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mercoledì, 4 Febbraio 2026

Il caso NITAG: scienza imbavagliata

La Fulminea Eclissi della Commissione NITAG

La vicenda della nuova commissione NITAG rappresenta un paradigma della fragilità istituzionale di fronte a pressioni corporative. L’effimera esistenza di questo organo tecnico, dissolto in appena dieci giorni, palesa una subitanea capitolazione del potere ministeriale. La motivazione addotta dal ministro Schillaci, ovvero la necessità di un lavoro “lontano dal clamore”, suona come un pretestuoso eufemismo, giacché è stato proprio il frastuono mediatico, orchestrato ad arte, a decretarne la prematura fine. La nomina di due personalità invise a una certa ortodossia scientifica ha innescato una reazione spropositata, culminata in una retromarcia che lascia l’amaro in bocca e solleva inquietanti interrogativi sulla reale autonomia delle decisioni politiche in materia di sanità pubblica.

Il Coro Monocorde Contro il Dissenso nel NITAG

La levata di scudi contro i membri giudicati “incoerenti” è stata immediata e compatta. Una consorteria accademica e mediatica, che si autodefinisce “comunità scientifica”, ha reagito con sdegno quasi liturgico. Dichiarazioni di sconcerto, lettere aperte e appelli alla “credibilità” delle istituzioni hanno dipinto un quadro a tinte fosche, dove il dissenso non è contemplato ma equiparato all’eresia. Figure come Garattini, Bassetti e Burioni si sono erette a custodi di un dogma scientifico presentato come inscalfibile, dimenticando che il progresso della conoscenza si nutre proprio del dubbio e del confronto dialettico. Questa mobilitazione corale ha rivelato l’esistenza di un club esclusivo, refrattario a qualunque voce che esca dal perimetro della narrazione ufficiale.

ministro in giacca e cravatta manovrato come una marionetta da figure nell'ombra, a rappresentare la debolezza politica.
quando la politica cede alle pressioni di una presunta “comunità scientifica”.

Pressione Corporativa e il Futuro Incerto del NITAG

L’epilogo della vicenda è stato sigillato da una petizione che, forte del blasone di un premio Nobel, ha raccolto decine di migliaia di firme in un lasso di tempo sorprendentemente breve. Tale strumento di pressione, spacciato per un’istanza popolare in difesa della scienza, ha di fatto funzionato come colpo di grazia. L’esito è un monito inequivocabile: chiunque aspiri a contribuire a un organo tecnico-scientifico deve prima abiurare a qualsiasi forma di pensiero critico e genuflettersi all’ortodossia vaccinale dominante. Il rinvio a settembre della nuova composizione del NITAG non è che una magra consolazione; il messaggio è stato consegnato, forte e chiaro, a chiunque osi dubitare.

Per approfondimenti:

  1. Comunicato ufficiale Fnomceo sulla revoca del NITAG
    Posizione della Federazione nazionale degli Ordini dei medici che sostiene la revoca delle nomine, sottolineando l’importanza del rigore scientifico nelle politiche vaccinali e la necessità di combattere le fake news .
  2. Critiche internazionali e conflitti d’interesse nel NITAG
    Analisi delle polemiche internazionali (tra cui il “British Medical Journal”), dei conflitti d’interesse di alcuni membri e del ruolo della petizione sostenuta dal Nobel Parisi, con focus sulle implicazioni per l’indipendenza scientifica .
  3. Profili controversi di Serravalle e Bellavite
    Approfondimento sulle posizioni dei due esperti criticati dalla comunità scientifica, con riferimenti alle loro dichiarazioni “no vax” durante la pandemia e al contesto politico delle nomine .
  4. Cronaca della revoca e reazioni politiche
    Ricostruzione dettagliata dei 10 giorni di polemiche, dimissioni di Francesca Russo, critiche trasversali (da Moratti a Cartabellotta) e retroscena sulla pressione della maggioranza di governo .

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