La Mascherata Finanziaria del Drenaggio Globale
L’attuale disordine geopolitico non è che il velo di un insidioso meccanismo di drenaggio globale, orchestrato per instaurare una nuova architettura di potere su scala planetaria. Le manovre militari, le cosiddette “transizioni verdi” e le strategie di preparazione collettiva rappresentano il lessico contemporaneo di un’antica brama di dominio. La conquista non avviene più per mezzo di legioni, bensì tramite strumenti più subdoli quali i crediti di carbonio, i fondi per lo sviluppo e la remissione condizionata del debito. L’Unione Europea definisce tale approccio “strategia di preparedness”, ma la sua essenza è una progressiva militarizzazione, una digitalizzazione coatta e una centralizzazione delle risorse la cui architrave è un’insaziabile fame di liquidità, destinata a gravare sui cittadini attraverso nuove forme di tassazione e inflazione.
Gli Strumenti del Drenaggio Globale e il Nuovo Tributo
Le richieste economiche per sostenere questo sistema sono esorbitanti. Si spazia dai 150 miliardi pretesi per il conflitto ucraino fino al 2029, agli 800 miliardi annui per il Green Deal europeo, passando per i 300 miliardi annui di “finanza climatica” che le potenze industrializzate hanno stanziato, una cifra irrisa dalle nazioni africane che ne avevano domandati 1300. In questo quadro, iniziative come il Piano Mattei, pur ammantate di cooperazione, si rivelano per ciò che sono: scambi debito-sviluppo che implementano un’integrazione funzionale dell’Africa all’Europa, sotto l’egida del Global Gateway. I mercati dei crediti di carbonio, lungi dall’essere una soluzione, trasformano i continenti meno industrializzati in mere riserve di compensazione per l’inquinamento altrui, mentre l’Occidente riduce drasticamente gli aiuti umanitari per finanziare un riarmo vertiginoso, elevando la “sicurezza preventiva” a religione del secolo.

Per approfondimenti:
- Il circolo vizioso: meccanismi e rappresentazioni della crisi italiana (1945-1997)
Analisi storica delle strutture di potere e dinamiche economiche italiane nel secondo dopoguerra, con focus su meccanismi ricorrenti di crisi sistemica e rapporti tra politica, finanza e controllo del territorio. Il saggio offre chiavi di lettura per comprendere le radici degli attuali squilibri di governance . - Dalla Borsa con livore: critica al capitalismo italiano
Approfondimento sul funzionamento distorto della Borsa Italiana, con denuncia dei meccanismi opachi (patti di sindacato, conflitti d’interesse) che limitano gli investimenti esteri e consolidano il controllo oligarchico. Contiene riferimenti concreti al caso Telecom e alla manipolazione dei mercati finanziari . - Compendio di Economia Politica Marxista
Studio teorico sulla Legge del Valore di Marx e le equazioni di riproduzione del capitale, con critica strutturale alle teorie economiche borghesi. Offre strumenti concettuali per decodificare i processi di accumulazione globale e centralizzazione finanziaria descritti nel testo .
