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giovedì, 5 Febbraio 2026

Shutdown USA: il trionfo della paralisi

A mezzanotte in punto, come in una favola al contrario, la carrozza dell’amministrazione americana si è trasformata in una zucca. Gli Stati Uniti sono ufficialmente in shutdown USA, un termine anglofono elegante per dire che la baracca ha chiuso per manifesta incapacità dei suoi gestori di mettersi d’accordo. È un evento che non si verificava da sette anni, un’era geologica in politica, e che oggi ci viene servito come il piatto forte di un menù avariato.

Lo Spettacolo Essenziale dello Scaricabarile

Mentre centinaia di migliaia di dipendenti federali si preparano a riscoprire le gioie della disoccupazione forzata, i nostri eroi a Capitol Hill hanno già avviato l’unico servizio pubblico che non conosce interruzioni: il gioco delle colpe. I Democratici, secondo la Casa Bianca, starebbero “punendo i propri elettori per combattere in favore degli immigrati clandestini”. Un’accusa così sottile e argomentata che quasi ci si dimentica che il punto del contendere è, banalmente, la legge di bilancio.

Il presidente Trump, dal canto suo, assicura che loro, i Repubblicani, non vogliono chiudere un bel niente. È l’opposizione a volere il buio, il caos, la fine della civiltà. È una dinamica affascinante, un balletto di accuse reciproche così ben coreografato da sembrare quasi sincero. Se non fosse che lo stesso copione, a parti invertite, andò in scena durante l’amministrazione Obama nel 2013. La politica, a quanto pare, ha più repliche di una soap opera.

Il Bilancio dello Stato: un Dettaglio Trascurabile

In questo grande teatro dell’assurdo, la vera vittima non è il politico di turno che dovrà rispondere del disastro, ma il concetto stesso di normalità. Parchi nazionali chiusi, visti bloccati, servizi sospesi. Il governo federale interrompe tutto ciò che non è considerato “essenziale”, come l’esercito o il pagamento delle pensioni. Evidentemente, la sanità per i cittadini non rientra in questa categoria, a differenza della propaganda, che viaggia a pieno regime sul sito della Casa Bianca con un bel contatore che cronometra lo “Shutdown dei Democratici”.

L’ironia più grande è che questo shutdown USA non è un fallimento del sistema, ma il suo più perfetto e riuscito prodotto. È la dimostrazione plastica che la politica contemporanea non è più l’arte del governo, ma quella della paralisi strategica. L’obiettivo non è trovare una soluzione, ma assicurarsi che l’avversario paghi il prezzo più alto agli occhi dell’opinione pubblica. Una strategia che, come ben sappiamo, ha sempre un costo altissimo, pagato da tutti tranne che dai responsabili.

Un Futuro Indefinito, come la Data di Riapertura

E ora? Ora si attende. Lo shutdown, per sua natura, ha una durata indefinita: continua finché il Congresso non partorisce un accordo. Potrebbero volerci giorni, o settimane. L’ultimo blocco record durò 35 giorni, giusto per darci un’idea della tenacia con cui i nostri leader sanno difendere le proprie posizioni (e le nostre tasche). Nel frattempo, i cittadini americani possono consolarsi guardando lo spettacolo. In fondo queste crisi sono diventate un elemento strutturale del sistema politico USA. Non è un bug, è una feature. E noi, da questa parte dell’oceano, guardiamo affascinati, sperando che la moda non contagi anche i nostri, già di per sé, talentuosi interpreti.

Per approfondimenti:

  1. CNBC: Government Shutdown Live Updates
    Aggiornamenti in tempo reale sullo shutdown, con analisi dell’impatto sui lavoratori, sui mercati finanziari e sui principali report economici, insieme al dibattito politico che ha causato l’impasse.
  2. BBC: Why the US government has shut down and what happens now
    Spiegazione chiara delle cause, delle conseguenze e del funzionamento di uno shutdown, con un’analisi delle possibili evoluzioni e del differente approccio dell’amministrazione Trump.
  3. The Guardian: US government shuts down after Democrats refuse to back Republican funding plan
    Approfondimento sul confronto politico, con i dettagli delle votazioni al Senato e le posizioni delle diverse fazioni all’interno del Partito Democratico.

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