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martedì, 24 Febbraio 2026

Decreto Bollette Governo: il miracoloso regalo coi nostri soldi

L’incredibile magia: Il Decreto sulle Bollette varato dal Governo

La Stoccata di VelAliter:
“Ti spaccano le gambe con le tasse e poi si aspettano un applauso scrosciante perché ti regalano un paio di stampelle pagate col tuo bancomat.”

Il tanto atteso Decreto sulle Bollette varato dal Governo è finalmente realtà. Con una fanfara degna delle migliori celebrazioni imperiali, l’esecutivo ha annunciato uno stanziamento di 5 miliardi di euro per arginare i rincari energetici. Un salvataggio che promette di alleviare le sofferenze delle famiglie e delle imprese, presentandosi come uno scudo eroico contro le spietate fluttuazioni dei mercati internazionali. Ma dietro ai sorrisi a favore di telecamera e ai proclami trionfalistici, si nasconde la consueta e affascinante prestidigitazione contabile dello Stato italiano, un trucco illusionistico che riesce sempre a incantare il pubblico pagante (noi).

Ascolta o guarda l’episodio:


Il Fatto: 5 Miliardi piovuti dal cielo?

L’emergenza energetica non si arresta, e l’azione governativa si è materializzata in un pacchetto di interventi massicci. Il decreto prevede crediti d’imposta, sconti sugli oneri di sistema e agevolazioni per i ceti meno abbienti. La narrazione istituzionale dipinge un esecutivo pronto a tutto pur di non far spegnere i riscaldamenti agli italiani. I ministri si alternano in conferenze stampa fiume per snocciolare i numeri di questa manovra che dovrebbe, sulla carta, disinnescare la bomba sociale pronta a esplodere a causa dell’inflazione galoppante.

Il Paradosso: Benefattori con il portafoglio altrui

La vera genialità satirica di questa operazione è la sua sfacciataggine circolare. Questi 5 miliardi non provengono da un tesoro dei pirati recentemente dissepolto a Palazzo Chigi, né sono il frutto magico di un albero piantato nei giardini del Quirinale. Sono semplicemente i soldi che lo Stato ha metodicamente prelevato dalle tasche degli italiani tramite accise, IVA e una pressione fiscale che definire opprimente è un eufemismo. È il paradosso del borseggiatore filantropo: ti sfila il portafoglio sull’autobus e poi, vedendoti piangere, ti offre gentilmente un caffè pagandolo con i tuoi stessi soldi, pretendendo per giunta un ringraziamento formale.

Le Conseguenze: Un cerotto su un’emorragia

Cosa accadrà quando questi fondi saranno inevitabilmente esauriti tra qualche mese? La toppa governativa si staccherà, rivelando una ferita strutturale mai curata. Le bollette torneranno a salire e il governo scaricherà la colpa sulle misteriose e intangibili “congiunture internazionali”. Nel frattempo, ci convinceremo di essere stati salvati da una crisi imminente, ignorando che il vero costo di questo salvataggio lo pagheremo con i tagli silenziosi ai servizi essenziali, alla sanità e ai trasporti. Perché in Italia nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto viene puntualmente tassato.


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