La Prossimità Ineluttabile del Mondo Fortezza
Infausti presagi si addensano all’orizzonte politico, suggerendo che l’attuale assetto governativo sia prossimo al suo epilogo. Manovre occulte e pronunciamenti sibillini palesano l’imminenza di una transizione sistemica, orchestrata per preservare determinate egemonie in vista di una fase successiva. Stiamo per essere traghettati, come preconizzato da Paul Raskin, nella fase terminale di un paradigma consunto: il Mondo Fortezza. Un’era di chiusura e controllo, la cui edificazione procede a ritmo serrato, lontano dai riflettori, preannunciando una ristrutturazione autocratica del potere mascherata da necessità emergenziale.
L’Architettura Finanziaria del Mondo Fortezza
La genesi di questa nuova èra affonda le radici in una saturazione monetaria senza precedenti. L’abnorme espansione della massa monetaria globale ha esautorato il valore della valuta, gonfiando i mercati e dissanguando le finanze statali. Per erigere e sostenere il Mondo Fortezza sono state stimate necessità finanziarie colossali: quattromila miliardi annui per il Sud globale, cui si aggiungono gli ottocento miliardi all’anno indicati da Draghi per la duplice transizione europea e ulteriori capitali per il riarmo continentale. Strumenti come il MES, un tempo accantonati, vengono ora riproposti come veicoli per finanziare questa imponente riconfigurazione strategica.

Sicurezza e Sorveglianza nel Mondo Fortezza
La giustificazione securitaria funge da catalizzatore per l’imposizione del nuovo ordine. La recrudescenza di minacce, paventata da figure come Musk e corroborata da allerte di intelligence su vasta scala, fornisce il pretesto per un potenziamento capillare degli apparati di sorveglianza. L’articolo 31 del decreto Sicurezza rappresenta un tassello fondamentale in questo mosaico, ampliando le prerogative dell’intelligence e formalizzando una più stretta sinergia tra forze dell’ordine e servizi segreti. La centralità di figure come Elisabetta Belloni al DIS testimonia la consolidazione di una struttura di controllo pervasiva.
Il Preludio all’Espropriazione nel Mondo Fortezza
L’intera architettura converge verso un unico, ineludibile obiettivo: il finanziamento coatto del sistema attraverso l’appropriazione della ricchezza privata. Intese strategiche come il Trattato del Quirinale e conciliaboli riservati tra le più alte cariche dello Stato prefigurano lo scenario finale. Di fronte a un fabbisogno finanziario esorbitante, e in un contesto economico depauperato, l’unica riserva di valore aggredibile rimane quella dei cittadini. L’ipotesi di prelievi forzosi, già ventilata in passato, assume oggi i contorni di una necessità sistemica, trasformando l’apparato statale nell’antagonista diretto del suo popolo.
Per approfondimenti:
- Interrogazione sul conferimento di rifiuti pericolosi nella discarica di Villa Agnedo
Documento ufficiale che solleva preoccupazioni per il possibile smaltimento illecito di materiali contaminati (arsenico, rame, zinco, mercurio) provenienti dalla bonifica del Parco Parenzo di Brescia in una discarica non autorizzata, evidenziando carenze nei controlli e potenziali minacce ambientali . - Educare all’incertezza: tra complessità e disinformazione
Analisi filosofica sulla gestione dell’incertezza in contesti critici, distinguendo tra incertezza “profonda” (legata alla complessità dei fenomeni) e “superficiale” (dovuta a disinformazione), con esempi concreti su come la mancanza di trasparenza generi confusione sociale . - Il caos organizzato come strategia politica
Reportage sulle proteste milanesi del 2010, dove l’organizzazione non lineare degli studenti (“caos organizzato”) e le reazioni istituzionali illustrano meccanismi di controllo sociale, strumentalizzazione del disordine e logiche di potere in contesti di turbolenza .