back to top
venerdì, 20 Febbraio 2026

Rassegna Stampa Satirica 19/02: In Iran strappano le foto di Mattarella, Lagarde molla la BCE?

Indice dei Contenuti

L’Espresso: La Rassegna Stampa Satirica

La Stoccata di VelAliter:
“Tra Presidenti della Repubblica costretti a fare i presidi, deputati stranieri che giocano coi collage e fuggiaschi in giacca e cravatta dalla BCE, l’unica certezza è che ci meritiamo l’estinzione. Con stile.”

Benvenuti a questa nuova, entusiasmante edizione della rassegna stampa satirica targata VelAliter. Se pensavate che la Politica italiana o l’Economia globale avessero raschiato il fondo del barile, vi sbagliavate di grosso: hanno cominciato a scavare. Preparatevi a un viaggio tragicomico in cui l’assurdo non è l’eccezione, ma l’unica regola vigente.

🔊 Ascolta/Guarda l’episodio:


🏛️ La Politica nella Rassegna Stampa Satirica

👨‍🏫 Mattarella presiede a sorpresa il CSM: “Rispetto tra istituzioni”, monito a Nordio

Il Fatto: Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso di fare una carrambata istituzionale, presentandosi a sorpresa al plenum del Consiglio Superiore della Magistratura. Non l’ha fatto per offrire cornetti caldi e cappuccini ai togati, ma per lanciare un rotondo monito al Guardasigilli Carlo Nordio, richiamando tutti al “rispetto tra le istituzioni”. In pratica, il Capo dello Stato è dovuto intervenire armato di immensa pazienza per spegnere le fiamme di una rissa mediatica, scendendo nel salotto del potere giudiziario come un nonno severo che deve mandare a letto i nipoti indisciplinati.

Il Paradosso: La vera follia di questa vicenda non è l’intervento straordinario del Quirinale, ma l’amara constatazione che la politica e la giustizia italiana debbano essere gestite con le stesse dinamiche di un asilo nido quando le maestre incrociano le braccia. Nordio si lamenta dei giudici che si comportano da politici, i giudici si lamentano di Nordio che mina la loro autonomia, e l’unica soluzione all’orizzonte è chiamare il papà di tutti per imporre il silenzio. È grottescamente affascinante come uomini di Stato con decenni di esperienza alle spalle non riescano a dialogare senza che qualcuno debba sbattere i pugni sul tavolo per ricordargli di essere adulti pagati dai contribuenti.

La Conseguenza: Se il trend si consolida, la prossima volta Mattarella non si limiterà a fare capolino al CSM, ma si troverà costretto a sequestrare fisicamente i cellulari dei ministri prima dell’inizio dei Consigli dei Ministri. Finiremo per vedere il sacro Colle del Quirinale riconvertito in un doposcuola punitivo, dove magistrati e politici verranno messi in ginocchio sui ceci costituzionali a riflettere sul principio della separazione dei poteri fino all’ora della merenda.

🚦 Meloni attacca le toghe sui migranti: “Ostacolano l’azione del governo”

Il Fatto: La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna alla carica e sferra l’ennesimo assalto frontale alla magistratura, accusandola apertamente di voler ostacolare l’azione dell’esecutivo sui rimpatri dei migranti. Stando all’indignata narrazione di Palazzo Chigi, i giudici non si limiterebbero ad applicare asetticamente la legge, ma la stiracchierebbero in modo fazioso e politicizzato al solo scopo di bloccare le infallibili mosse strategiche del governo. Un presunto sabotaggio sistematico, ordito nelle aule di tribunale, per far sfigurare i tanto decantati decreti sicurezza della maggioranza.

Il Paradosso: È spettacolare notare come, ciclicamente e inesorabilmente nella storia della nostra Repubblica, chi verga le leggi in modo approssimativo o in aperto conflitto con il diritto internazionale dia poi la colpa a chi quelle leggi deve interpretarle e validarle. Se un decreto si schianta contro la Costituzione o le direttive europee, per la narrazione politica il problema non è la norma scritta male, ma il magistrato guastafeste. Meloni vorrebbe in pratica che la normativa sui diritti umani fosse gestita come un limite di velocità sulla tangenziale: un vago e fastidioso consiglio che il conducente può allegramente ignorare per arrivare prima a destinazione.

