☕ L’Espresso: La Rassegna Stampa Satirica
Benvenuti alla rassegna stampa satirica del giovedì, l’unico appuntamento settimanale che vi conferma che il mondo non sta finendo, ma ha solo deciso di cambiare sceneggiatori affidandosi a un algoritmo sotto acido. Oggi celebriamo la sovranità nazionale appaltando la sicurezza di Milano agli agenti americani, mentre il “Guru degli Autovelox” ci insegna una grande lezione di vita: la vera felicità non è abbattere telecamere, ma nascondersi al bar per non sentire i parenti. Ah, e Trump ha deciso che le siringhe chimiche sono frutto dell’immaginazione democratica. Procediamo con il consueto disordine organizzato.
🔊 Ascolta/Guarda l’episodio:
🏛️ POLITICA INTERNA: SOVRANITÀ IN LEASING
👮 Agenti USA (ICE) armati a Milano per le Olimpiadi
Il Fatto: Il Viminale ha siglato un accordo storico (o isterico, a seconda dei punti di vista) con gli Stati Uniti. Per garantire la sicurezza delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, agenti federali dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) pattuglieranno il territorio italiano. Saranno armati e operativi fianco a fianco con le nostre forze dell’ordine. Il ministro Piantedosi rassicura: “È solo cooperazione”. Ma vedere poliziotti americani in divisa che chiedono i documenti in Piazza Duomo ha fatto storcere il naso a più di un sovranista della domenica. La motivazione ufficiale è la prevenzione del terrorismo, quella ufficiosa è che forse i nostri vigili urbani incutevano timore solo ai divieti di sosta scaduti.
Il Paradosso: Abbiamo passato anni a gridare “Padroni a casa nostra”, per poi finire ad appaltare la sicurezza del salotto buono agli sceriffi d’oltreoceano. È la sublimazione del concetto di “sovranità limitata”: siamo sovrani, sì, ma solo se lo zio Sam ci presta il distintivo. Immaginate la scena: un agente dell’ICE che cerca di spiegare i diritti Miranda a un venditore abusivo di braccialetti che risponde in dialetto milanese stretto. È il crossover tra “CSI: Miami” e “Casa Vianello” che non sapevamo di volere.
La Conseguenza: Prepariamoci a vedere posti di blocco dove, invece di “patente e libretto”, ci chiederanno “License and registration, please”. E se provate a fare i furbi col classico “lei non sa chi sono io”, rischiate di finire deportati in Arizona prima ancora di aver finito il cappuccino. La globalizzazione della repressione è finalmente realtà: ora possiamo essere arrestati in inglese maccheronico direttamente a casa nostra.
🗳️ Governo boccia il voto dei fuorisede al Referendum
Il Fatto: La maggioranza di governo ha affossato in commissione la proposta che avrebbe permesso a studenti e lavoratori fuorisede di votare a distanza per il prossimo Referendum sulla Giustizia. Nonostante le promesse e le sperimentazioni passate (che sembravano aver funzionato), si torna al vecchio metodo: o torni al comune di residenza (spesso a centinaia di chilometri e centinaia di euro di distanza), o il tuo diritto di voto rimane un’astrazione filosofica. La motivazione tecnica addotta è la “complessità organizzativa”, che in Politica si traduce solitamente con “non avevamo voglia di sbatterci”.
Il Paradosso: Viviamo in un’epoca in cui possiamo comprare azioni in borsa stando seduti sul water, firmare contratti digitali con lo SPID e fare bonifici istantanei dall’altra parte del mondo. Ma per mettere una croce su un pezzo di carta dobbiamo ancora prendere un treno regionale (che probabilmente farà ritardo) e tornare fisicamente nel luogo dove siamo nati. La democrazia italiana è l’unica cosa che resiste alla digitalizzazione con la stessa tenacia di un pensionato che rifiuta il POS.
La Conseguenza: Migliaia di giovani elettori saranno di fatto esclusi dalla consultazione. E forse, cinicamente, è proprio questo l’obiettivo. La logica è ferrea: se sei abbastanza intelligente e intraprendente da andare a studiare o lavorare fuori sede, sei statisticamente troppo pericoloso per votare come vorrebbe il governo. Meglio tenerli lontani dalle urne, potrebbero votare per sbaglio qualcosa di sensato.
