📚 Book Pride Milano sulla Speranza: Letture per ottimisti coraggiosi
Il Fatto: È stata presentata a Milano la decima edizione di Book Pride, la fiera nazionale dell’editoria indipendente che riunisce centinaia di piccoli e medi editori sotto un unico vessillo culturale. Il tema scelto per celebrare il decennale è “La Speranza”, un concetto che gli organizzatori intendono esplorare come bussola per orientarsi in un presente dominato da incertezze globali e narrazioni distopiche. L’evento prevede un fitto calendario di incontri con autori, laboratori e presentazioni, puntando a dimostrare come il libro sia ancora il dispositivo più avanzato per immaginare futuri alternativi e per resistere all’omologazione del pensiero dominante imposta dai giganti del web e dalle multinazionali dell’intrattenimento.
Il Paradosso: Scegliere “La Speranza” come tema centrale in un’epoca caratterizzata da crisi climatiche, guerre alle porte di casa e una precarietà esistenziale che rende difficile persino programmare la cena di domani, è un atto di ottimismo che confina pericolosamente con l’incoscienza o con la satira involontaria. Il paradosso è che per acquistare un libro sulla speranza in fiera serve ormai un mutuo a tasso variabile, rendendo la cultura indipendente un lusso accessibile solo a chi ha già smesso di sperare di arrivare a fine mese con i propri risparmi. Stiamo vendendo sogni di carta a persone che vivono in case di cartone, sperando che la bellezza di una riga ben scritta possa sostituire il calore di un riscaldamento centralizzato che non ci possiamo più permettere. È la speranza tascabile, a patto di avere tasche molto capienti e decisamente resistenti all’inflazione selvaggia.
La Conseguenza: Entro la fine della manifestazione, la speranza verrà ufficialmente dichiarata bene di prima necessità e soggetta a una tassazione agevolata per evitarne l’accaparramento speculativo. I libri più venduti saranno inevitabilmente quelli con le pagine completamente bianche, perché i lettori avranno ormai esaurito le parole per descrivere il presente e preferiranno usare la carta per accendere il fuoco nei caminetti, visto che leggere di speranza è bello, ma scaldarsi i piedi lo è decisamente di più.
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