🏛️ Puglia, il maltempo fa crollare lo storico Arco di Sant’Andrea in Salento
Il Fatto: Le incessanti e violente mareggiate unite al feroce maltempo che hanno sferzato senza sosta la costa salentina in questi ultimi giorni hanno compiuto, in un lasso di tempo brevissimo, ciò che secoli di storia e intere generazioni di intemperie non erano minimamente riusciti a fare: il collasso strutturale definitivo e il crollo in mare del suggestivo Arco di Sant’Andrea, uno dei simboli paesaggistici e naturalistici più celebri, amati e fotografati di tutta la Puglia. La cieca furia degli elementi marini ha sbriciolato in poche drammatiche ore un monumento naturale inestimabile che le amministrazioni locali giuravano da anni di voler tutelare e mettere in sicurezza (ovviamente, prima o poi, e solo una volta trovati gli inafferrabili fondi europei).
Il Paradosso: Madre Natura si è chiaramente stancata di attendere le pachidermiche e infinite tempistiche della burocrazia italiana e la tanto promessa erogazione dei magici fondi del PNRR destinati alla famigerata messa in sicurezza del territorio nazionale. Esasperata dai ritardi, ha deciso di risolvere alla radice il secolare problema dell’erosione costiera in modo estremamente drastico ed efficiente: eliminando direttamente il tratto di costa pericolante. Mentre nei caldi e sicuri palazzi della politica romana e regionale si discuteva amabilmente su quale specifica commissione dovesse avere l’onere di valutare l’impatto ambientale di un eventuale progetto di restauro conservativo, il mare ha agito in autonomia, facendo la sua personalissima, severa e definitiva “valutazione”, azzerando in un colpo solo sia il problema che il paesaggio.
La Conseguenza: Pur di non perdere il prezioso e vitale indotto turistico estivo garantito dai milioni di visitatori, i vulcanici Comuni salentini ingaggeranno a peso d’oro agenzie cinesi specializzate in effetti speciali e ologrammi giganti. Durante l’alta stagione, l’indimenticato Arco di Sant’Andrea verrà proiettato virtualmente sulle onde tramite potentissimi laser posizionati sulla scogliera rimanente: i turisti in costume potranno così continuare serenamente a scattare le loro foto e i loro selfie illusori da postare sui social, i chioschi limitrofi continueranno a vendere a peso d’oro le calamite e le cartoline di un passato magnifico che non esiste più, e la classe politica locale potrà finalmente annunciare in conferenza stampa di aver reso la fruizione del patrimonio paesaggistico italiano un’esperienza all’avanguardia mondiale: “100% digitale, green e a zero costi di manutenzione strutturale”.
