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Ponte sullo Stretto, la Corte Conti dice No. Salvini: “Ingerenza!”

I magistrati contabili bocciano il progetto del Ponte sullo Stretto, scatenando l'ira di Salvini e Meloni che parlano di "ingerenza" e chiedono riforme. Ennesimo atto della commedia infrastrutturale italiana: un sogno lungo 3 km e costoso miliardi, fermato da gente che sa fare i conti.

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Satira sulla Corte dei Conti che boccia il Ponte sullo Stretto, con Salvini e Meloni disperati.
I magistrati contabili ci dicono che 2+2 fa 4. I politici la chiamano "ingerenza".
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Magistrati vs Cemento: Il Ponte che non s’ha da fare

In un colpo di scena che ha la stessa freschezza di una barzelletta raccontata per l’ottava volta, la Corte dei Conti ha deciso di intromettersi nei sogni ingegneristici del nostro Ministro delle Infrastrutture. Con una mossa definita “ingerenza” da chi, evidentemente, preferirebbe costruire prima e fare i conti poi (o mai), i magistrati contabili hanno osato sollevare dubbi. Proprio ora che le betoniere erano calde.

Il Ministero, guidato dal Capitano, ha reagito con la pacatezza di un ultrà a cui hanno annullato un gol al novantesimo. “È solo un parere,” tuonano fonti vicine al ministro, “la Corte dei Conti non può bloccare un’opera strategica!”. Che è un po’ come dire che il semaforo rosso è solo un suggerimento cromatico. Il Ponte sullo Stretto, ormai entità mitologica a metà tra il Cavallo di Troia e l’Arca di Noè, sembra destinato a rimanere il più costoso progetto di modellismo della storia italiana.

“Ma i soldi c’erano!” (Forse)

La Presidente Meloni, visibilmente contrariata dalla burocrazia che frena lo slancio vitalistico del Paese, parla di “ingerenza” e rilancia con la necessità di “riforme”. Che, tradotto dal politichese, significa: “Se le regole non ci piacciono, cambiamo le regole”. Una logica impeccabile. Il problema, sollevato dai noiosi guastafeste della Corte, riguarderebbe la sostenibilità finanziaria, le procedure d’appalto e, bazzecole, l’effettiva utilità dell’opera.

Mentre il dibattito si infiamma tra chi difende l’autonomia della magistratura contabile e chi difende il sacro diritto a colare cemento armato nel Mediterraneo, i cittadini assistono all’ennesima puntata di questa saga. Il Ponte sullo Stretto resta un magnifico castello in aria, perfetto per le campagne elettorali e un po’ meno per attraversare il mare.

Fonte della notizia reale che ha ispirato questa correzione: “Ponte sullo Stretto, la Corte dei Conti dice no. Meloni: “Ingerenza, ora riforma””

PER APPROFONDIMENTI

CORTE DEI CONTI: Il sito ufficiale dei guastafeste che osano controllare come vengono spesi i nostri soldi prima che siano spesi.

MINISTERO INFRASTRUTTURE: La sede dei sognatori, dove i rendering valgono più dei bilanci e il cemento è poesia.

WIKIPEDIA: Per ripassare la storia di questo progetto, iniziata più o meno ai tempi delle guerre puniche.

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