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sabato, 21 Febbraio 2026

Iran Foto Mattarella: l’incredibile ira a Teheran strappa tutto

Quando dall’Iran distruggono la Foto del povero Mattarella

La Stoccata di VelAliter:
“Il livello della diplomazia mondiale è ormai così basso che ci manca solo di vedere i capi di Stato farsi le linguacce e rubarsi la merendina al vertice ONU.”

Le relazioni internazionali sono una materia complessa, fatta di delicati equilibri, protocolli secolari, trattati e pesi geopolitici. Poi c’è chi preferisce saltare tutta questa noiosa burocrazia e passare direttamente ai dispetti di quinta elementare. La notizia che arriva dall’Iran, dove un deputato ha barbaramente strappato una Foto del nostro Presidente Mattarella in segno di vibrante protesta, ha del surreale. Un atto dimostrativo violentissimo nei confronti di un povero foglio di carta patinata, che segna l’ingresso ufficiale della diplomazia globale nell’era dei capricci infantili a favore di telecamera.

Ascolta o guarda l’episodio:


Il Fatto: La rabbia contro il cartoncino

Nel cuore dell’emiciclo di Teheran, un deputato visibilmente alterato ha deciso che il modo migliore per manifestare il proprio dissenso verso le politiche occidentali non fosse un’articolata mozione parlamentare o il richiamo di un ambasciatore, bensì un attacco fisico e frontale contro una fotografia. A favor di telecamera, ha afferrato una gigantografia di Sergio Mattarella e l’ha ridotta in coriandoli, gesticolando e urlando anatemi. Un gesto che voleva essere minaccioso e solenne, ma che ha finito per somigliare terribilmente alla crisi di nervi di un bambino a cui hanno appena spento la PlayStation prima del salvataggio.

Il Paradosso: Geopolitica da asilo nido

La “diplomazia del collage” ci sbatte in faccia un paradosso esilarante e tragico al tempo stesso. I regimi che si vantano di avere una forza militare devastante, e che minacciano quotidianamente apocalissi nucleari, quando devono esprimere il massimo del loro sdegno politico… strappano le figure. È la dimostrazione lampante di un’impotenza dialettica assoluta. Quando non hai veri argomenti sul tavolo, quando non puoi permetterti un confronto civile, l’unica valvola di sfogo diventa la recita teatrale di infimo livello. Strappare la faccia di un ottuagenario Presidente europeo su carta fotografica è l’equivalente geopolitico di scrivere “scemo chi legge” sul muro del bagno.

La Conseguenza: La rappresaglia dei sottobicchieri

Di fronte a un’offesa così puerile, l’Italia non può certo rispondere invocando trattati internazionali: deve scendere sul campo minato dei dispetti. La Farnesina sarà costretta ad adottare contromisure speculari. Verrà indetto un bando per stampare milioni di volti dei deputati iraniani da utilizzare come sottobicchieri nelle pizzerie italiane, per fargli assorbire l’umidità delle birre ghiacciate. Oppure, i nostri diplomatici inizieranno a presentarsi ai vertici internazionali facendo finta di non sentire i colleghi iraniani, mettendosi le dita nelle orecchie e cantando “La la la, non ti sento”. La nuova Guerra Fredda si combatterà a colpi di gomma pane e cerbottane fatte con le penne Bic.


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