Il Macabro Rituale della Distribuzione Aiuti Palestina
La procedura per la distribuzione degli aiuti in Palestina si configura come un’odissea mortale, un rituale disumano che inizia nelle ore antelucane. I civili palestinesi, interdetti dall’uso di veicoli, sono forzati a un percorso coatto a piedi. L’itinerario, imposto da corridoi militari, li obbliga a una deviazione illogica e sfiancante di svariati chilometri. Giunti al punto di raccolta, migliaia di individui famelici vengono trattenuti per ore, ammassati come bestiame sotto la sorveglianza di mezzi corazzati. Il rilascio, tutt’altro che ordinato, somiglia a una diga che crolla: un’onda umana che si precipita verso la sopravvivenza, spinta dalla disperazione più atavica.
Caos e Fuoco durante la Distribuzione degli Aiuti in Palestina
Mentre la folla corre verso il sito, si scatena l’inconcepibile. Proiettili traccianti, colpi di mortaio e di artiglieria solcano il buio, non per segnalare un percorso, ma per contenerlo con la violenza. Si tratta di un parossismo caotico che culmina in quelli che un testimone definisce “gli otto minuti di delirio”: un lasso di tempo brevissimo in cui il sito di distribuzione viene saccheggiato in una frenesia disumanizzante. La sicurezza è irrisoria, con un rapporto guardia-civili del tutto inadeguato, rendendo impossibile qualsiasi forma di gestione sicura. La scena è apocalittica: il cibo viene strappato, le scatole svuotate e il tutto svanisce in meno di dieci minuti, lasciando dietro di sé solo il caos.

La Negazione della Realtà nella Distribuzione degli Aiuti in Palestina
A rendere il quadro ancora più fosco è la natura delle forze militari impiegate: riservisti, sovente poco addestrati e privi di adeguati strumenti per la visione notturna, che sparano letteralmente alla cieca su una massa di migliaia di persone. All’alba, la scoperta dei corpi lungo la strada è seguita da un sistematico diniego ufficiale, un puerile scaricabarile che attribuisce la responsabilità ad altri, nonostante l’evidenza logica e fattuale. Si invoca una fantomatica presenza nemica in un’area completamente militarizzata e controllata, una giustificazione che insulta l’intelligenza. L’atto finale di questo macabro teatro vede l’impiego di granate stordenti e gas urticanti per disperdere i pochi rimasti, suggellando con la violenza ciò che con la violenza era iniziato.
