Benvenuti alla Rassegna Stampa Satirica 03 Dicembre 2025 de “Il Caffè Corretto”. Oggi l’Italia si risveglia con un mix letale di ritorni vintage, proiezioni futuristiche e dichiarazioni politiche che sfidano le leggi della fisica. Abbiamo analizzato 15 notizie per voi, perché soffrire da soli è triste, ma soffrire informati è civico.
La Rassegna Stampa Satirica 03 Dicembre 2025
POLITICA INTERNA
1. Dl Sicurezza Salvo: La Burocrazia Vince Sempre
La Consulta ha respinto il ricorso contro il Dl Sicurezza dichiarandolo inammissibile. È una vittoria schiacciante per quella vecchia volpe della burocrazia italiana, che ancora una volta dimostra come la forma sia infinitamente più importante della sostanza. Non importa se una legge restringe le libertà personali, se vieta di respirare dispari nei giorni pari o se reintroduce la gogna in piazza per chi parcheggia in doppia fila; ciò che conta davvero è se il ricorso è stato presentato con il bollo giusto e l’interlinea corretta. Se sbagli il modulo, la democrazia può attendere.
Questa sentenza ci insegna una lezione preziosa: in Italia non serve avere ragione, serve avere un avvocato che sappia usare Word meglio degli altri. Il messaggio ai cittadini è chiaro: potete protestare quanto volete, ma se non rispettate i cavilli procedurali, le vostre lamentele finiranno nel grande tritacarte della Corte Costituzionale. È il trionfo del “le faremo sapere”, elevato a principio giuridico supremo.
Fonte: Adnkronos
2. Elly Schlein: Il Perno che Gira a Vuoto
La segretaria del Partito Democratico ha avuto un’epifania geometrica e ha dichiarato ufficialmente che il PD è il “perno” dell’alleanza di centrosinistra. Una metafora meccanica affascinante, se non fosse che un perno, per definizione, sta fermo mentre tutto il resto gli gira intorno. E vedendo come gli alleati (da Calenda a Conte, passando per le schegge impazzite della sinistra radicale) tendano a scappare in ogni direzione possibile appena si parla di coalizione, forse Elly ha ragione: lei è lì, immobile, granitica nelle sue certezze, mentre il resto del campo largo centrifuga nel vuoto cosmico. Resta da capire se sia un perno portante o uno di quelli che avanzano quando monti un mobile IKEA e non sai dove metterli.
La dichiarazione ha scatenato l’ilarità generale, ma va apprezzata la coerenza di fondo: in un mondo politico fluido e liquido, rivendicare la staticità è quasi un atto rivoluzionario. O un atto di fede. Schlein continua a costruire ponti immaginari verso alleati che hanno già preso il traghetto per un’altra isola, convinta che basti definirsi “centrali” per non essere marginali. È la politica del pensiero magico: se lo dico abbastanza forte, diventerà vero. O almeno, diventerà un meme.
Fonte: SkyTG24
3. Emma Bonino: L’Highlander Radicale
Emma Bonino è stata ricoverata in terapia intensiva a Roma dopo un malore, ma le fonti dicono che è “vigile”. Conoscendo la tempra dell’Highlander dei diritti civili, “vigile” è un eufemismo: probabilmente sta già riorganizzando i turni degli infermieri, contestando la qualità del vitto ospedaliero e raccogliendo le firme per un referendum abrogativo contro le flebo troppo lente. Non c’è malore che tenga di fronte alla determinazione radicale; per Emma, la terapia intensiva è solo un altro luogo dove fare politica, magari un po’ più scomodo del Senato ma decisamente più efficiente.
Mentre l’Italia politica trattiene il fiato, c’è quasi la certezza che ne uscirà più forte di prima, pronta a bacchettare chiunque abbia osato pensare che fosse finita. La sua resilienza è tale che probabilmente sta usando il monitor dei parametri vitali per seguire le agenzie stampa e dettare comunicati. Forza Emma, che c’è ancora un sacco di gente da far arrabbiare là fuori.
Fonte: Adnkronos
POLITICA ESTERA
4. Erasmus in Gattabuia per Federica Mogherini
Dalle stelle alle stalle, o meglio, dai palazzi di vetro di Bruxelles alle stazioni di polizia belghe. L’ex Alto Rappresentante UE Federica Mogherini è stata fermata nell’ambito di un’inchiesta sui fondi europei. Si sospetta la violazione delle regole. Un brutto colpo per l’immagine della diplomazia continentale, che passa dal negoziare trattati di pace al negoziare con l’avvocato d’ufficio nel giro di una mattinata. È la parabola discendente perfetta per chi ha vissuto nell’Olimpo della burocrazia europea, convinta di essere intoccabile.