La Conseguenza: Di questo passo, giungeremo alla logica e spaventosa conclusione di abolire definitivamente le aule di giustizia, rimpiazzandole con sbrigativi sondaggi sulle storie di Instagram. Le sentenze per i ricorsi verranno emesse contando i ‘mi piace’ e le emoji del fuoco, i giudici verranno valutati in base al loro engagement rate e il Diritto Romano verrà definitivamente spazzato via in favore di un ben più agile tweet indignato lanciato dal ministro di turno alle undici di sera.

🕊️ Board of Peace, Tajani conferma presenza a Washington tra perplessità del Vaticano

Il Fatto: Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato con pettoruta fierezza che presenzierà al “Board of Peace” a Washington, un altisonante consesso internazionale nato per riportare la pace nel mondo intero. Iniziativa lodevole, peccato che il Vaticano — l’entità che sul pianeta possiede il monopolio della diplomazia spirituale e della preghiera per la pace — abbia espresso marcate perplessità sull’evento, fiutando probabilmente un’operazione di puro marketing politico targata USA. Ma Tajani, incurante dei dubbi d’Oltretevere, ha già la valigia pronta.

Il Paradosso: Strappa un sorriso amaro osservare il nostro capo della diplomazia correre con tanto entusiasmo verso un tavolo della pace guardato con sommo sospetto persino da Papa Francesco. È come autoinvitarsi a un banchetto vegano dove lo chef principale indossa un grembiule macchiato di sangue: chiunque si farebbe due domande, ma tu ci vai lo stesso per non perderti i selfie al buffet. Tajani, con la vocazione di sussurrare ai falchi fingendo siano tenere colombe, dimostra che pur di farsi immortalare con un badge con su scritto “Washington” parteciperebbe anche a un convegno sull’inutilità del suo stesso dicastero.

La Conseguenza: Il Ministro tornerà in patria orgoglioso, stringendo un meraviglioso foglio di carta bollata zeppo di belle speranze e zero impegni vincolanti. I conflitti continueranno a insanguinare le solite mappe, ma l’importante è aver timbrato il cartellino della diplomazia atlantista. Il Vaticano, dal canto suo, continuerà a invocare la pace, ma forse da oggi aggiungerà una preghierina extra per sperare che il Ministro degli Esteri italiano impari a leggere tra le righe prima di prenotare i voli.

🌍 Gli Esteri e le Follie Globali

✂️ Teheran, deputato iraniano strappa la foto di Mattarella in Parlamento

Il Fatto: All’interno del rigido Parlamento di Teheran è andata in scena una performance diplomatica degna dei migliori asili nido: un deputato iraniano ha deciso di manifestare la propria accesa disapprovazione politica strappando convulsamente, a favore di telecamera, una gigantografia del nostro Mattarella. Un atto dimostrativo violentissimo nei confronti della carta fotografica, che in un colpo solo azzera secoli di etichetta internazionale per abbracciare la raffinata arte del capriccio puro e non adulterato.

Il Paradosso: La sublime “diplomazia del cartoncino” ci ricorda impietosamente quanto possano essere misere e caricaturali le dinamiche del potere in contesti dove il dibattito critico è estinto. Quando un regime è a corto di leve geopolitiche sensate o non può permettersi confronti reali, l’unica valvola di sfogo diventa la recita amatoriale: calpestare vessilli, imbrattare immagini, sfogare le proprie frustrazioni facendo coriandoli con la faccia di un anziano presidente europeo. Attendiamo con ansia che il prossimo step dell’escalation iraniana sia fare la linguaccia all’ambasciatore italiano e trattenere il fiato finché non diventa paonazzo.

La Conseguenza: Costretta a reagire a un’offesa di tale portata infantile, la Farnesina dovrà per forza abbassarsi al medesimo livello strategico. Aspettiamoci ritorsioni tremende: l’Italia minaccerà di smettere di esportare il Grana Padano in Iran, oppure il governo farà stampare i volti di tutti i deputati iraniani per usarli come sottobicchieri usa e getta nei bar di Trastevere. Sarà l’alba di una nuova e spaventosa Guerra Fredda, combattuta senza esclusione di colpi bassi, nascondini diplomatici e dispetti all’ora di ricreazione.

