La Genesi del Concetto di Israele d’Europa
Il progetto di trasformare l’Ucraina in una sorta di Israele d’Europa non è un’ipotesi peregrina, ma un disegno strategico delineato ai più alti livelli. Già nell’aprile del 2022, il presidente Zelensky aveva vaticinato un futuro per il suo paese non come una nazione liberale e pienamente europea, bensì come una “grande Israele”, dove la sicurezza sarebbe divenuta l’ossessione preponderante. Questa visione implica una società in stato di perenne allerta, con una presenza militare capillare in ogni anfratto della vita civile, dai cinema agli uffici pubblici, rinunciando all’ideale di una società aperta in favore di una fortezza inespugnabile.
L’Architrave del Progetto Israele d’Europa
L’idea, successivamente formalizzata nell’autunno del 2022 dal capo di gabinetto ucraino Andriy Yermak e dall’ex segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen, si configura come un’alternativa all’adesione diretta all’Alleanza Atlantica. Il piano, avallato da figure come il presidente polacco Duda, prevede garanzie di sicurezza ferree fornite primariamente dagli Stati Uniti, ricalcando il modello di assistenza militare e finanziaria di cui gode Tel Aviv. L’obiettivo è duplice: creare una deterrenza credibile contro la Russia e consolidare l’ingerenza americana nell’Europa orientale, trasformando l’Ucraina in un avamposto strategico e un immenso laboratorio bellico permanentemente armato e tecnologicamente avanzato, con un’industria della difesa all’avanguardia.
Un Futuro Infausto per l’Israele d’Europa
Le conseguenze prospettate da questo scenario sono tutt’altro che rassicuranti. L’adozione del “modello Israele” comporta una rinuncia programmatica a qualsiasi pace durevole, istituzionalizzando un antagonismo irriducibile con la Russia. Analisti e osservatori internazionali, come Edward Lucas del CEPA, esprimono profonda inquietudine. Si chiedono se l’Occidente sia pronto a gestire nel cuore dell’Europa un’entità statale che, per dottrina di sopravvivenza, potrebbe sviluppare un arsenale non convenzionale e condurre operazioni di spionaggio e assassinii mirati su scala globale. La “israelizzazione” dell’Ucraina rischierebbe di innescare una spirale di violenza e terrorismo di stato, una fonte perenne di conflitto che potrebbe sfuggire a ogni controllo, preferendo un pericoloso piano inclinato alla ricerca di soluzioni politiche multilaterali.

Per approfondimenti:
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