In un 2025 ormai dominato da intelligenze artificiali onniscienti, sistemi di sorveglianza biometrica avanzati che riconoscono l’iride a tre chilometri di distanza, droni sentinella che non dormono mai e algoritmi predittivi capaci di anticipare persino le nostre voglie di pizza prima che ci vengano in mente, un evento straordinario ha scosso le fondamenta della nostra cieca fiducia nella tecnologia. Un detenuto del carcere di massima sicurezza di Opera, considerato uno dei fiori all’occhiello inespugnabili del sistema penitenziario italiano, è riuscito a evadere. E non lo ha fatto hackerando il mainframe centrale con un computer portatile fatto di pezzi di ricambio, né usando un jetpack stampato in 3D nella biblioteca del carcere. No, signori. Ha usato il metodo più classico, analogico, faticoso e squisitamente “vintage” della storia criminale mondiale: ha segato le sbarre.
La Vittoria dell’Artigianato sulla Cyber-Sicurezza
Sì, avete capito bene. Mentre il Ministero della Giustizia investe milioni di euro in firewall impenetrabili, scanner retici e software di riconoscimento facciale, qualcuno ha preso una vecchia lima arrugginita, probabilmente recuperata da qualche cantiere abbandonato negli anni ’90 o nascosta in un luogo che preferiamo non immaginare, e ha sconfitto il sistema con la pura, semplice forza della perseveranza manuale e dell’olio di gomito. L’immagine è quasi poetica e sovversiva: l’uomo contro la macchina, il sudore contro il silicio, la pazienza contro l’elettricità. Non è ancora chiaro se le sbarre fossero fatte di una lega sperimentale di marzapane a basso costo (per risparmiare sugli appalti pubblici) o se il detenuto avesse ricevuto la lima nascosta in un panettone artigianale, con un tempismo natalizio davvero impeccabile e sospetto.
Imbarazzo Istituzionale e Silenzio Assordante
Il risultato finale, comunque, è un trionfo schiacciante dell’artigianato italiano sulla fredda tecnologia. La sega manuale batte il laser e la videosorveglianza 1-0, palla al centro. È una storia che avrebbe quasi del romantico, se non fosse tragicamente e profondamente imbarazzante per le nostre istituzioni e per chi gestisce la sicurezza. Ci immaginiamo le riunioni d’emergenza al Ministero, con esperti di sicurezza pagati profumatamente che fissano increduli le sbarre tagliate, chiedendosi come sia umanamente possibile che nessun sensore ultra-sofisticato abbia rilevato il ritmico e stridulo “gnic-gnic” della lima per notti intere. Forse l’algoritmo l’aveva scambiato per un nuovo genere musicale trap sperimentale molto in voga? In ogni caso, questa evasione ci ricorda brutalmente che, a volte, le vecchie maniere sono ancora le più efficaci.