🛡️ Proroga dello “Scudo Erariale” per tutto il 2026
Il Fatto: La Corte dei Conti ha lanciato l’allarme, ma il governo tira dritto. Nella conversione del decreto Milleproroghe spunta la conferma dello “scudo erariale” anche per tutto l’anno in corso. In pratica, sindaci, amministratori e funzionari pubblici continueranno a non rispondere dei danni causati alle casse dello Stato per “colpa grave”. La misura, nata come emergenza durante il Covid per sbloccare la “paura della firma”, è diventata strutturale. Ora, chi sperpera denaro pubblico per incompetenza o negligenza grave può dormire sonni tranquilli: paga Pantalone.
Il Paradosso: È il “Bonus Impunità”, l’unico bonus che non richiede l’ISEE ma solo la tessera di partito giusta o una poltrona pubblica. In un Paese dove se un cittadino sbaglia la dichiarazione dei redditi di 10 euro viene inseguito dall’Agenzia delle Entrate coi cani molecolari, chi gestisce milioni di euro pubblici può commettere errori madornali senza cacciare un centesimo. La responsabilità amministrativa è diventata un optional, come i fendinebbia sulle auto in Sicilia.
La Conseguenza: Questa deresponsabilizzazione legalizzata incentiva la gestione allegra delle risorse. Tanto, male che vada, non succede nulla. È un invito esplicito a firmare contratti dubbi, appalti sballati e opere inutili. “Sbagliare è umano”, dice il proverbio, ma per la pubblica amministrazione italiana “sbagliare è gratis”. E il conto, come sempre, lo paghiamo noi.
🌍 POLITICA ESTERA NELLA RASSEGNA STAMPA SATIRICA
💉 Trump: “L’aggressione a Omar? Se l’è inventata”
Il Fatto: La deputata democratica Ilhan Omar è stata aggredita e colpita con una sostanza chimica, un attacco grave che ha scosso l’opinione pubblica americana. O almeno, quella parte di opinione pubblica che crede ancora ai fatti. Donald Trump, invece, ha liquidato la questione con la sua solita delicatezza istituzionale: “Se l’è inventata lei”. Nessuna prova, nessun riscontro medico, solo l’intuizione del tycoon. Per l’ex (e forse futuro) presidente, se non c’è il video su TikTok con il filtro bellezza, l’aggressione non è mai avvenuta. La diagnosi è arrivata via social, senza nemmeno misurarle la pressione.
Il Paradosso: Siamo di fronte alla nascita della “medicina politica a distanza”. Non servono più medici legali, referti o indagini della polizia. Basta il parere insindacabile del Leader Supremo. Se Trump dice che stai bene, stai bene, anche se hai una siringa conficcata nel braccio. È la vittoria definitiva della post-verità sulla biologia. Omar non è una vittima, è un’attrice mancata in un reality show che non piace al conduttore.
La Conseguenza: Questo precedente autorizza chiunque a negare la realtà se non gli piace. Hai l’influenza? No, è un complotto dei termometri comunisti. Ti hanno tamponato la macchina? Falso, è la tua auto che ha aggredito il paraurti altrui. La diplomazia del “gne gne gne” è ufficialmente dottrina di stato, e la solidarietà umana è diventata un bene di lusso che non ci possiamo più permettere.
🇨🇭 Tensione Svizzera-Italia: Convocato l’ambasciatore
Il Fatto: Alta tensione diplomatica tra Roma e Berna. Il governo svizzero ha convocato ufficialmente l’ambasciatore italiano per chiedere chiarimenti sulla strage di Crans-Montana, un evento di cronaca (ancora avvolto nel mistero nei dettagli, ma chiaramente legato a cittadini italiani) che ha sconvolto la Confederazione Elvetica. Gli svizzeri, solitamente calmi come mucche al pascolo, sono furiosi per la gestione delle informazioni e la scarsa collaborazione da parte delle autorità italiane. Pare che esportiamo disastri con la stessa efficienza con cui importiamo agenti americani.
Il Paradosso: Riuscire a far arrabbiare la Svizzera è un’impresa titanica. Parliamo di un Paese che ha fatto della neutralità una religione e che non si scompone nemmeno durante le guerre mondiali. Eppure, l’Italia ce l’ha fatta. Siamo la spina nel fianco dell’Europa, il vicino rumoroso che fa festa alle tre di notte e poi nega di aver messo la musica. La nostra capacità di creare incidenti diplomatici è seconda solo alla nostra abilità nel cucinare la pasta.
