non sta semplicemente riformando il codice penale o la separazione delle carriere, sta scrivendo il nuovo Testamento della Giustizia Italiana. Chi lo critica non è un oppositore politico o tecnico, è un eretico da scomunicare. La separazione dei poteri diventa un dogma di fede: o ci credi, o bruci all’inferno delle correnti.

La Conseguenza: La prossima udienza preliminare si terrà direttamente in Vaticano, e le sentenze non verranno più lette “In nome del popolo italiano”, ma emesse tramite fumata bianca o nera dal comignolo del Ministero. Gli avvocati dovranno presentare le arringhe sotto forma di preghiere e le condanne saranno espiate in Purgatorio.

🚫 Camera, annullata la conferenza sulla “Remigrazione” dopo le proteste

Il Fatto: Doveva tenersi alla Camera dei Deputati la conferenza stampa di presentazione di un libro sulla “Remigrazione”, teoria cara all’estrema destra europea che prevede il rimpatrio forzato di immigrati. Dopo le feroci proteste delle opposizioni che hanno occupato l’aula mediatica e l’intervento imbarazzato della presidenza, l’evento è stato cancellato all’ultimo minuto per “motivi di opportunità”.

Il Paradosso: I paladini della “Remigrazione” sono stati costretti a remigrare loro stessi fuori dal Parlamento prima ancora di iniziare a parlare. Volevano spiegare al mondo come mandare via la gente, e sono stati mandati via loro. Un esempio perfetto di eterogenesi dei fini, o forse solo di karma istantaneo che colpisce con l’ironia di uno sceneggiatore satirico. Hanno provato a portare la propaganda dentro le istituzioni e sono finiti sul marciapiede fuori da Montecitorio.

La Conseguenza: Ora potranno fare le vittime della censura “woke” e della dittatura del pensiero unico per i prossimi sei mesi, ottenendo molta più visibilità sui social di quanta ne avrebbero avuta con la noiosissima conferenza stampa. Prepariamoci a un tour di presentazione del libro nelle cantine e nei sottoscala, presentati come catacombe della libertà.

🌍 La Politica Estera nella Rassegna Stampa Satirica

🤝 Svolta Iran, Trump frena: “Vogliono trattare”. Giallo sulle esplosioni a Teheran

Il Fatto: Dopo giorni di tensione altissima e misteriose esplosioni che hanno scosso Teheran, il Presidente USA Donald Trump spiazza tutti con un tweet (o un post su Truth): “L’Iran vuole trattare, faremo un grande accordo”. Niente guerra totale, dunque, ma una strategia di “pressione massima” che si trasforma improvvisamente in negoziato, lasciando gli analisti militari a bocca aperta.

Il Paradosso: Trump gestisce la geopolitica mondiale esattamente come gestiva le sue trattative immobiliari a Manhattan negli anni ’80. Prima minaccia di demolirti il palazzo (o la nazione) con le ruspe, ti taglia la luce e l’acqua (sanzioni), poi si offre di comprartelo a prezzo stracciato presentandosi come il salvatore. Le esplosioni a Teheran? Probabilmente solo “lavori di ristrutturazione” non autorizzati per abbassare il valore catastale. Non è pace, è business puro.

La Conseguenza: Presto vedremo sorgere la “Trump Tower Teheran” con vista sui siti nucleari dismessi, trasformati in spa di lusso e casinò halal. Khamenei verrà invitato a giocare a golf a Mar-a-Lago e l’accordo sul nucleare verrà firmato su un tovagliolo del ristorante del resort.

🕊️ Gaza, svolta Hamas: pronta a cedere la governance al “Board of Peace”

Il Fatto: Hamas, in una mossa che ha sorpreso le cancellerie internazionali, si è detta pronta a cedere l’amministrazione civile della Striscia di Gaza a un non meglio specificato “Board of Peace” internazionale. Una svolta che potrebbe cambiare gli equilibri del conflitto o rappresentare l’ennesimo vicolo cieco diplomatico.

Il Paradosso: “Board of Peace” suona incredibilmente come il nome di una onlus gestita da Bono Vox per vendere braccialetti colorati o di una nuova marca di tisane rilassanti al finocchio. Affidare la polveriera di Gaza a un generico “consiglio della pace” è come affidare la sicurezza del pollaio a un “consiglio delle volpi vegane”. Sulla carta è un’idea bellissima che piace tanto all’ONU, nella realtà è un’incognita totale che rischia di paralizzare tutto.

La Conseguenza: Il Board of Peace impiegherà i prossimi sei mesi solo per decidere il logo ufficiale, il font della carta intestata e la location degli uffici (rigorosamente lontana dalle zone di guerra), mentre la situazione sul campo rimarrà tragicamente invariata. La burocrazia della pace sarà più letale della guerra stessa.

