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giovedì, 12 Febbraio 2026

Rassegna Stampa Satirica 12/02: CarboniAria, il Profumo del Progresso

L’Espresso: La Rassegna Stampa Satirica

La Stoccata di VelAliter:
“L’Italia è una locomotiva lanciata a folle velocità contro il muro della realtà, ma almeno il macchinista ha la cravatta dritta e lo spray al catrame in tasca.”

Benvenuti nella rassegna stampa satirica più caustica del web, dove le notizie vengono dissezionate senza anestesia. Oggi affrontiamo un menù che spazia dalla visione industriale ottocentesca della nostra Politica interna fino ai segreti inconfessabili dell’élite globale, passando per l’agonia del settore manifatturiero e le truffe creative sui fondi pubblici. Preparatevi, perché l’unica cosa pulita che troverete qui è la formattazione del testo.

🔊 Ascolta/Guarda l’episodio:


🏛️ Politica Interna: Tra locomotive e gladiatori

🚂 Tajani sogna il carbone

Il Fatto: Antonio Tajani, in un afflato di patriottismo industriale, ha dichiarato che l’Italia è la “locomotiva dell’Europa” e che è urgente superare i “danni del Green Deal”. Il vicepremier sostiene che le politiche ambientali stiano frenando la crescita e che sia necessario tornare a una visione più pragmatica (leggi: inquinante) dello sviluppo economico, promettendo di liberare le imprese dai lacci della sostenibilità.

Il Paradosso: È affascinante notare come la metafora della locomotiva sia perfetta: Tajani sembra riferirsi non a un moderno treno a levitazione magnetica, ma a una vecchia vaporiera a carbone del 1850 che arranca in salita tossendo fuliggine. Definire “danni” il tentativo di non farci morire soffocati richiede un coraggio lessicale che rasenta l’arte contemporanea. Siamo la locomotiva d’Europa, peccato che stiamo viaggiando sui binari morti della storia.

La Conseguenza: Probabilmente il prossimo passo del governo sarà reintrodurre l’amianto nelle scuole per “fortificare i polmoni dei giovani” e incentivare lo sversamento di greggio nei fiumi per “lubrificare l’ecosistema”. Preparatevi a un futuro radioso, o meglio, radioattivo.

⚖️ Gratteri e la Giustizia censitaria

Il Fatto: Il procuratore Nicola Gratteri è intervenuto a gamba tesa sul dibattito riguardante il Referendum sulla Giustizia e le recenti riforme, affermando senza mezzi termini che l’attuale assetto normativo “favorisce gli imputati ricchi”. Secondo il magistrato, il sistema sta scivolando verso una giustizia di classe, dove chi ha i mezzi economici può permettersi difese estenuanti e scappatoie procedurali, mentre gli altri finiscono nel tritacarne.

Il Paradosso: La notizia non è tanto che la giustizia favorisca i ricchi – concetto vecchio quanto il codice di Hammurabi – ma che ci sia ancora qualcuno che si stupisce. Il paradosso sta nel fatto che le riforme vengono vendute come “garantiste” per il cittadino comune, che però di solito non ha i fondi nemmeno per pagare il ticket del parcheggio del tribunale, figuriamoci un pool di avvocati cassazionisti.

La Conseguenza: Arriveremo presto all’introduzione del “Fast Track” giudiziario come a Gardaland: paghi il supplemento “Premium Justice Pass” e salti la fila per l’assoluzione, mentre i poveri restano in coda per la gogna mediatica e la galera preventiva.

⚔️ Vannacci sfida la Lega col gladio

Il Fatto: Mentre il governo pone la fiducia sul decreto Ucraina blindando la maggioranza, all’interno della Lega si consuma una faida interna degna di Shakespeare. Il generale Vannacci lancia la sua sfida alla leadership, e si vocifera di un possibile cambio di simbologia o di una scissione che potrebbe portare alla nascita di un nuovo soggetto politico ancora più a destra, mettendo in imbarazzo Salvini.

Il Paradosso: Siamo passati dal “Padroni a casa nostra” al “Generali a casa loro”. Il paradosso è che la Lega, nata per combattere Roma ladrona, rischia di essere colonizzata da un generale che incarna l’istituzione statale più rigida. Vannacci sta trasformando il Carroccio in un blindato, ma nessuno ha capito chi ha le chiavi per guidarlo.

La Conseguenza: Alle prossime elezioni potremmo trovarci a dover votare direttamente per le legioni. Il simbolo del partito sarà sostituito da un gladio romano e i comizi si terranno rigorosamente in latino maccheronico, con l’obbligo per gli elettori di presentarsi in cotta di maglia.

