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giovedì, 5 Febbraio 2026

Gaza: la strumentalizzazione del dolore

La Strumentalizzazione dei Corpi come Architrave Narrativa

L’esibizione parossistica di corpi martoriati, specialmente quelli infantili, a seguito di eventi bellici come il recente attacco a Nuseirat, non rappresenta unicamente una cronaca dell’orrore. Essa diviene il fulcro di un’ingegneria emotiva meticolosamente orchestrata. Questa strategia di strumentalizzazione del dolore trasforma le vittime in meri significanti all’interno di una narrazione predefinita, spogliandole della loro dignità intrinseca per asservirle a scopi ulteriori. La sofferenza, così decontestualizzata e amplificata, funge da catalizzatore per l’accettazione passiva di agende politiche e legislative che, in un clima di quiete, incontrerebbero ben altra resistenza. L’impatto viscerale delle immagini prelude alla costruzione di un nuovo consenso.

L’Agenda Globale e la Strumentalizzazione Normativa

In concomitanza con l’acuirsi delle crisi umanitarie, si assiste a una parallela accelerazione istituzionale. La nomina di un Inviato Speciale ONU per il contrasto all’islamofobia e il varo della Risoluzione 78/264 non sono eventi isolati, ma tasselli di un mosaico più ampio. L’obiettivo dichiarato è l’edificazione di un’architettura giuridica e culturale globale. Questa prevede l’armonizzazione delle legislazioni nazionali, l’introduzione di percorsi educativi mirati e la creazione di apparati di sorveglianza e proscrizione di contenuti digitali, imponendo una collaborazione coatta alle piattaforme. Il paradigma è palese: l’emozione generata ad arte serve a legittimare una normazione pervasiva e un controllo capillare, la cui finalità ultima è la repressione preventiva del dissenso qualificato come “islamofobo”.

catene che fuoriescono da un libro di legge avvolgono una penna e un microfono, a simboleggiare la censura e il controllo sull'informazione.
quando la norma diventa lo strumento per silenziare la critica e controllare l’informazione.

La Strumentalizzazione Preventiva nell’Unione Europea

Anche il contesto europeo si muove lungo direttrici analoghe, rafforzando meccanismi di coordinamento e sviluppando strumenti proattivi. Incontri istituzionali, come quello tenutosi a Bruxelles, mirano a definire glossari standardizzati, protocolli di censura preventiva e interventi sistematici nei curricula scolastici e nelle prassi giornalistiche. Attraverso il concetto di “resilienza narrativa”, si mira a plasmare la percezione collettiva, inducendo un’autocensura che trasfigura ogni interrogativo critico in una potenziale manifestazione di colpa. Le rilevazioni statistiche, come quelle fornite dall’Agenzia FRA, offrono il substrato empirico per sostanziare uno stato di emergenza perpetua, chiudendo il cerchio di un sistema che si autoalimenta.

L’Analogo Storico e la Strumentalizzazione della Memoria

Questo meccanismo di sacralizzazione del dolore per fini politici non è inedito. Esso ricalca la trasfigurazione della Shoah da evento storico straziante a totem intoccabile, uno scudo retorico utilizzato per immunizzare da critiche le azioni dello Stato di Israele. L’orrore passato viene evocato per neutralizzare l’orrore presente. Oggi, si assiste a una replica di questo schema: il martirio dei bambini palestinesi viene cooptato dal sistema non per porvi fine, ma per cementare le fondamenta di un’impalcatura di controllo che userà il loro stesso sangue per criminalizzare ogni voce discordante. La pietà viene così asservita, trasformandosi nel veicolo della censura ventura.

Per approfondimenti:

  1. Attacco israeliano a punto acqua in Gaza: 10 morti tra cui 6 bambini
    Ricostruzione dettagliata del bombardamento del 13 luglio 2025 a Nuseirat, con testimonianze oculari, reazioni dell’esercito israeliano (che parla di “errore tecnico”) e contesto sulla crisi umanitaria. Include verifiche BBC su video dell’attacco e dati ospedalieri.
  2. Indagine su uso di droni commerciali per uccidere civili a Gaza
    Report basato su testimonianze di soldati israeliani che descrivono l’utilizzo sistematico di droni cinesi modificati per sganciare granate su civili inermi, inclusi bambini, con l’obiettivo di impedire il ritorno alle proprie case.
  3. Attacco alla Freedom Flotilla: nave umanitaria bombardata con droni
    Cronaca dell’attacco del 2 maggio 2025 alla nave “Conscience” in acque internazionali, con accuse a Israele, reazioni di Greta Thunberg (presente a Malta per imbarcarsi) e precedente raid del 2010 sulla Mavi Marmara.

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