🚀 Ucraina, tregua finita: pioggia di droni su Kiev. Zelensky vola ad Abu Dhabi

Il Fatto: La fragile tregua invernale che aveva retto per poche settimane è definitivamente saltata. Kiev si è svegliata sotto una pioggia di droni russi che hanno colpito infrastrutture energetiche e quartieri residenziali. Nel frattempo, mentre le sirene suonavano nella capitale, il presidente Zelensky è volato ad Abu Dhabi per un vertice d’urgenza con gli emiri, ufficialmente per cercare nuovi fondi e supporto diplomatico per la ricostruzione.

Il Paradosso: L’immagine è di quelle che fanno male: mentre i cittadini di Kiev tornano nei rifugi antiaerei al gelo, senza luce e riscaldamento, il loro leader cerca sostegno nel caldo avvolgente degli hotel a 7 stelle degli Emirati. È la tragica distanza della realpolitik moderna: le guerre si combattono nel fango e sotto le bombe, ma si finanziano (o si provano a fermare) mangiando datteri pregiati con l’aria condizionata al massimo. Zelensky chiederà droni o condizionatori?

La Conseguenza: L’Ucraina riceverà tante pacche sulle spalle, promesse di “eterna amicizia” e forse qualche drone emiratino di seconda mano, ma il riscaldamento a Kiev continuerà a non funzionare. E intanto la bolletta del gas politico sale sempre di più.

🚨 La Cronaca nella Rassegna Stampa Satirica

😇 Roma, angelo restaurato in chiesa ha il volto di Giorgia Meloni: è polemica

Il Fatto: In una chiesa barocca del centro di Roma, il restauro di un affresco seicentesco ha rivelato un dettaglio che ha fatto gridare al miracolo (o allo scandalo). Un angelo, liberato dalla patina del tempo, presenta lineamenti incredibilmente simili a quelli di Giorgia Meloni: biondo, occhi cerulei, sguardo deciso e vagamente giudicante. La somiglianza è tale che i turisti fanno la fila per i selfie e l’opposizione grida alla strumentalizzazione.

Il Paradosso: È il trionfo definitivo e mistico del “Sovranismo Estetico”. Non bastava occupare la Rai, le partecipate, i teatri e i musei: ora l’egemonia culturale punta direttamente all’iconografia sacra. Vittorio Sgarbi ha già gridato al capolavoro assoluto, parlando di “naturale evoluzione della bellezza italica nei secoli”. I fedeli sono confusi: davanti all’affresco devono genuflettersi per pregare o scattare sull’attenti per il saluto romano?

La Conseguenza: Se questo trend prende piede, presto vedremo San Matteo con la faccia di Salvini che ferma le barche sul lago di Tiberiade, San Gennaro con gli occhiali di Sangiuliano e magari un San Francesco con le sembianze di Lollobrigida che parla agli animali (per poi mangiarseli).

⛷️ Papa Leone XIV invoca la Tregua Olimpica per i giochi Milano-Cortina

Il Fatto: Papa Leone XIV (nome fittizio del Pontefice nel 2026, ndr) ha lanciato un accorato appello per la Tregua Olimpica in vista dell’inizio dei Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026. “Che lo sport sia un ponte di pace in un mondo diviso”, ha tuonato dal balcone di San Pietro, chiedendo a tutte le nazioni belligeranti di deporre le armi per la durata delle gare.

Il Paradosso: Il Papa invoca la pace globale per le Olimpiadi, ignorando forse che a Milano l’unica guerra che non conosce tregua è quella del traffico sulla tangenziale e degli affitti brevi che sfrattano i residenti. Chiedere una tregua a Putin o all’Iran è un gesto nobile, ma forse servirebbe prima un intervento divino per una tregua tra i pendolari inferociti e Trenord, o tra i ciclisti e i SUV in centro.

La Conseguenza: La tregua verrà rigorosamente rispettata per circa 4 minuti durante la cerimonia di apertura, giusto il tempo dello spot della Coca-Cola. Poi tutti torneranno a bombardarsi come prima, ma con gli sci ai piedi e lo sponsor tecnico in bella vista.

🏚️ Niscemi come il Vajont: palazzina crolla nella voragine, si teme disastro

Il Fatto: Dramma sfiorato (o forse no, le notizie sono frammentarie) a Niscemi, in Sicilia, dove una palazzina residenziale è stata parzialmente inghiottita da una gigantesca voragine apertasi improvvisamente nel terreno. Si evocano scenari da Vajont per l’instabilità idrogeologica dell’intera area, che rischia di collassare trascinando con sé altre abitazioni.