La Conseguenza: Ora rischiamo ritorsioni terribili. Potrebbero bloccarci l’export di cioccolato, chiudere i conti cifrati dei nostri evasori (magari!) o, peggio ancora, costringerci a essere puntuali. La crisi con Berna ci ricorda che, fuori dai nostri confini, la “creatività” italiana nella gestione della giustizia non è vista come un valore aggiunto, ma come un fastidio da eliminare.
🐶 Trump salva la Governatrice Noem: “Ha sparato al cane? Ha fatto bene”
Il Fatto: Kristi Noem, governatrice del Sud Dakota e fedelissima del MAGA, ha rischiato l’impeachment per aver ammesso (con un certo orgoglio, va detto) di aver ucciso a colpi di arma da fuoco il suo cane Cricket, colpevole di essere “indisciplinato” e di non saper cacciare fagiani. Una confessione che aveva inorridito persino parte dell’elettorato repubblicano, notoriamente non composto da vegani militanti. Ma a salvarla è arrivato lui, Donald Trump, che ha bloccato la procedura di impeachment dichiarando: “Ha fatto un buon lavoro, quel cane era un perdente”. Per il tycoon, l’esecuzione sommaria di un animale domestico non è crudeltà, è leadership. Se non ubbidisci, vieni licenziato. O abbattuto. Dipende dal contratto.
Il Paradosso: Siamo passati dal “migliore amico dell’uomo” al “bersaglio mobile dell’uomo politico”. In un mondo normale, uccidere il proprio cane perché abbaia troppo ti costerebbe la carriera e una denuncia. Nel mondo trumpiano, dimostra che hai il “fegato” per prendere decisioni difficili. È la logica del reality show applicata alla vita: se il concorrente non performa, lo elimini. Letteralmente. Cricket non era un cane, era un dipendente improduttivo che non ha raggiunto i KPI trimestrali sui fagiani.
La Conseguenza: Questa “benedizione presidenziale” rischia di creare un pericoloso precedente per tutti i possessori di animali domestici indisciplinati negli USA. Il vostro barboncino fa la pipì sul tappeto persiano? Il gatto graffia il divano nuovo? Ora sapete che avete la copertura morale della Casa Bianca per risolvere il problema “alla radice”. Prepariamoci a un’ondata di “licenziamenti per giusta causa” nei canili d’America.
🚨 CRONACA NELLA RASSEGNA STAMPA SATIRICA
☕ Il Guru “anti-autovelox” ritrovato al bar: “Volevo solo isolarmi”
Il Fatto: Per giorni l’Italia ha tenuto il fiato sospeso. L’ingegnere Antonio Menegon, noto alle cronache (e alle procure) come una sorta di ideologo della resistenza agli autovelox, era svanito nel nulla. Si temeva il peggio: un rapimento da parte della Polizia Locale? Una vendetta delle ditte produttrici di Speed Check? Un esilio volontario in un Paese senza limiti di velocità? Niente di tutto ciò. È stato ritrovato tranquillamente seduto al tavolino di un bar, mentre sorseggiava un caffè. Alla domanda “Dov’era finito?”, ha risposto con candore disarmante: “Volevo solo isolarmi un po’”. Ha spento il telefono e si è goduto il silenzio mentre mezza nazione lo cercava coi droni.
Il Paradosso: È l’eroe che non meritiamo, ma di cui avevamo disperatamente bisogno. In un’epoca di iperconnessione, dove devi essere reperibile anche mentre dormi, quest’uomo ha compiuto il gesto rivoluzionario definitivo: si è fatto i fatti suoi. Non ha abbattuto pali, non ha tagliato cavi. Ha semplicemente ordinato un decaffeinato e ha guardato il mondo impazzire per lui. È il Fleximan dello spirito: non abbatte gli autovelox, abbatte l’ansia da prestazione sociale.
La Conseguenza: La sua scusa (“volevo isolarmi”) diventerà il mantra di ogni italiano che vuole sparire dai radar di suocere, datori di lavoro e gruppi WhatsApp dei genitori. “Scusa amore, non sono tornato a casa per tre giorni non perché ho un’amante, ma perché stavo facendo come il Guru: meditazione davanti a uno spritz”. Menegon non sarà santificato per la sua battaglia contro le multe, ma per averci insegnato l’arte della fuga immobile.