🌍 Politica Estera nella Rassegna Stampa Satirica

🏝️ Epstein e la lista infinita

Il Fatto: Sono stati svelati altri sei nomi finora coperti (i cosiddetti “John Doe”) nei documenti legati al caso di Jeffrey Epstein. Le rivelazioni continuano a far tremare i polsi a mezza Hollywood e all’alta finanza internazionale, esponendo una rete di contatti e frequentazioni che molti speravano fossero state sepolte insieme al finanziere suicida.

Il Paradosso: È statisticamente incredibile come, nonostante centinaia di persone abbiano visitato l’isola delle perversioni, nessuno abbia mai visto nulla. Sembra che l’isola di Epstein fosse avvolta da un campo di forza che causava cecità selettiva temporanea. Tutti andavano lì solo per “ammirare l’architettura” o “discutere di filantropia” in accappatoio.

La Conseguenza: Presto scopriremo che l’unica persona che non è mai stata sull’isola di Epstein è il vostro panettiere di fiducia. Per il resto, aspettiamoci un’ondata di “viaggi spirituali” improvvisi in paesi senza estradizione da parte di mezza classe dirigente occidentale.

🗳️ Zelensky e la democrazia sospesa

Il Fatto: L’ufficio del presidente ucraino Zelensky ha smentito categoricamente le indiscrezioni del Financial Times riguardanti possibili elezioni a breve. La linea ufficiale è chiara: senza condizioni di sicurezza totale, non ci sarà nessun annuncio elettorale. La guerra continua a congelare il processo democratico formale nel paese.

Il Paradosso: Ci troviamo nella situazione surreale in cui, per difendere la democrazia dall’invasore russo, è necessario sospendere la democrazia stessa. È il paradosso del comma 22 bellico: non puoi votare perché c’è la guerra, e c’è la guerra per difendere il diritto di votare. Un loop logico che farebbe venire il mal di testa a Kant.

La Conseguenza: Se la guerra dovesse durare quanto temono gli analisti, le prossime elezioni ucraine si terranno direttamente nel metaverso nel 2045, con seggi virtuali protetti da firewall della NATO e candidati generati dall’intelligenza artificiale.

🚫 Berlino dice Nein agli Eurobond

Il Fatto: La Germania ha bocciato senza appello la proposta del presidente francese Macron riguardante l’emissione di nuovi Eurobond per finanziare la difesa comune e la competitività europea. Il ministro delle finanze tedesco è stato categorico: non ci sarà alcuna condivisione ulteriore del debito. La locomotiva tedesca, anche se un po’ spompata, non ha intenzione di trainare i vagoni più lenti del convoglio europeo, preferendo mantenere i conti in ordine piuttosto che investire in un futuro comune.

Il Paradosso: L’Unione Europea si conferma quel meraviglioso condominio dove tutti sono d’accordo sul rifare la facciata, ma al momento di dividere le spese millesimali l’inquilino del piano attico si barrica in casa fingendo di non esserci. La solidarietà europea è un valore fondante, sacro e inviolabile, a patto che non costi più di un caffè al contribuente bavarese.

La Conseguenza: L’Europa rimarrà un gigante economico con i piedi di argilla e il portafoglio cucito. La prossima crisi verrà affrontata con la solita strategia: riunioni fiume, documenti programmatici di cinquecento pagine e, alla fine, ognuno per sé e Dio per tutti.

🚨 Cronaca: Il teatro dell’assurdo quotidiano

🧸 Verona, l’asilo degli orrori

Il Fatto: Cinque maestre di un asilo nido di Verona sono state interdette dalla professione a seguito di un’indagine per maltrattamenti sui minori. Le intercettazioni ambientali e le riprese hanno documentato metodi “educativi” che definire rigidi sarebbe un eufemismo: urla, strattonamenti e punizioni corporali sembravano essere la norma in quella che doveva essere una struttura protetta per l’infanzia.

Il Paradosso: È agghiacciante pensare che si affidino i propri figli a persone che, evidentemente, hanno confuso il metodo Montessori con il manuale di addestramento dei Navy SEALs. Il paradosso è che per guidare un motorino serve la patente, per aprire un bar serve la licenza, ma per traumatizzare una classe di bambini bastano un diploma magistrale e un esaurimento nervoso non curato.

La Conseguenza: I genitori inizieranno a mandare i figli all’asilo equipaggiati come piccoli Robocop, con bodycam nascoste nel ciuccio e localizzatori GPS nel pannolino. La fiducia nelle istituzioni educative scenderà sotto lo zero, trasformando ogni riunione di classe in un interrogatorio della Gestapo.