🛢️ Cuba al collasso energetico per blocco carburante USA: “Nazione fallita”

Il Fatto: Il blackout è totale e inesorabile. L’intera isola di Cuba è ferma al buio, piegata da un collasso energetico devastante innescato dal blocco delle forniture di carburante imposto da Washington. Zero petrolio si traduce in zero elettricità, fabbriche mute, niente trasporti. La situazione è precipitata a un livello tale che numerosi analisti e think tank statunitensi hanno già bollato senza pietà il paese caraibico come “nazione fallita”. Un intero popolo è stato costretto a tornare, forzatamente, ai ritmi preindustriali.

Il Paradosso: Da un lato il pachidermico regime castrista insiste stancamente nel proclamare che la “Revolución” è invincibile, mentre dall’altro l’aquila capitalista si diverte a strangolarlo chiudendo letteralmente il rubinetto dell’energia, comportandosi come il bulletto prepotente che ti spegne il quadro elettrico di casa dal contatore esterno. La grandiosa e amara Satira della Storia sta nel fatto che Cuba è sopravvissuta all’invasione della Baia dei Porci, alla crisi dei missili nucleari sovietici e a un embargo infinito, ma rischia ora di capitolare definitivamente solo perché i compagni non hanno più la corrente per far funzionare i frigoriferi e conservare la carne di maiale.

La Conseguenza: Per non dichiarare bancarotta ideologica, il governo dell’Avana a breve ribalterà il problema trasformandolo in un’opportunità di marketing turistico: Cuba verrà riposizionata come la più grande eco-riserva “Digital Detox” del pianeta. I turisti occidentali accorreranno a frotte, pagando in preziosi dollari sonanti, per godere del privilegio esclusivo di pedalare su cyclette collegate a una dinamo per poter accendere una singola lampadina al neon, celebrando estasiati il trionfo della decrescita infelice a lume di candela.

🥖 Lione, ucciso attivista di estrema destra: fermati 7 sospettati dell’ultrasinistra

Il Fatto: Le strade di Lione si sono trasformate nell’ennesimo palcoscenico di una tragica faida urbana: un noto attivista di estrema destra è stato brutalmente ucciso al termine di un agguato mortale. Le indagini della polizia transalpina hanno rapidamente portato al fermo di sette individui, tutti gravitanti negli ambienti dell’ultrasinistra radicale francese. Quello che dovrebbe essere un civile confronto politico nel Paese che ha inventato i diritti dell’uomo, è regredito a un barbaro regolamento di conti all’arma bianca, riaprendo vecchie ferite e paure mai sopite nella società francese.

Il Paradosso: È sempre affascinante, in senso macabro, osservare come le frange più estreme e inconciliabili dello spettro politico finiscano inevitabilmente per somigliarsi in modo speculare e inquietante. Chi predica a gran voce la tolleranza assoluta, l’inclusività e la superiorità morale, si ritrova spesso a utilizzare le stesse squadracce, le stesse armi e la medesima violenza cieca e bestiale dei nemici fascisti che giura di voler sradicare dal pianeta. La Politica, ai suoi margini, smette di essere scontro di idee per diventare una banale rissa da saloon, dove l’ideologia è solo una comoda scusa stampata su uno striscione per giustificare l’omicidio dell’avversario.

La Conseguenza: Se questa è la via francese al dibattito pubblico, Emmanuel Macron dovrà presto ripensare l’arredo urbano: al posto dei tradizionali caffè e delle panchine lungo la Senna, verranno installate trincee in sacchi di sabbia e distributori automatici di elmetti e spray al peperoncino. I talk show politici non saranno più moderati da giornalisti in giacca e cravatta, ma arbitrati direttamente da giudici di MMA all’interno di gabbie ottagonali insonorizzate, per la gioia degli sponsor e del pubblico pagante.

