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giovedì, 5 Febbraio 2026

Nuova Tecnocrazia: l’inganno globale

Il recente Global South Economic Forum, tenutosi ad Abu Dhabi, si è presentato come l’araldo di un’era di emancipazione per le nazioni emergenti. Tuttavia, un’analisi più profonda delle sue fondamenta e dei suoi obiettivi disvela un’inquietante continuità con l’agenda globale preesistente, suggerendo la nascita di un nuovo braccio operativo della medesima tecnocrazia. L’intento, apparentemente di rottura, sembra piuttosto celare un processo di cooptazione del Sud Globale all’interno di una cornice decisionale verticistica, orchestrata ancora una volta da élite non legittimate dal consenso popolare.

L’Inquietante Persistenza della Tecnocrazia sotto Vesti Post-Coloniali

Nonostante la scenografia sia mutata e i protagonisti provengano da geografie un tempo considerate periferiche, il canovaccio recitato ad Abu Dhabi ricalca pedissequamente quello di Davos. Il lessico adottato – multipolarismo, riforma della governance, resilienza sistemica – tradisce una filiazione diretta dal pensiero tecnocratico occidentale. La Cina e gli Emirati Arabi Uniti, ergendosi a nuovi promotori di questo ordine, sembrano limitarsi ad adattare la narrazione per un pubblico differente, quello post-coloniale, illudendolo di una partecipazione paritetica a decisioni la cui architettura rimane immutata. L’ambizione cinese di fungere da “regista tecnico” di tale assetto, mascherata da proclami di prosperità condivisa, non fa che corroborare il sospetto di un mondo la cui gestione è pianificata in consessi esclusivi di esperti e think tank, avulsi da qualunque mandato democratico.

La Tecnocrazia come Strumento di Cooptazione del Sud Globale

Lungi dal propugnare una genuina liberazione, il forum pare mirare all’assorbimento del Sud Globale in una rinnovata architettura di potere. Il vasto divario finanziario per lo sviluppo sostenibile, quantificato in 4.000 miliardi di dollari e posto al centro del dibattito, diviene il pretesto ideale per implementare nuovi meccanismi di controllo, quali la finanza climatica e il debito verde. Questi strumenti, presentati come soluzioni, rischiano di trasformarsi in nuove forme di soggezione, giustificando una governance transnazionale sempre più pervasiva. Le voci che celebrano l’avvento dell’era del Sud Globale, pur ispiratrici, potrebbero involontariamente mascherare non la fine dell’egemonia, ma una sua astuta ridefinizione. Un’egemonia che, pur parlando arabo e mandarino, persegue gli stessi imperativi di centralizzazione decisionale e controllo sistemico tipici della tecnocrazia.

due maschere, una occidentale e una orientale, simboleggiano come il forum di abu dhabi e quello di davos siano due facce della stessa medaglia tecnocratica.
la retorica del sud globale nasconde la stessa agenda di davos: una maschera diversa per lo stesso sistema di potere.

Per approfondimenti:

  1. The Term “Global South” Is Surging. It Should Be Retired
    Analisi critica del concetto di “Global South” che mette in discussione l’effettiva coesione politica ed economica dei paesi in via di sviluppo, evidenziando le diversità interne e i rischi di generalizzazione in un contesto di competizione geopolitica.
  2. Global South and global growth: Here’s what leaders are saying
    Resoconto del World Economic Forum sulle prospettive dei leader del Sud Globale riguardo alle sfide economiche, alla cooperazione Sud-Sud e ai tentativi di riforma della governance finanziaria internazionale, con enfasi sul ruolo della tecnologia come strumento di sviluppo.
  3. TRENDS partecipa al Global South Economic Forum 2025
    Dettagli sul ruolo degli Emirati Arabi Uniti come facilitatore tra Nord e Sud del mondo attraverso soft power, infrastrutture strategiche e diplomazia della conoscenza, inclusi progetti come Stargate per la sovranità tecnologica.
  4. Abu Dhabi ospita il primo Global South Economic Forum
    Cronaca della prima edizione del forum con dichiarazioni chiave degli organizzatori sulla necessità di un nuovo ordine economico multipolare e la riforma della governance globale, incluso il tema del gap finanziario per lo sviluppo sostenibile.

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