⚓ Tragedia in Ogliastra: il mare non perdona

Il Fatto: Un peschereccio è affondato al largo delle coste dell’Ogliastra, in Sardegna. Il bilancio è drammatico: due pescatori hanno perso la vita. Una tragedia sul lavoro che ci ricorda quanto sia duro e pericoloso il mestiere di chi vive di mare, lontano dai riflettori e dalle polemiche sterili della politica romana.

Il Paradosso: Mentre il paese si accapiglia su questioni di lana caprina come le concessioni balneari o la lunghezza delle vongole, ci sono persone che muoiono per portarle quelle vongole. La morte sul lavoro è diventata una statistica fastidiosa, un trafiletto di cronaca nera che viene dimenticato prima ancora che l’inchiostro si asciughi, mentre le “morti metaforiche” dei politici sui social occupano le prime pagine per settimane.

La Conseguenza: Domani ci sarà il solito cordoglio istituzionale di facciata, un tweet di condoglianze preimpostato e poi tutto tornerà come prima. La sicurezza sul lavoro rimarrà un capitolo di spesa da tagliare per far quadrare i bilanci.

🦠 Siena e i furbetti del Covid

Il Fatto: Si chiude il cerchio sull’inchiesta relativa alla truffa dei finanziamenti Covid a Siena. Il procedimento si è concluso con due patteggiamenti e due rinvii a giudizio. Gli indagati avrebbero percepito illecitamente fondi statali destinati alle imprese in difficoltà durante la pandemia, utilizzandoli per scopi tutt’altro che aziendali. Un classico esempio di creatività contabile italiana applicata all’emergenza sanitaria.

Il Paradosso: In Italia non c’è catastrofe, epidemia o terremoto che non si trasformi in una straordinaria opportunità di business per qualcuno. Mentre il paese contava i morti e le aziende chiudevano, c’era chi compilava moduli falsi con la stessa dedizione di un monaco amanuense. Il vero virus endemico di questo paese non è il Covid, ma la truffa aggravata ai danni dello Stato.

La Conseguenza: Alla prossima pandemia, il governo inserirà direttamente nel decreto legge un “Bonus Furbetti”, per regolarizzare fin da subito la quota fisiologica di fondi che verranno rubati. Almeno risparmieremo sulle spese processuali.

💸 Finanza ed Economia nella Rassegna Stampa Satirica

📉 Istat, la produzione scende (ma le polemiche salgono)

Il Fatto: L’Istat ha rilasciato i dati relativi alla produzione industriale per l’anno 2025, certificando un calo dello 0,9%. Un segno meno che preoccupa gli analisti e conferma la stagnazione del settore manifatturiero italiano, stretto tra i costi dell’energia, la concorrenza estera e una transizione ecologica difficile da digerire per le piccole e medie imprese.

Il Paradosso: Smettiamo di produrre oggetti, macchinari e beni di consumo, ma in compenso siamo leader mondiali nella produzione di Economia circolare delle chiacchiere. Se le polemiche da talk show, i decreti legge inapplicabili e i post indignati sui social fossero quotati in borsa, il PIL italiano farebbe +20% ogni trimestre. Purtroppo, non si mangiano.

La Conseguenza: L’Italia si trasformerà definitivamente in un enorme parco a tema per turisti stranieri. Le fabbriche dismesse diventeranno musei dell’archeologia industriale dove i visitatori potranno ammirare l’antico rito del “lavoro a tempo indeterminato”, ormai estinto.

🍻 Heineken e il brindisi amaro

Il Fatto: Il colosso della birra Heineken ha annunciato un piano di ristrutturazione lacrime e sangue: seimila licenziamenti previsti entro i prossimi due anni a livello globale. La decisione, motivata dalla necessità di “aumentare l’efficienza”, arriva nonostante il gruppo continui a macinare utili. Una doccia fredda per i dipendenti, che si ritrovano con il ben servito invece che con la tredicesima.

Il Paradosso: Crei un prodotto che serve per festeggiare, rilassarsi e dimenticare i problemi, e poi diventi tu stesso la causa dei problemi di seimila famiglie. Il paradosso del capitalismo moderno è tutto qui: licenziare non perché l’azienda va male, ma perché potrebbe andare “ancora meglio” (per gli azionisti, s’intende).

La Conseguenza: I lavoratori licenziati potranno consolarsi bevendo una birra… ah no, scusate, probabilmente non potranno più permettersela. O forse il piano è sostituire i dipendenti con robot che bevono olio motore e non chiedono aumenti sindacali.