🚨 Cronaca e Giustizia: L’Assurdo Quotidiano

🚓 Milano Rogoredo, 5 poliziotti indagati per la morte del pusher durante l’arresto

Il Fatto: La Procura ha iscritto nel registro degli indagati cinque agenti di polizia in seguito alla morte di un presunto spacciatore, avvenuta durante un concitato arresto nei pressi del famigerato boschetto di Rogoredo a Milano. Quella che doveva essere una complessa operazione di bonifica per restituire un minimo di decoro a una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa, si è drammaticamente tramutata in un incubo giudiziario per le stesse forze dell’ordine intervenute sul posto.

Il Paradosso: Siamo giunti al sublime paradosso normativo per cui, in Italia, la professione più sicura sul mercato non è l’impiegato statale, ma lo spacciatore al dettaglio. Se vendi morte in un boschetto sei considerato una fragile vittima del sistema da tutelare a ogni costo; se indossi una divisa per fermarlo, sei automaticamente un potenziale carnefice da inquisire. Il concetto di “sicurezza urbana” è stato meravigliosamente ribaltato: chi dovrebbe garantirla rischia la galera, chi la minaccia gode della presunzione di innocenza fino all’ultimo grado di giudizio, o fino all’autopsia.

La Conseguenza: Seguendo questa brillante giurisprudenza, il Ministero dell’Interno dovrà presto aggiornare i protocolli operativi. Gli arresti verranno effettuati inviando agli spacciatori un cortese invito su carta intestata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. In alternativa, le volanti saranno sostituite da eleganti salotti itineranti dove agenti disarmati offriranno camomilla e biscotti ai criminali, sperando di convincerli a costituirsi facendo leva sul senso di colpa e sull’empatia.

👟 Viterbo, ucciso dall’amico dopo una lite: “Il tuo cane mi ha fatto pipì sulla scarpa”

Il Fatto: La cronaca nera di Viterbo ci regala un abisso di disperante futilità: un uomo è stato brutalmente assassinato da quello che considerava un amico, al culmine di una furibonda lite scoppiata per un motivo surreale. La miccia della tragedia? Il cane della vittima avrebbe osato alzare la zampa per espletare i propri bisogni fisiologici sulle scarpe dell’assassino. Un affronto imperdonabile che ha richiesto, evidentemente, di essere lavato col sangue.

Il Paradosso: Abbiamo ufficialmente superato la trama di John Wick, ma senza il fascino hollywoodiano di Keanu Reeves e le coreografie marziali. Lì si uccideva per vendicare la morte di un cucciolo, qui si uccide un essere umano per difendere l’onore di una sneaker bianca. L’evoluzione della specie umana ha raggiunto il suo apice: migliaia di anni di civilizzazione, filosofia e diritto per finire a scannarsi come bestie feroci perché un po’ di urina canina ha rovinato il prezioso outfit della domenica. Il vero animale, in questa storia, non cammina certo su quattro zampe.

La Conseguenza: Assisteremo a un boom senza precedenti nel mercato delle calzature blindate e dei pannolini per cani. I parchi cittadini verranno trasformati in zone demilitarizzate pattugliate dall’esercito, dove padroni di cani e feticisti delle scarpe da ginnastica si guarderanno in cagnesco da trincee contrapposte. E l’IKEA inizierà a vendere kit per l’autodifesa urbana: spray al peperoncino in una mano, e smacchiatore per tessuti nell’altra.

🏛️ Puglia, il maltempo fa crollare lo storico Arco di Sant’Andrea in Salento

Il Fatto: Le incessanti mareggiate e il maltempo che hanno sferzato la costa salentina hanno compiuto ciò che secoli di storia non erano riusciti a fare: il crollo del suggestivo Arco di Sant’Andrea, uno dei simboli paesaggistici più amati e fotografati della Puglia. La furia degli elementi ha sbriciolato in poche ore un monumento naturale che le amministrazioni locali giuravano di voler tutelare (prima o poi, fondi permettendo).

Il Paradosso: La Natura si è chiaramente stancata di attendere le pachidermiche tempistiche della burocrazia italiana e l’erogazione dei tanto sbandierati fondi del PNRR per la messa in sicurezza del territorio. Ha deciso di risolvere il problema dell’erosione costiera in modo drastico: eliminando direttamente la costa. Mentre nei palazzi della politica si discuteva amabilmente su quale commissione dovesse valutare l’impatto ambientale del restauro, il mare ha fatto la sua personalissima, e definitiva, “valutazione”.

