Credevate di esservene liberati? Ingenui. Il Ritorno di Sangiuliano è realtà, tangibile come una statua di Pompei ma molto meno immobile. L’ex Ministro della Cultura, dopo averci regalato mesi di gossip, lacrime in TV e lezioni di geografia creativa, ha deciso che Roma era troppo stretta (o forse troppo piena di influencer pericolose) e ha ripiegato sulla sua amata Campania. E cosa fa un politico quando viene cacciato dalla porta principale? Rientra dalla finestra del Consiglio Regionale, ovviamente.
Perché il Ritorno di Sangiuliano è un capolavoro di riciclo
Mentre Francesco Boccia del PD faceva un flop clamoroso, dimostrando che non basta opporsi per esistere, Gennaro Sangiuliano trionfava. È la dimostrazione scientifica che in Italia la memoria dell’elettore dura quanto un reel su TikTok. Il Ritorno di Sangiuliano non è solo una vittoria politica, è un inno alla resilienza della poltrona. Genny ci insegna che non importa quante gaffe fai, l’importante è avere un bacino elettorale che ti perdona tutto, anche le chiavi d’oro e le visite guidate immaginarie.
Ora siederà tra i banchi regionali, pronto a dispensare perle di saggezza sulla gestione del territorio, magari proponendo di spostare il Vesuvio un po’ più a destra per motivi estetici. La Campania ha un nuovo eroe, o forse solo un nuovo problema. Ma in fondo, chi siamo noi per giudicare il Ritorno di Sangiuliano? Siamo solo spettatori paganti di questo eterno cinepanettone istituzionale.
Fonte: “Elezioni Regionali: Sangiuliano entra in consiglio”
PER APPROFONDIMENTI
- Chi è Gennaro Sangiuliano (Wikipedia) – Per ripassare la storia prima della geografia.
- Consiglio Regionale della Campania – Il nuovo parco giochi di Genny.
- Parco Archeologico di Pompei – Dove tutto ebbe (quasi) fine.
