Home Politica Partiti e Istituzioni Crosetto Lega Strade Sicure: Lo scontro incredibile che ferma i carri armati

Crosetto Lega Strade Sicure: Lo scontro incredibile che ferma i carri armati

Il Ministro della Difesa blocca i sogni di gloria della Lega: niente esercito per fare le multe.

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Crosetto Lega Strade Sicure vignetta satirica
Quando chiedi i rinforzi dell'Esercito per multare le auto in doppia fila, ma il Ministro ti ricorda che i carri armati non hanno il disco orario.

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ferma la Lega su Strade Sicure

La Stoccata di VelAliter:
“Salvini voleva schierare la Folgore davanti ai bar per controllare gli scontrini, ma Crosetto gli ha ricordato che i soldati servono a cose inutili come la guerra, non a cose vitali come la propaganda.”

C’è aria di tempesta nei corridoi di Palazzo Chigi, e questa volta non c’entra il meteo. Lo scontro tra Crosetto, la Lega e l’operazione Strade Sicure ha raggiunto livelli di assurdità che nemmeno il miglior sceneggiatore di Boris avrebbe saputo immaginare. Il Ministro della Difesa ha bocciato, senza troppi giri di parole, l’ordine del giorno leghista che chiedeva di trasformare ogni piazza italiana in una piccola zona verde di Baghdad, spiegando che l’esercito ha altro da fare. Una doccia fredda per chi sognava un bersagliere a ogni semaforo, ma un ottimo spunto per analizzare come la politica italiana confonda spesso la sicurezza nazionale con il Risiko.

Ascolta o guarda l’episodio:


L’ossessione della Lega per le divise in strada

Il Fatto: Tutto nasce dalla richiesta della Lega di potenziare l’operazione “Strade Sicure”, chiedendo un dispiegamento massiccio di militari nelle città per “restituire sicurezza ai cittadini”. Una mossa classica del repertorio salviniano: quando i sondaggi piangono, metti una mimetica in piazza. Peccato che Guido Crosetto, titolare della Difesa e uomo che di carri armati se ne intende (per dimensioni e per mestiere), abbia risposto picche. “I militari servono per la difesa esterna e per gli scenari di crisi internazionali, non per fare i vigili urbani aggiunti”, ha tuonato il Ministro, smontando in pochi secondi la narrazione securitaria del Carroccio.

Quando la Difesa deve difenderci dalla Maggioranza

Il Paradosso: La situazione è grottesca: abbiamo un governo di destra che litiga su come essere di destra. Da una parte c’è la Lega, che vorrebbe militarizzare anche la fila per il pane pur di dare un segnale di “fermezza”; dall’altra c’è Fratelli d’Italia (tramite Crosetto) che cerca disperatamente di mantenere un briciolo di serietà istituzionale, ricordando che un soldato addestrato per il combattimento non è esattamente la figura ideale per multare chi parcheggia in doppia fila. Il paradosso è che la Difesa deve difendere l’esercito non dai nemici esterni, ma dagli alleati di governo che vorrebbero usarlo come strumento di propaganda elettorale a costo zero.

Le conseguenze: Vigili Urbani con il bazooka?

La Conseguenza: Dopo questo stop, la Lega dovrà trovare un nuovo feticcio. Probabilmente proporranno di armare i pensionati che guardano i cantieri (“Umarell Sicuri”) o di istituire la leva obbligatoria per i piccioni di Piazza San Marco, dotandoli di piccole telecamere spia. Crosetto, dal canto suo, continuerà a guardare i suoi colleghi di governo con la stessa pazienza di un elefante che osserva delle formiche impazzite, mentre i cittadini continueranno a sentirsi insicuri, ma almeno senza il rischio di essere investiti da un blindato mentre vanno a comprare le sigarette.


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