❄️ Milano, la Polizia del Qatar sfila con motoslitte e auto mimetiche
Il Fatto: I milanesi, abituati alla moda e al design, hanno assistito a una scena che nemmeno la settimana della moda più avanguardista avrebbe osato proporre. In pieno centro, tra il Duomo e la Galleria, ha sfilato un contingente della Polizia del Qatar equipaggiato di tutto punto per… l’artico. Motoslitte (sull’asfalto), fuoristrada mimetici color sabbia/neve e agenti in tenuta tattica invernale. Il tutto nell’ambito della cooperazione per la sicurezza delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Evidentemente, l’emirato del deserto ha un know-how segreto sulla gestione della neve che noi, poveri montanari delle Alpi, ignoriamo.
Il Paradosso: Vedere una motoslitta qatariota in via Montenapoleone è l’immagine definitiva del riscaldamento globale o della pazzia globale, fate voi. Forse sanno qualcosa che noi non sappiamo? Forse prevedono che il cambiamento climatico trasformerà Piazza San Babila in una duna di sabbia entro febbraio? O forse è solo la dimostrazione che con i petrodollari puoi comprare tutto, anche la credibilità sciistica in un Paese dove l’unica neve che vedono è quella finta dei centri commerciali.
La Conseguenza: Milano si trasforma ufficialmente in una mappa multiplayer di Call of Duty. Tra gli agenti americani dell’ICE armati e i poliziotti del Qatar in motoslitta, mancano solo i paracadutisti nordcoreani e poi abbiamo completato l’album delle figurine della geopolitica militare. I turisti giapponesi non capiranno se stanno visitando la capitale della moda o se sono finiti per sbaglio sul set di un film d’azione di serie B.
👢 Ciclone Harry e la polemica sulla Meloni “senza stivali”
Il Fatto: Il ciclone Harry ha devastato il Sud Italia, portando piogge torrenziali e danni ingenti. La Premier Giorgia Meloni si è recata sui luoghi del disastro (Niscemi) per portare la solidarietà del governo. Apriti cielo. I social sono esplosi non per i ritardi nei soccorsi o per la mancanza di fondi (temi noiosi), ma per l’outfit. La Presidente del Consiglio non indossava gli stivali di gomma nel fango, ma scarpe “inadatte”. Tanto è bastato per scatenare l’indignazione da tastiera: “Non si è sporcata abbastanza!”, “Dov’è il fango sui pantaloni?”.
Il Paradosso: Siamo l’unico Paese al mondo dove la gestione di un’emergenza nazionale si giudica dal fattore estetico-fangoso del leader. Se non ti immergi nella melma a favore di telecamera come un concorrente di “Mai dire Banzai”, non sei credibile. Abbiamo interiorizzato così tanto la politica-spettacolo che se un politico non recita la parte del “soccorritore sporco e stanco”, pensiamo che non stia lavorando. Volevamo i fatti, ci accontentiamo del cosplay dell’alluvionato.
La Conseguenza: Prepariamoci al prossimo passo: il “Kit del Premier Empatico”, venduto in allegato ai giornali di destra, contenente un paio di stivali Hunter infangati artificialmente e uno spray all’aroma di “sudore e fatica”. Così, alla prossima calamità, la photo-opportunity sarà salva e i social potranno concentrarsi su problemi ben più gravi, tipo il colore della giacca a vento del capo della Protezione Civile.
💸 FINANZA ED ECONOMIA NELLA RASSEGNA STAMPA SATIRICA
📦 Amazon annuncia 16.000 licenziamenti (con utili record)
Il Fatto: Il colosso dell’e-commerce ha presentato i conti trimestrali: utili record, azioni alle stelle, Jeff Bezos che probabilmente sta pensando di comprarsi un altro pianeta. E come si festeggia un successo del genere nel magico mondo della new Economia? Ovviamente licenziando 16.000 persone. L’annuncio è arrivato freddo come una mail automatica di reso: “Ristrutturazione necessaria per ottimizzare i processi”. Tradotto: grazie per averci fatto diventare ricchi, ora levatevi di torno che costate troppo.