🏦 Mps, la tradizione continua

Il Fatto: Stefano Di Stefano si è dimesso dal Monte dei Paschi di Siena. Il motivo? È indagato per insider trading. La banca più antica del mondo sembra non riuscire a liberarsi dalla sua maledizione: ogni volta che sembra esserci uno spiraglio di normalità, scoppia un nuovo scandalo giudiziario o finanziario che riporta l’istituto senese sulle prime pagine per i motivi sbagliati.

Il Paradosso: Mps è ormai un patrimonio dell’umanità UNESCO per la conservazione dello scandalo bancario. Cambiano i governi, cambiano i manager, cambiano le valute, ma la capacità di Rocca Salimbeni di finire nei guai rimane una costante immutabile dell’universo, come la velocità della luce o le tasse.

La Conseguenza: Probabilmente la banca verrà nazionalizzata, poi privatizzata, poi rinazionalizzata, in un ciclo eterno che finirà solo quando useremo i tappi di bottiglia come moneta nel post-apocalisse.

🎭 Arte, Cultura e Spettacolo

⛷️ Cortina 1956: Nostalgia canaglia

Il Fatto: È stata inaugurata la mostra “La strada per Cortina”, un evento celebrativo che ripercorre le Olimpiadi invernali del 1956 per lanciare la volata verso i Giochi del 2026. L’intento è mostrare come quell’evento fece crescere l’Italia del boom economico, creando un parallelismo con l’attesa (e le polemiche) per l’edizione imminente Milano-Cortina.

Il Paradosso: Celebriamo il 1956 perché, sotto sotto, sappiamo che nel 2026 rischiamo la figuraccia. Allora si costruivano strade e impianti che funzionavano; oggi non riusciamo a finire una pista da bob senza commissariare pure le marmotte. La nostalgia è l’unico rifugio quando il presente è un cantiere in ritardo e il futuro è un’incognita coperta di debiti.

La Conseguenza: Visto l’andazzo dei lavori, le Olimpiadi del 2026 si terranno guardando i filmati di quelle del ’56 su un maxi-schermo. Risparmieremo sulla neve artificiale e sull’energia elettrica.

❤️ “Ti Amo”: Lo slogan del secolo

Il Fatto: È stato svelato il claim per le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Tenetevi forte: è “Ti amo”. Due parole, semplici, dirette, che secondo gli organizzatori dovrebbero racchiudere lo spirito dell’evento. Peccato che sembri più la scritta su un lucchetto arrugginito di Ponte Milvio o il titolo di una canzone di Umberto Tozzi che lo slogan di una competizione globale.

Il Paradosso: Milioni di euro in consulenze, agenzie di comunicazione, brainstorming creativi, e il risultato è una frase che si trova gratis nei Baci Perugina. “Ti amo” è la resa incondizionata della creatività italiana. Cosa c’entra con lo sci? Nulla. Cosa c’entra con la fatica? Nulla. Ma almeno è facile da tradurre.

La Conseguenza: La mascotte ufficiale sarà un Cupido con gli sci che scocca frecce di ghiaccio sui contribuenti. E l’inno ufficiale sarà cantato da un coro di innamorati delusi che chiedono il rimborso del biglietto.

🙏 San Francesco, Branduardi e il marketing

Il Fatto: Al via le celebrazioni per l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco (1226-2026). Tra gli eventi di punta, una rassegna con Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi. Il “Poverello d’Assisi” diventa popstar postuma, brandizzato e venduto in tutte le salse per attirare turisti e fedeli in un mix tra spiritualità e marketing territoriale.

Il Paradosso: San Francesco si spogliò di tutti i suoi averi per abbracciare la povertà. Noi, per ricordarlo, organizziamo eventi costosi, vendiamo gadget e facciamo girare l’economia. Se Francesco tornasse oggi, probabilmente prenderebbe a bastonate i mercanti nel tempio, e forse anche qualche organizzatore di eventi.

La Conseguenza: Aspettiamoci l’influencer marketing con il saio firmato Armani e le “Sandali Francesco Limited Edition”. La povertà non è mai stata così chic.


🏆 IL PODIO DEL DISAGIO

🥉 3° Posto: Heineken e i brindisi amari
Per aver deciso di licenziare 6000 persone pur continuando a fare utili, dimostrando che nel capitalismo moderno l’unica cosa che fermenta è la disoccupazione.

🥈 2° Posto: I furbetti del Covid a Siena
Per aver trasformato una pandemia globale in un’occasione di arredamento d’interni con i soldi pubblici. Il vero virus è la creatività contabile.

🥇 1° Posto: “Ti Amo”, lo slogan olimpico
Per aver speso budget milionari partorendo una banalità da diario delle medie. Un trionfo del vuoto pneumatico istituzionale che fa rimpiangere il silenzio.


🔍 Le Fonti (Purtroppo Vere)

📺 Guarda il Video Completo

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