Il Paradosso: In un paese che discute da decenni di opere faraoniche e spende miliardi (sulla carta) per il Ponte sullo Stretto, le case della gente comune crollano perché la terra sotto i piedi è un colabrodo. È la perfetta metafora dell’Italia: sogniamo l’ingegneria spaziale mentre le fondamenta marciscono nell’indifferenza. E siccome non c’è ancora la fiction su Netflix su questo disastro, la notizia scivola via nel silenzio generale dei media nazionali.

La Conseguenza: Verrà immediatamente istituita una commissione parlamentare d’inchiesta che lavorerà alacremente per presentare i risultati nel 2038, quando Niscemi sarà ormai diventata un canyon turistico visitabile solo con le guide alpine.

💸 L’Economia nella Rassegna Stampa Satirica

⛲ Fontana di Trevi a pagamento: il Comune ufficializza il ticket d’ingresso

Il Fatto: È ufficiale. La giunta capitolina ha approvato la delibera: per accedere alla passerella e vedere da vicino la Fontana di Trevi si pagherà un ticket d’ingresso (si parla di 5 euro per i non residenti). L’obiettivo dichiarato è contingentare i flussi turistici e tutelare il monumento dal degrado, ma le casse del Comune sorridono.

Il Paradosso: L’acqua è un bene pubblico universale, ma guardarla scorrere è diventato un lusso per chi ha il POS a portata di mano. Il Comune di Roma ha trovato il modo perfetto per risanare il bilancio: monetizzare la bellezza che non ha costruito. Vuoi esprimere un desiderio lanciando la monetina? Prima paga l’ingresso. È la privatizzazione del sogno e del romanticismo. I romani pagano le tasse per vedere i bus che non passano, i turisti pagano il biglietto per vedere l’acqua che scorre.

La Conseguenza: Visto il successo assicurato, presto metteranno il tassametro anche sulle panchine di Villa Borghese (1 euro ogni 10 minuti di seduta) e un abbonamento premium “Gold” per vedere il tramonto dal Pincio senza il watermark del Comune impresso sulla retina.

🏭 Ex Ilva, scontro Governo-Sindacati sulla cessione al fondo privato

Il Fatto: Si riaccende lo scontro sull’Ex Ilva di Taranto. Il Governo ha annunciato l’intenzione di cedere gli impianti a un fondo privato internazionale specializzato in ristrutturazioni industriali. I sindacati sono saliti sulle barricate, temendo migliaia di esuberi e lo smantellamento definitivo della produzione. Il Ministero assicura il mantenimento dei livelli occupazionali, ma le tute blu non si fidano.

Il Paradosso: L’Ex Ilva è come una maledizione egizia che aleggia sull’industria italiana: chiunque la tocchi finisce nei guai. Cambiano i governi, cambiano i nomi (Italsider, Ilva, Acciaierie d’Italia), cambiano i piani industriali, ma la fabbrica resta lì, inquinante, in crisi e foriera di disastri sociali. È l’unica costante della storia repubblicana, un monolite di ruggine che resiste a tutto, anche alla logica di mercato. Vendere a un fondo speculativo per “rilanciare” è come curare una polmonite con l’omeopatia.

La Conseguenza: Tra dieci anni saremo ancora qui a parlare del “rilancio strategico dell’acciaio italiano”, mentre l’impianto sarà diventato un gigantesco parco a tema post-industriale per turisti amanti del decadente.

📉 Flop Rottamazione Quinquies: adesioni ai minimi, Comuni in allarme

Il Fatto: La quinta edizione della Rottamazione delle cartelle esattoriali si sta rivelando un flop clamoroso. Le adesioni sono ai minimi storici, ben al di sotto delle aspettative del MEF. I Comuni, che speravano di fare cassa per chiudere i bilanci, sono nel panico. Gli italiani sembrano aver ignorato l’ennesima offerta di pace fiscale.

Il Paradosso: Gli italiani non sono diventati improvvisamente onesti, sono diventati furbi (o meglio, hanno imparato la lezione). Perché aderire alla Rottamazione 5 pagando qualcosa subito, quando basta aspettare la Rottamazione 6, 7 o 8 che sarà sicuramente più conveniente (o addirittura gratis)? È l’assuefazione al condono di Stato: a forza di perdonare sempre, lo Stato ha educato i cittadini a non pagare mai, e ora si stupisce se nessuno si presenta allo sportello. È il cane che si morde la coda, ma la coda è il debito pubblico.

La Conseguenza: Arriverà presto la “Rottamazione Ultimate Edition”: non devi pagare nulla, anzi lo Stato ti manda a casa un cesto natalizio e un buono Amazon da 50 euro se prometti solennemente di non evadere più (forse).