La Conseguenza: Per non perdere il prezioso indotto turistico estivo, i Comuni salentini ingaggeranno ditte specializzate in ologrammi. L’Arco di Sant’Andrea verrà proiettato virtualmente sulle onde tramite potenti laser: i turisti potranno continuare a scattare selfie illusori, i chioschi venderanno cartoline di un passato che non c’è più, e la politica potrà finalmente annunciare di aver reso il patrimonio paesaggistico italiano un’esperienza all’avanguardia “100% digitale e zero manutenzione”.

💸 Economia e Finanza: I Numeri del Disagio

🏃‍♀️ Indiscrezione FT: Christine Lagarde potrebbe lasciare la BCE prima della fine del mandato

Il Fatto: Un’indiscrezione bomba sganciata dal Financial Times sta scuotendo le fondamenta ovattate dei mercati europei: Christine Lagarde, l’inossidabile Presidente della Banca Centrale Europea, starebbe seriamente valutando di rassegnare le dimissioni prima della naturale scadenza del suo mandato. Le motivazioni ufficiali languono, ma le malelingue finanziarie ipotizzano crescenti divergenze interne sulle strategie da adottare per domare la bestia dell’inflazione senza strangolare definitivamente l’economia del Vecchio Continente.

Il Paradosso: Quando il capitano è il primo a cercare furtivamente a tentoni i giubbotti di salvataggio, c’è poco da stare allegri per i passeggeri della terza classe. Lagarde ha passato gli ultimi anni a rassicurarci che i tassi d’interesse altissimi erano una “medicina amara ma necessaria”, e ora che il paziente Europa è pallido, sudato e respira a fatica, la dottoressa sembra voler abbandonare la clinica dal retro. Forse ha aggiornato il suo profilo LinkedIn e ha trovato un’offerta meno stressante, tipo gestire un chiosco di granite alle Bahamas lontano dalle grinfie dell’Euribor.

La Conseguenza: Per la successione a Francoforte, l’Unione Europea abbandonerà i complessi criteri tecnici in favore di metodi più pragmatici. Il prossimo Presidente della BCE verrà scelto tramite un’estrazione a sorte tra i concorrenti eliminati dal Grande Fratello, oppure nominando un algoritmo basato sull’Oroscopo di Paolo Fox. Dopotutto, se la politica monetaria europea deve affidarsi al caso, tanto vale farlo in diretta televisiva per alzare almeno lo share.

📈 Goldman Sachs promuove Snam a “Buy”: titolo in rialzo a Piazza Affari

Il Fatto: Gli oracoli della finanza globale si sono pronunciati. La potentissima banca d’affari americana Goldman Sachs ha rivisto al rialzo il giudizio sul colosso energetico italiano Snam, portandolo dal neutrale “Neutral” all’entusiastico “Buy” (comprare). Un endorsement pesante che ha prevedibilmente scatenato gli appetiti degli investitori, facendo schizzare il titolo della società verso l’alto nel listino di Piazza Affari.

Il Paradosso: Nel magico e cinico mondo della Borsa, ricevere la benedizione di colossi come Goldman Sachs genera la stessa confortante sensazione di quando il dentista ti sorride dicendo: “Tranquillo, non sentirai nulla”. Tu sai perfettamente che sta per trapanarti il molare senza pietà, ma sorridi a tua volta sperando di sbagliarti. Quando gli squali di Wall Street ti suggeriscono caldamente di comprare qualcosa, il piccolo risparmiatore dovrebbe istintivamente controllare di avere ancora il portafoglio in tasca, perché di solito l’unica cosa che stanno comprando… è la nostra ingenuità.

La Conseguenza: I cittadini italiani comuni, presi da foga speculativa indotta, inizieranno a investire i risparmi di una vita in tubi del gas. Snam dovrà lanciare una campagna di fidelizzazione: per ogni mille azioni acquistate, in omaggio un contatore del gas placcato oro da sfoggiare in salotto al posto del televisore. Nel frattempo, i manager di Goldman Sachs brinderanno a champagne festeggiando le commissioni incassate, ignari o indifferenti alle sorti di chi ha scambiato un consiglio per una promessa.

