✂️ Boom dei buoni sconto in Italia: 326 milioni di coupon usati nel 2025 per la spesa
Il Fatto: I dati snocciolati con malcelato entusiasmo sul bilancio dei consumi del 2025 fotografano un’Italia letteralmente, e drammaticamente, aggrappata ai coupon. Sono stati utilizzati ben 326 milioni di buoni sconto cartacei e digitali per fare la spesa nei vari supermercati del Paese, un “boom” statistico che i soloni esperti di marketing definiscono apertamente un successo straordinario. Gli italiani si confermano così un popolo di instancabili, pazienti e disperati ritagliatori di volantini, disposti a scaricare tre app diverse, compilare infiniti form sulla privacy e raccogliere punti virtuali pur di risparmiare qualche misero centesimo sul pacco di biscotti o sul bagnoschiuma in offerta speciale.
Il Paradosso: C’è decisamente qualcosa di grottescamente deprimente e distopico nell’esaltare come un “brillante successo delle strategie di marketing” quello che è, in modo palese e inequivocabile, un disperato sintomo di povertà strisciante e impoverimento del ceto medio. Festeggiare il record nazionale dei buoni sconto è esattamente come brindare allegramente al record di presenze nelle mense della Caritas: un indicatore inequivocabile del fatto che i salari reali sono ormai fermi all’era del Pleistocene, mentre i prezzi del tonno in scatola rivaleggiano arrogantemente con le quotazioni del caviale russo. Abbiamo silenziosamente sostituito la sacrosanta dignità di un potere d’acquisto reale con l’adrenalina fittizia e pietosa del “prendi 3 e paghi 2”.
La Conseguenza: Il Governo, intuendo il gigantesco potenziale sociale di questa disperazione diffusa, lancerà a reti unificate la “Coupon-Economy” di Stato. Lo stipendio base non verrà più pagato in sonanti e inutili euro, ma tramite la consegna di un voluminoso blocchetto di buoni sconto governativi, rigorosamente validi solo il martedì mattina e unicamente nei discount convenzionati, a patto di aver acquistato almeno due prodotti sponsorizzati dalle multinazionali amiche. Le tasse si pagheranno ritagliando i bollini posti sul retro della carta igienica, e la pensione di vecchiaia sarà garantita dallo Stato solo a chi riuscirà nell’impresa di completare l’intero album delle figurine della spesa Esselunga entro il compimento del settantacinquesimo anno d’età.
