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domenica, 22 Febbraio 2026

Conti Pucci: la formidabile difesa del rutto libero a Sanremo

Come Carlo Conti difende Pucci dalle polemiche pre-Festival

La Stoccata di VelAliter:
“In Italia la linea sottile che separa un monologo satirico raffinato da un’imprecazione al semaforo è stata abolita per decreto della direzione Rai.”

Puntuale come le tasse e il raffreddore stagionale, la macchina organizzativa del Festival ci regala la prima, irrinunciabile polemica intellettuale dell’anno. Al centro del dibattito ci sono le scelte di Carlo Conti, inossidabile e perennemente abbronzato direttore artistico, che si è lanciato in una vigorosa apologia per difendere la discussa presenza del comico Andrea Pucci sul sacro palco dell’Ariston. Accusato dai soliti salotti chic di portare in scena un repertorio eccessivamente greve e volgare, Pucci ha trovato nel conduttore toscano un paladino inaspettato: “Non è volgare, è solo incredibilmente divertente”, ha sentenziato. E così, con una semplice battuta in conferenza stampa, il livello culturale della prima serata italiana è stato riposizionato ufficialmente.

Ascolta o guarda l’episodio:


Il Fatto: La crociata contro il perbenismo

La presenza del cabarettista milanese alla kermesse canora più prestigiosa d’Italia aveva fatto storcere il naso a molti critici militanti e garanti del buon costume televisivo, pronti a denunciare l’abbassamento drastico degli standard qualitativi. Ma Carlo Conti ha bloccato l’offensiva sul nascere. Sdoganando completamente il repertorio aggressivo e verace di Pucci, la Rai ha di fatto ammesso che, pur di racimolare qualche prezioso punto percentuale di share nella dura battaglia degli ascolti, è disposta a sacrificare volentieri l’eleganza sull’altare della risata grassa e ruspante, quella da osteria post-partita. La televisione di Stato abbraccia il popolino, e lo fa fiera.

Il Paradosso: La volgarità è negli occhi di chi guarda

L’assoluto cortocircuito semantico di questa vicenda risiede nella stupefacente evoluzione della definizione stessa di “intrattenimento”. Ciò che fino a vent’anni fa veniva puntualmente censurato dai dirigenti televisivi, armati di forbici e codici etici, oggi viene non solo tollerato, ma ferocemente difeso e promosso come massima espressione dell’arte comica popolare. Se imprecare sguaiatamente e fare battute grevi in dialetto viene etichettato istituzionalmente come “pura allegria”, significa che il confine tra la nobile arte della stand-up comedy e i deliri urlati di un automobilista bloccato in tangenziale è definitivamente svanito nel nulla.

La Conseguenza: L’evoluzione del Festival

Per mantenere una solida coerenza intellettuale con questa nuovissima e coraggiosa linea editoriale approvata dalla direzione, il Festival di Sanremo dell’anno prossimo subirà modifiche strutturali epocali. La storica e raffinata orchestra sinfonica sarà licenziata in tronco per far spazio a una banda musicale composta da soli scaricatori di porto e ultras della curva. I delicati e coloratissimi fiori sanremesi verranno distribuiti al pubblico in sala con le spine intatte, pronti per essere scagliati con violenza contro i cantanti che osano stonare. E infine, l’agognato Premio della Critica “Mia Martini” sarà solennemente ribattezzato “Trofeo Rissa da Bar Sport”, consegnato in diretta al presentatore che imprecherà con maggior enfasi.


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