✂️ Boom dei buoni sconto in Italia: 326 milioni di coupon usati nel 2025 per la spesa

Il Fatto: I dati snocciolati sul 2025 fotografano un’Italia letteralmente aggrappata ai coupon. Sono stati utilizzati ben 326 milioni di buoni sconto per fare la spesa nei supermercati, un “boom” che gli esperti di marketing definiscono un successo straordinario. Gli italiani si confermano un popolo di instancabili ritagliatori di volantini, disposti a scaricare app, compilare form e raccogliere punti pur di risparmiare qualche centesimo sul pacco di biscotti o sul bagnoschiuma.

Il Paradosso: C’è qualcosa di grottescamente deprimente nell’esaltare come “successo del marketing” quello che è palesemente un disperato sintomo di povertà strisciante. Festeggiare il record dei buoni sconto è come brindare al record di presenze nelle mense della Caritas: un indicatore inequivocabile che i salari sono fermi al Pleistocene mentre i prezzi del tonno in scatola rivaleggiano con quelli del caviale. Abbiamo sostituito la dignità di un potere d’acquisto reale con l’adrenalina fittizia del “prendi 3 paghi 2”.

La Conseguenza: Il Governo, intuendo il potenziale di questa disperazione, lancerà la “Coupon-Economy” di Stato. Lo stipendio non verrà più pagato in euro, ma in un voluminoso blocchetto di buoni sconto validi solo il martedì nei supermercati convenzionati, a patto di aver acquistato almeno due prodotti sponsorizzati. Le tasse si pagheranno ritagliando i bollini della carta igienica, e la pensione sarà garantita solo a chi riuscirà a completare l’intero album delle figurine della spesa entro i 75 anni d’età.

🎭 Arte, Cultura e Spettacolo: Il Sipario Strappato

🎤 Sanremo 2026, Conti difende il comico Pucci: “Volgare? No, è solo divertente”

Il Fatto: La sacra kermesse di Sanremo scalda i motori e, puntuale come l’influenza stagionale, arriva la prima polemica. Carlo Conti, in veste di inossidabile direttore artistico, è sceso in campo per difendere a spada tratta la partecipazione del comico Andrea Pucci dalle accuse di eccessiva volgarità. “Non è volgare, è solo divertente”, ha sentenziato Conti, sdoganando di fatto la linea editoriale del rutto libero in prima serata sul servizio pubblico.

Il Paradosso: È affascinante osservare l’evoluzione della semantica televisiva italiana: ciò che un tempo veniva relegato alle bettole di periferia o censurato con sdegno, oggi viene elevato a “intrattenimento verace” pur di strappare mezzo punto di share. La difesa di Conti ci rassicura: se insultare e sbraitare fa ridere (qualcuno), allora è arte. Il confine tra la stand-up comedy e la lite al semaforo è stato ufficialmente abolito per decreto Rai.

La Conseguenza: Per coerenza, il prossimo Festival abolirà l’orchestra per sostituirla con un coro di scaricatori di porto. I fiori di Sanremo verranno usati per essere lanciati addosso a chi stona, e il Premio della Critica Mia Martini sarà rinominato “Premio Rissa da Bar”, assegnato al cantante che riuscirà a infilare più parolacce nel ritornello senza perdere il tempo.

🔥 Napoli, le immagini shock dell’interno del Teatro Sannazaro distrutto dall’incendio

Il Fatto: Napoli piange uno dei suoi gioielli culturali. Un devastante incendio ha sventrato l’interno dello storico Teatro Sannazaro, riducendo in cenere decenni di storia, velluti, palcoscenici e memorie artistiche. Le immagini divulgate sono un colpo al cuore: uno scheletro annerito lì dove un tempo risuonavano le voci dei più grandi interpreti della tradizione teatrale partenopea e nazionale.