🎭 Arte, Cultura e Spettacolo nella Rassegna Stampa Satirica

🎤 Sanremo 2026, Carlo Conti svela i duetti: Francesca Fagnani tra gli ospiti

Il Fatto: Carlo Conti, direttore artistico di Sanremo 2026, ha annunciato i nomi degli ospiti per la serata dei duetti. Tra cantanti e attori, spicca il nome della giornalista Francesca Fagnani, conduttrice del programma cult “Belve”. La notizia ha scatenato la curiosità: cosa farà la Fagnani sul palco dell’Ariston?

Il Paradosso: La Fagnani a Sanremo non andrà a cantare, andrà a interrogare. Immaginate la scena: il cantante finisce l’esibizione, sperando nell’applauso, e si trova davanti lei con il suo taccuino rosso. “Ma lei, quando stona in quel modo in mondovisione, si sente più un fallito o un incompreso?”. Il Festival si trasforma da gara canora a seduta psichiatrica collettiva. I cantanti non avranno paura dell’orchestra o dell’intonazione, ma delle domande sul loro passato fiscale o sulle loro relazioni fallite.

La Conseguenza: Vincerà il Festival chi riuscirà a non scoppiare a piangere in diretta confessando un reato non prescritto. Sanremo diventerà un mix tra X-Factor e Un Giorno in Pretura.

🤐 Khaby Lame vende tutto: la sua società acquisita per quasi 1 miliardo di dollari

Il Fatto: Il creatore di contenuti più seguito al mondo su TikTok, Khaby Lame, ha venduto la sua società di gestione immagine e diritti a una holding americana per una cifra vicina al miliardo di dollari. Un’operazione finanziaria mostruosa che lo consacra come uno degli uomini più ricchi dello show business globale.

Il Paradosso: È diventato l’uomo più ricco del web senza dire una sola parola. Mentre milioni di podcaster, opinionisti, politici e influencer si sgolano ogni giorno, urlano, litigano e scrivono papiri per ottenere un like, lui ha fatto spallucce, ha allargato le braccia e ha incassato un miliardo. È la vittoria definitiva del silenzio sul rumore, della mimica sulla retorica. Un genio assoluto che ci prende in giro tutti, muto, mentre noi parliamo a vanvera.

La Conseguenza: Noi continueremo a parlare gratis o per pochi spiccioli, lui si comprerà un’isola privata e ci guarderà da lontano col binocolo, facendo quel gesto con le mani come a dire: “Era facile, no?”.

💋 Paura per Renato Zero: malore dopo aver baciato una fan sul palco

Il Fatto: Attimi di paura durante il concerto di Renato Zero al Circo Massimo. L’artista, durante un momento di euforia, ha baciato con trasporto una fan in prima fila e poco dopo ha avvertito un leggero malore, costringendo a una breve interruzione dello show. Soccorso dai medici, si è ripreso e ha continuato, ma l’episodio ha fatto il giro del web.

Il Paradosso: Renato canta da una vita “Il Triangolo no”, ma a quanto pare “Il Virus sì”. L’amore dei fan è una forza potente, ma la carica batterica di un bacio improvvisato a 75 anni lo è decisamente di più. È il rock’n’roll che si scontra violentemente con la geriatria e l’immunologia. L’artista voleva regalare un sogno, ha rischiato di regalare un titolo di cronaca nera.

La Conseguenza: Ai prossimi concerti i “sorcini” dovranno esibire un certificato medico di sana e robusta costituzione non anteriore alle 24 ore e fare gargarismi con l’amuchina pura prima di avvicinarsi a meno di due metri dal palco. Il bacio sarà sostituito da un saluto con la mano inguantata in lattice.


🏆 IL PODIO DEL DISAGIO

Ecco i vincitori morali di questa settimana, quelli che hanno alzato l’asticella dell’assurdo a livelli olimpici.

🥉 3° POSTO: Renato Zero
Per aver sfidato le leggi della biologia e dell’igiene con un bacio da “all-in” sul palco. L’amore è eterno finché dura, l’influenza dura una settimana (se ti va bene). Medaglia di Bronzo al coraggio immunitario.

🥈 2° POSTO: Ministro Carlo Nordio
Per aver elevato la critica politica a peccato mortale definendo le obiezioni alle sue riforme “tesi blasfeme”. Un po’ Ministro, un po’ Grande Inquisitore. Medaglia d’Argento per il delirio di onnipotenza mistica.

🥇 1° POSTO: Khaby Lame
Per aver venduto il silenzio a un miliardo di dollari. Lo schiaffo morale definitivo a chiunque usi le parole per vivere. Maestro di vita, di mimica e soprattutto di fatturato. Medaglia d’Oro indiscussa.


🔍 Le Fonti (Purtroppo Vere)


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