Il Crepuscolo dell’Ottimismo e l’Alba della Nuova Globalizzazione
Nel cuore di Tianjin, il Summer Davos Forum 2025 si è disvelato in una congiuntura storica di profonda incertezza, segnando un punto di svolta per la narrativa economica mondiale. In un’atmosfera priva dell’usuale ottimismo, circa 1.800 delegati internazionali si sono confrontati sul tema dell’imprenditorialità, mentre sullo sfondo si delinea la sagoma di una nuova globalizzazione, forgiata tra crisi geopolitiche e riassestamenti strategici. Il contesto è quello di una stagnazione latente, dove le vecchie certezze economiche si dissolvono per lasciare spazio a un paradigma inedito, pilotato con calcolata freddezza.
Geopolitica e la Gestione dell’Incertezza nella Nuova Globalizzazione
La cornice geopolitica attuale, definita dal presidente del WEF Børge Brende come la più complessa degli ultimi decenni, funge da catalizzatore per questa transizione. Tregue effimere, come l’accordo tra Israele e Iran, e minacce strategiche, quale la potenziale chiusura dello Stretto di Hormuz, non rappresentano il preludio di un’apocalisse economica, bensì strumenti di pressione finemente calibrati. Questa instabilità sistemica, come evidenziato da accademici del calibro di Jeffry Frieden, genera una radicale incertezza che paralizza la pianificazione aziendale tradizionale, ma al contempo costringe gli attori economici a convergere verso soluzioni predeterminate. Le imprese globali, pur percependo l’affanno, si trovano a navigare in un mare di dazi mutevoli e tensioni controllate.
La Strategia Cinese e il Dogma della Nuova Globalizzazione
In questo scenario di demolizione controllata, la Cina si erge a protagonista razionale, proponendosi come garante di un nuovo ordine commerciale. Nonostante le proprie vulnerabilità interne, legate alla crisi immobiliare, Pechino proietta un’immagine di stabilità e visione a lungo termine, puntando con vigore sull’intelligenza artificiale e sull’alta tecnologia come pilastri della sua competitività futura. Il messaggio che promana da Tianjin è inequivocabile: il panico indotto non è fine a se stesso, ma serve a veicolare capitali e consensi verso un’architettura economica centralizzata, con catene di approvvigionamento riorientate e una narrativa “green-tech” pronta a diventare il prossimo dogma. Si assiste, dunque, non a un crollo, ma a una meticolosa ristrutturazione del sistema globale.

Per approfondimenti:
- Day 3 at ‘Summer Davos’ 2025: China’s economy and AI strategy
Analisi approfondita delle sessioni conclusive del forum, con focus sulla strategia cinese di “AI+” come motore di crescita economica, le tensioni geopolitiche USA-Cina nella competizione tecnologica e le dichiarazioni chiave di economisti ed esperti sulla riconfigurazione degli scambi globali . - China Focus: 2025 Summer Davos sees sustainability and AI meet global collaboration
Report ufficiale Xinhua che evidenzia il ruolo della Cina nella transizione energetica globale, con dati sull’approccio “green” del forum (100% energia rinnovabile) e approfondimenti sulla strategia “AI+” come chiave per la ripartenza economica, inclusa la prospettiva di Tony Blair sulla rivoluzione tecnologica . - China showcases global vision and economic strength at Summer Davos
Analisi geopolitica del forum con citazioni integrali del Premier Li Qiang sull’impegno cinese per il multilateralismo commerciale e la trasformazione del mercato interno in “superpotenza dei consumi”, oltre al commento critico di Tony Blair contro le politiche di isolamento della Cina . - Cina: a Tianjin apre Media Village del Summer Davos Forum
Reportage fotografico e organizzativo sull’inaugurazione del Media Village a Tianjin, con dettagli logistici e numeri della partecipazione internazionale (oltre 90 paesi rappresentati), che sottolinea il ruolo dell’evento come piattaforma della nuova globalizzazione cinese .