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giovedì, 5 Febbraio 2026

Trump Acquisto Groenlandia: Il piano sensazionale per comprare il ghiaccio

Nuova offerta di Trump per l’Acquisto della Groenlandia: la follia immobiliare

La Stoccata di VelAliter:
“Trump tratta gli Stati sovrani come se fossero hotel in fallimento a Atlantic City. Manca solo che chieda alla Regina di Danimarca se accetta i buoni pasto o se fa lo sconto comitiva.”

Ci risiamo. Come un disco rotto o un televenditore particolarmente insistente, Donald Trump è tornato alla carica con una delle sue idee fisse più surreali: Trump e l’Acquisto della Groenlandia. Nonostante il “no” secco (e un po’ inorridito) ricevuto in passato, il tycoon ha ribadito che l’isola “serve assolutamente” agli Stati Uniti, trattando un territorio abitato da 56.000 persone come se fosse un pacchetto di surgelati dimenticato nel banco frigo. Ma cosa spinge l’uomo più potente del mondo a voler diventare il più grande proprietario di cubetti di ghiaccio del pianeta?

Ascolta o guarda l’episodio:


Geopolitica o Monopoli?

Il Fatto: “Ci serve, la vogliamo, la compriamo”. Con questa eloquenza da mediatore immobiliare di terza categoria, Trump ha rilanciato l’idea di annettere la Groenlandia. La Danimarca, che ne detiene la sovranità, ha risposto con un misto di rabbia e incredulità, ribadendo che “la Groenlandia non è in vendita”. Ma per Trump, cresciuto con l’idea che ogni cosa abbia un prezzo, il rifiuto è solo l’inizio di una trattativa. Probabilmente sta già pensando di offrire in cambio Porto Rico e un set di pentole firmate Melania.

L’arroganza dell’Acquisto della Groenlandia secondo Trump

Il Paradosso: Il vero paradosso non è l’offerta in sé (gli USA hanno comprato l’Alaska e la Louisiana in passato), ma i tempi e i modi. Nel 2026, pensare di poter comprare un popolo e una terra con un bonifico bancario è la dimostrazione di quanto la visione del mondo di Trump sia ferma al XIX secolo, o forse a una partita di Monopoli finita male. Lui non vede cultura, storia o autodeterminazione; vede solo “asset strategici” e “metri quadri”. È l’imperialismo trasformato in shopping compulsivo.

Le conseguenze: Resort di lusso sul permafrost?

La Conseguenza: Se l’affare andasse in porto (spoiler: non andrà), potremmo aspettarci la costruzione della “Trump Tower Nuuk”, un grattacielo dorato in mezzo agli iceberg, con campo da golf riscaldato a energia nucleare che scioglierà i ghiacciai circostanti in tre settimane. Oppure, più realisticamente, questa ennesima sparata servirà solo a incrinare ulteriormente i rapporti con l’Europa, confermando che per gli USA di Trump gli alleati sono solo venditori che non sanno ancora di voler vendere.


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