Il Paradosso: È il trionfo del “Capitalismo Emotivo” o bipolare. L’azienda ti dice: “Siamo andati benissimo! Siamo una famiglia! Tieni, ecco lo scatolone, svuota la scrivania”. È come se il tuo partner ti portasse a cena nel ristorante più costoso della città, ti regalasse un diamante da tre carati e poi, al momento del dolce, ti lasciasse dicendo: “Sei troppo perfetta per me, devo ottimizzare la mia vita sentimentale”. Non è crisi, è sadismo finanziario.
La Conseguenza: Il messaggio per i lavoratori di tutto il mondo è rassicurante: non importa quanto lavorate bene o quanto guadagna la vostra azienda, siete sempre e comunque sacrificabili sull’altare del margine operativo lordo. L’unica certezza è l’incertezza. E forse, la prossima volta che ordineremo un pacco Prime, avremo il dubbio che a consegnarcelo sia l’ex manager che ha approvato il nostro ordine cinque minuti prima di essere “ottimizzato”.
🏦 Deutsche Bank: Perquisizioni a Francoforte (Tradizione Annuale)
Il Fatto: Blitz della polizia e della procura nella sede centrale di Deutsche Bank a Francoforte. L’accusa, tanto per cambiare, è riciclaggio di denaro. Gli inquirenti cercano prove su transazioni sospette che sarebbero state “dimenticate” nei report antiriciclaggio. I dipendenti della banca, ormai abituati, pare abbiano accolto gli agenti offrendo il caffè e chiedendo: “Siete qui per quello del 2024 o per l’anticipo sul 2026?”.
Il Paradosso: Le perquisizioni in Deutsche Bank sono diventate una tradizione tedesca immutabile, come l’Oktoberfest o i sandali coi calzini. Se passa un anno senza un blitz della Finanza, gli analisti si preoccupano e il titolo in borsa crolla per “mancanza di brivido”. È l’unica banca al mondo che ha un ufficio “Accoglienza Inquirenti” al piano terra, giusto di fianco al bancomat.
La Conseguenza: La notizia non fa nemmeno più scalpore. “Deutsche Bank indagata per riciclaggio” ha lo stesso valore informativo di “Domani sorgerà il sole”. L’unica vera notizia sarebbe: “Deutsche Bank premiata per la trasparenza”. Lì sì che scatterebbe il panico sui mercati globali.
👴 Allarme Pensioni: Rischio 55mila nuovi esodati nel 2027
Il Fatto: Secondo le stime dei sindacati e degli esperti previdenziali, con la fine di Quota 103 e l’adeguamento alla speranza di vita, nel 2027 rischiamo di avere 55.000 nuovi esodati. Persone che perderanno il lavoro o finiranno gli ammortizzatori sociali senza aver ancora maturato i requisiti per la pensione, che si allontanano come un miraggio nel deserto. L’INPS rassicura: “Stiamo lavorando per voi”. Che suona un po’ come la scritta sui cantieri della Salerno-Reggio Calabria.
Il Paradosso: Il sistema pensionistico italiano è l’unico gioco d’azzardo obbligatorio al mondo dove le regole cambiano mentre stai giocando. Tu versi i contributi convinto di uscire a 67 anni, e quando ne compi 66 ti dicono: “Scherzavamo, facciamo 70”. Andare in pensione sta diventando un’impresa epica, tipo vincere alla lotteria, solo che il premio è smettere di lavorare poco prima di morire.
La Conseguenza: Si creerà una nuova classe sociale: i “diversamente giovani disoccupati”. Troppo vecchi per lavorare (nessuno assume un 64enne), troppo giovani per la pensione. Vaghelanno per le città cantieri in mano e curriculum nell’altra, sperando che qualcuno inventi il “Reddito di Sopravvivenza all’INPS”.
🎭 ARTE, CULTURA E SPETTACOLO NELLA RASSEGNA STAMPA SATIRICA
🔞 Radicali: “Abolire la Tassa Etica sul Porno”
Il Fatto: I Radicali Italiani hanno depositato una proposta di legge in Senato che farà discutere (e ridacchiare) molti: l’abolizione della cosiddetta “tassa etica” del 25% che grava sul settore dell’intrattenimento per adulti e materiale pornografico. Secondo i proponenti, è una gabella ipocrita e discriminatoria che colpisce un settore legale. Lo slogan non ufficiale potrebbe essere: “Più pilu per il PIL”.
