La Morsa Globale della Censura Digitale
In un mondo sempre più interconnesso, si sta subdolamente affermando una nuova forma di censura, mascherata da nobili intenti come la tutela dei minori. L’orizzonte della libertà di espressione si oscura progressivamente, mentre governi su entrambe le sponde dell’Atlantico erigono architetture di sorveglianza di massa. Legislazioni quali lo SCREEN Act e il KOSA negli Stati Uniti, presentate come baluardi protettivi, celano invero il proposito di imporre un’identità digitale obbligatoria per ogni utente del web. Questo meccanismo non è un’ipotesi remota, ma una realtà già sperimentata in nazioni come l’Australia e il Regno Unito, dove la verifica dell’età e l’identità digitale sono diventate prerequisiti per accedere a servizi essenziali, di fatto schedando i cittadini e comprimendo la loro facoltà di esprimersi liberamente. La convergenza di queste politiche prefigura un futuro in cui l’anonimato e la privacy divengono vestigia di un’epoca tramontata.
Strumenti di Controterrorismo e la Nuova Censura del Dissenso
La perversione di questa tendenza si manifesta in modo plateale nel riutilizzo di tecnologie nate per il contrasto al terrorismo internazionale. A Londra, software concepiti per intercettare la propaganda jihadista dell’ISIS vengono ora impiegati per monitorare e catalogare cittadini britannici la cui unica colpa è dissentire dalle politiche governative, come quelle migratorie. Questa aberrazione svela una volontà deliberata di equiparare la critica politica al terrorismo, esercitando pressioni dirette su piattaforme social come TikTok affinché identifichino e segnalino gli utenti con opinioni ritenute non allineate. Si assiste a una trasmutazione degli strumenti di sicurezza in apparati di repressione del pensiero, un’inquietante deriva che annichilisce il dibattito pubblico e criminalizza la divergenza di opinioni, ponendo le basi per una censura capillare e preventiva.

La Censura Europea e il Controllo delle Narrazioni
L’Unione Europea non è da meno in questa corsa al controllo. Il Digital Services Act, unitamente al bando di media considerati ostili, vieta di fatto la possibilità di citare fonti alternative, anche solo per confutarle, cristallizzando una verità ufficiale inattaccabile. Tale approccio impedisce la circolazione di informazioni su tematiche sensibili, dai presunti danni da vaccino alle narrative non conformi sul cambiamento climatico o sui conflitti bellici. L’introduzione di un’app sperimentale per la “verifica dell’età” a livello europeo rappresenta il culmine di questa agenda: un sistema che, con la scusa della protezione, collegherà in modo indissolubile l’identità di un individuo a ogni sua attività online, dalla lettura di un articolo all’acquisto di un bene. Si delinea così una gabbia invisibile, un panopticon digitale dove la censura agisce in tempo reale, normalizzando la sorveglianza e relegando la libertà a un mero ricordo storico.
Per approfondimenti:
- Kids Online Safety Act (KOSA) – Sito ufficiale del Senato USA
Pagina istituzionale che descrive gli obiettivi, i requisiti e le misure del controverso disegno di legge, inclusi i meccanismi di controllo parentale, la “duty of care” per le piattaforme e le polemiche sulla censura indiretta . - KOSA: Stato attuale e controversie – Analisi di TIME
Arcolo aggiornato (2025) che esamina lo stallo legislativo del KOSA, le pressioni lobbistiche delle Big Tech, le critiche di gruppi per la libertà di espressione e LGBTQ+, e il contesto internazionale delle restrizioni digitali . - Open data e pandemia: il caso italiano – Agenda Digitale
Approfondimento sulle campagne per la trasparenza dei dati pubblici (#datibenecomune), con esempi concreti di opacità istituzionale (mortalità nelle RSA) e il dibattito su sorveglianza vs. diritti civili nell’era digitale . - Critiche conservatrici al KOSA – Townhall
Analisi critica da prospettiva libertaria che evidenzia rischi di censura, burocratizzazione e strumentalizzazione politica del controllo online, con riferimenti a possibili conflitti costituzionali.