Il Paradosso: La vera tragedia, oltre a quella materiale, è la consapevolezza dei tempi di reazione del nostro Paese. Se fosse andato a fuoco un gigantesco centro commerciale o un magazzino di logistica, le ruspe per la ricostruzione sarebbero già partite a motori caldi prima ancora di spegnere le fiamme. Ma si tratta di cultura, quel settore magnifico che in Italia viene osannato nei discorsi ufficiali e lasciato morire di inedia (o bruciare) nella pratica. Le ceneri del Sannazaro rischiano di restare tali per un tempo indefinito, intrappolate nei meandri di perizie e appalti infiniti.

La Conseguenza: Per non privare i cittadini dell’offerta culturale, gli spettacoli teatrali verranno spostati nei parcheggi dei discount. Gli attori reciteranno le tragedie greche usando i carrelli della spesa come carri di Tespi, mentre il pubblico pagherà il biglietto in comode rate scansionando la tessera fedeltà del supermercato alla cassa 4.

🤫 Vittorio Sgarbi contro la figlia Evelina: “Basta interviste, voglio essere lasciato in pace”

Il Fatto: Un ribaltamento cosmico delle leggi della fisica e della televisione: Vittorio Sgarbi, l’uomo che ha costruito un’intera carriera sull’iperpresenzialismo, l’urlo libero e la polemica in favore di telecamera, ha intimato alla figlia Evelina di smetterla di rilasciare interviste. “Voglio essere lasciato in pace”, ha tuonato il critico d’arte, chiedendo improvvisamente silenzio e riservatezza per le proprie vicende familiari.

Il Paradosso: Sentire Sgarbi che invoca il silenzio e la privacy è un cortocircuito logico paragonabile a un piromane che si lamenta del caldo, o a un vegano che apre una catena di macellerie. L’uomo che ha insultato mezza Italia in diretta TV, elevando la rissa mediatica a forma d’arte contemporanea, ora pretende il rispettoso silenzio monastico. È il paradosso definitivo dell’era dei social: tutti vogliono urlare, ma nessuno vuole il mal di testa causato dall’eco del proprio stesso rumore.

La Conseguenza: Per soddisfare la sua neonata sete di isolamento eremitico, Sgarbi verrà ingaggiato per condurre un nuovo programma in prima serata intitolato “Il Silenzio Assoluto”. Per due ore filate lo vedremo seduto su una sedia a dondolo, muto, che fissa la telecamera con disprezzo. Sarà il format più rivoluzionario e inquietante della storia della televisione italiana, e vincerà il Telegatto per acclamazione.


🏆 Il Podio del Disagio

E per chiudere questa gloriosa Rassegna Stampa, ecco a voi i tre incontrastati vincitori della giornata, coloro che hanno elevato l’assurdo a stile di vita. Consegniamo le medaglie virtuali di VelAliter!

🥉 3° POSTO (Medaglia di Bronzo): Tajani e il Board of Peace
Il nostro impavido Ministro degli Esteri si aggiudica il bronzo per la sua caparbietà. Nonostante il Vaticano gli sconsigli caldamente di partecipare alla parata americana travestita da “Board of Peace”, lui prenota il volo lo stesso. Tajani, l’uomo che sussurrava alle colombe senza accorgersi che erano falchi impagliati. Chierichetto abusivo.

🥈 2° POSTO (Medaglia d’Argento): Il Killer della Scarpa di Viterbo
L’argento va dritto nella provincia italiana, dove un uomo ha ucciso l’amico perché il cane gli aveva fatto pipì sulla sneaker. Un livello di sociopatia così futile e grottesco da far impallidire i peggiori sceneggiatori di Hollywood. John Wick de Noantri.

🥇 1° POSTO (Medaglia d’Oro): Il Deputato Iraniano Strappa-Foto
Vince tutto il deputato di Teheran che, in preda a un raptus da scuola materna, ha strappato coi denti e con le mani la foto di Sergio Mattarella in Parlamento. Un gesto di una potenza geopolitica tale da far tremare i polsi, roba che non si vedeva da quando all’asilo Mariuccia ci si rubavano i pennarelli a spirito. Asilo Diplomatico.

🔍 Le Fonti (Purtroppo Vere)


📺 Guarda il Video Completo

Articoli Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Rimani connesso

10FollowerSegui
141FollowerSegui
2FollowerSegui
59IscrittiIscriviti

gli ultimi articoli

- Advertisement -spot_img

Indice dei Contenuti

Index