Le Ambivalenze del Green Deal Europeo
L’architrave programmatica di Bruxelles, il celeberrimo Green Deal, si palesa come un costrutto denso di ambiguità e discrasie. Sebbene l’obiettivo dichiarato sia una perentoria decurtazione del 90% delle emissioni climalteranti entro il 2040, le fondamenta del piano rivelano espedienti normativi volti a salvaguardare il sistema produttivo continentale. Si prefigura un meccanismo che, lungi dal promuovere una transizione ecologica equanime, sembra architettato per mutualizzare i costi e privatizzare i benefici, generando un profondo scetticismo sulla sua effettiva finalità ambientale e alimentando il dibattito su un potenziale e colossale inganno politico.
Il Paradossale Sostegno al Green Deal Industriale
L’analisi dettagliata del pacchetto normativo svela un sistema di deroghe e compensazioni che ne inficia la credibilità. L’industria pesante europea, segnatamente i settori siderurgico, cementifero e dell’alluminio, godrebbe di esenzioni dalle gabelle sul carbonio per le proprie esportazioni. Il finanziamento di tali agevolazioni proverrebbe, in un’inversione logica, dai proventi del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), concepito teoricamente per penalizzare le importazioni ad alta intensità di carbonio. A ciò si aggiunge la facoltà, a decorrere dal 2036, di neutralizzare fino al 3% delle emissioni attraverso l’acquisizione di crediti di carbonio internazionali, una pratica che, secondo stime di Reuters, potrebbe convogliare verso l’industria compensazioni per 2,1 miliardi di euro entro il 2030.
Le Voci Discordanti sul Futuro del Green Deal
Il malcontento serpeggia trasversalmente tra gli attori sociali e istituzionali. Le organizzazioni non governative denunciano un’operazione di greenwashing su vasta scala, mentre il comitato scientifico consultivo europeo lamenta un indebolimento sostanziale degli impegni climatici. Sul fronte occupazionale, i sindacati segnalano una emorragia di 500 posti di lavoro al giorno. Il dissenso si manifesta anche a livello intergovernativo: l’Italia propugna un target meno ambizioso (85%), la Francia insiste sul ruolo preminente del nucleare, mentre Polonia e Ungheria premono per un differimento dei termini. Emblematico il caso di Stellantis, che con un mix elettrico di appena l’11%, paventa sanzioni miliardarie e conseguenti chiusure di stabilimenti.
Il Green Deal come Strumento di Potere
Il nodo cruciale non risiede tanto nella questione climatica, quanto nell’impostazione ideologica sottesa. Le criticità ambientali legate all’estrazione del litio o alla produzione di elettricità da fonti fossili come il carbone vengono sistematicamente obliterate. La normativa si configura come un apparato che penalizza i soggetti privi degli strumenti economici e politici per eluderla. In questo scenario, la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, si trova in una posizione precaria, funestata dal cosiddetto Pfizergate e a rischio sfiducia. La vera disfatta, tuttavia, è di natura politica: ogni crisi diviene l’alibi per un’ulteriore centralizzazione, un inasprimento fiscale e un maggior controllo, rivelando il Green Deal non per la sua conclamata funzione salvifica, ma quale sofisticato strumento di potere.

Per approfondimenti:
- Fact-check: Did the European Commission really pay NGOs to lobby for the Green Deal?
Analisi di Politico EU sulle accuse di finanziamento a lobby ambientaliste da parte della Commissione UE, con verifica dei contratti del programma LIFE e smentite alle affermazioni su “shadow lobbying” e campagne contro agricoltori . - Ursula von der Leyen amputates the Green Deal to save its life
Reportage sulla strategia della Presidente della Commissione UE per ridimensionare il Green Deal, con concessioni all’industria (deregolamentazione, esenzioni per auto a combustione) e pressioni del Partito Popolare Europeo . - European Green Deal: How does DG TAXUD contribute?
Documento ufficiale della Commissione UE sul ruolo della tassazione verde, con focus sul Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM) e la revisione della Direttiva sulla Tassazione dell’Energia . - EU plans exemptions for industry from carbon border tax
Articolo del Financial Times (link esterno) sulle esenzioni fiscali per l’industria pesante UE nel quadro del CBAM, con stime dei costi compensativi e critiche al sistema.