Il Paradosso: Viviamo in un Paese che tassa il piacere con un’aliquota punitiva, ma condona gli evasori fiscali seriali con lo scudo erariale. Se guardi un film per adulti sei un peccatore da tassare; se evadi milioni sei un “imprenditore in difficoltà” da aiutare. È la morale fiscale italiana: il vizio paga, il crimine no.
La Conseguenza: Se la proposta passasse, potremmo assistere al rilancio dell’economia nazionale grazie al “Prodotto Interno Lussurioso”. Immaginate le nuove campagne pubblicitarie: “Sostieni l’Italia, abbonati a un sito porno”. Finalmente un patriottismo che mette tutti d’accordo, da destra a sinistra, passando per il centro (che di solito guarda ma non tocca).
📺 Mediaset denuncia Corona: “Gogna Mediatica contro di noi”
Il Fatto: Mediaset ha deciso di portare in tribunale Fabrizio Corona per il suo programma web “Falsissimo”. L’accusa? Diffamazione e concorrenza sleale. Ma la frase che ha fatto saltare sulla sedia i giuristi (e i comici) è quella contenuta nell’atto di citazione: l’azienda del Biscione lamenta di essere vittima di una “gogna mediatica”. Sì, avete letto bene. Mediaset.
Il Paradosso: Sentire l’azienda che ha inventato la TV del dolore, i processi in diretta pomeriggio e sera, e i servizi di “Striscia” che inseguono la gente per strada, lamentarsi della “gogna mediatica”, è come sentire Dracula che si lamenta alla ASL per la vista del sangue. O come Nerone che chiama i pompieri perché sente puzza di bruciato. È il cortocircuito definitivo della metatelevisione.
La Conseguenza: Corona, che della gogna ha fatto uno stile di vita (sia attiva che passiva), probabilmente userà la denuncia come sceneggiatura per la prossima stagione. Il processo sarà lo show dell’anno: Mediaset contro il suo stesso riflesso distorto nello specchio. Popcorn pronti.
🎤 Ghali e le Olimpiadi: “Troppo Politico” per la Cerimonia
Il Fatto: Polemiche preventive sulla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina. L’ipotesi di avere Ghali come performer ha scatenato la reazione di parte della politica (indovinate quale), che lo considera “troppo politico” e “divisivo” per via delle sue posizioni su migranti e Palestina. “Le Olimpiadi sono una festa dello sport, non un comizio”, dicono quelli che hanno appaltato la sicurezza alla polizia americana.
Il Paradosso: Vogliamo un’apertura “neutra”. Quindi niente artisti che pensano, niente testi che dicono qualcosa. L’ideale sarebbe un bel balletto muto di mimi, magari qatarioti sulle motoslitte, che mettono d’accordo tutti. Oppure potremmo invitare un ologramma di Pavarotti gestito dall’Intelligenza Artificiale, programmato per cantare solo “Vincerò” senza aggiungere opinioni geopolitiche.
La Conseguenza: Alla fine canterà Il Volo. Tre brani: “Grande Amore”, “Grande Olimpiade” e “Grande Scudo Erariale”. E tutti saranno felici, tranne le nostre orecchie e la nostra dignità artistica internazionale.
🏆 IL PODIO DEL DISAGIO
🥉 3° Posto: POLIZIA DEL QATAR (Medaglia di Bronzo)
Per aver portato le motoslitte a Milano sull’asfalto. Ottimismo climatico livello: esperto.
🥈 2° Posto: DOTTOR TRUMP (Medaglia d’Argento)
Per la diagnosi a distanza sulla siringa chimica. “Non è veleno, è solo immaginazione democratica”.
🥇 1° Posto: IL GURU AL BAR (Medaglia d’Oro)
Vince tutto. Mentre l’Italia impazziva e lo cercava coi droni, lui ordinava un decaffeinato. Maestro di vita, guida spirituale, leggenda.
🔍 Le Fonti (Purtroppo Vere)
- Pagella Politica: Fact-checking sulle dichiarazioni dei politici (e sui video fake)
(Perché fidarsi è bene, ma controllare è meglio) - ANSA Mondo: Le ultime dagli USA e dalla Svizzera
(Per capire se siamo in guerra o è solo un martedì) - Il Sole 24 Ore: Approfondimenti su Amazon e Pensioni
(Da leggere rigorosamente piangendo) - Wired Italia: Tech e Privacy (Il caso del Guru anti-autovelox)
(Quando la tecnologia incontra la voglia di farsi i fatti propri)