Certo, è solo un fermo e vale la presunzione di innocenza, ma l’ironia della sorte è tagliente: anni passati a spiegare al mondo come comportarsi secondo i “valori europei”, per poi finire a dover spiegare agli inquirenti come sono stati spesi i “soldi europei”. È proprio vero che l’Erasmus ti cambia la vita, ma a volte te la complica parecchio. Magari scriverà un saggio su come riformare la giustizia belga dall’interno della cella.
Fonte: TgCom24
5. UE e Rimpatri: La Diplomazia del Manganello Economico
L’Unione Europea ha deciso di togliere i guanti di velluto e indossare il tirapugni: Bruxelles minaccia di sospendere le agevolazioni commerciali ai Paesi terzi che non collaborano sui rimpatri dei migranti. Il messaggio è sottile come un elefante in cristalleria: “O vi riprendete i vostri cittadini, o vi tenete anche le vostre merci invendute”. È un approccio diplomatico raffinatissimo, che ricorda molto i metodi di riscossione crediti della malavita organizzata, ma con più bandiere blu e stelle dorate.
Questa mossa svela il vero volto della solidarietà internazionale: tutto è negoziabile, soprattutto gli esseri umani. Se non puoi convincerli con la politica, colpiscili nel portafogli. È il trionfo del pragmatismo cinico: i diritti umani sono importanti, ma l’export lo è di più. Prepariamoci a vedere leader mondiali che improvvisamente “scoprono” la voglia di collaborare, non per umanità, ma per evitare dazi doganali.
Fonte: Eunews
6. La BCE Frena su Kiev: Niente Soldi a Rischio
La Banca Centrale Europea ha tirato il freno a mano sul prestito all’Ucraina garantito dagli asset russi congelati. A Francoforte qualcuno ha guardato i bilanci e ha detto: “Solidarietà sì, ma col portafogli degli altri magari no”. La motivazione ufficiale è tecnica, ma la traduzione politica è brutale: la guerra va bene finché non mette a rischio la stabilità dell’euro. È la fine della luna di miele finanziaria; ora si contano i centesimi e si valutano i rischi di credito come se si trattasse di un mutuo per un bilocale in periferia.
Questa decisione getta un’ombra gelida sulle promesse di supporto “fino alla fine”. Sembra che “fino alla fine” significhi “finché i tassi di interesse lo permettono”. Zelensky dovrà farsene una ragione: contro i carri armati russi si può combattere, ma contro i revisori dei conti della BCE non c’è HIMARS che tenga.
Fonte: Eunews
CRONACA
7. Totò Vasa-Vasa is Back: Arresti Vintage
In Sicilia vige la teoria dell’eterno ritorno dell’uguale. Totò Cuffaro, l’uomo che sussurrava ai cannoli, è di nuovo ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti. È quasi rassicurante, in un mondo che cambia troppo in fretta, sapere che certe tradizioni restano immutate. Cuffaro è come il Natale: sai che prima o poi arriva, porta doni (o appalti) e finisce con i parenti che litigano (o con la Guardia di Finanza che suona al citofono). La sua resilienza alle inchieste è leggendaria.
La sua capacità di risorgere politicamente e giudiziariamente è degna di uno studio antropologico. Non importa quante condanne sconti, Totò trova sempre il modo di tornare in auge, dimostrando che in Italia la memoria storica è corta, ma la fedina penale è lunghissima. È il simbolo vivente di un sistema che non muore mai, si limita a cambiare avvocato difensore.
Fonte: SkyTG24
8. Gioia Tauro: La Riforma Fiscale Fai-da-Te
A Gioia Tauro, un cittadino ha deciso di semplificare drasticamente la burocrazia fiscale appiccando il fuoco all’ufficio tributi del Comune. Non approviamo il metodo, per carità, ma chi non ha mai sognato, davanti a una cartella esattoriale incomprensibile, di trasformarsi in Nerone per cinque minuti? È un gesto estremo di critica sociale, una performance art involontaria che grida al mondo il dolore di chi non riesce più a distinguere tra imponibile e imposta netta.
Ovviamente l’uomo è stato fermato, ma il suo gesto rimarrà negli annali come il tentativo più radicale di “digitalizzazione” della Pubblica Amministrazione: trasformare la carta in cenere e il debito in fumo. Purtroppo per lui, il fisco ha la memoria lunga e i server in cloud, quindi le tasse torneranno, probabilmente con una mora per “danneggiamento caloroso”.
Fonte: SkyTG24
9. Trieste: Capitale del Lusso Immaginario
Maxi operazione nel porto di Trieste: sequestrati 300mila articoli contraffatti di lusso. Borse, orologi, vestiti firmati. Un duro colpo per l’economia sommersa degli influencer che devono fingere di essere ricchi a Dubai ma hanno il budget per la bancarella del mercato rionale. È una tragedia per l’apparenza: migliaia di persone dovranno ora ammettere che quella borsa di Vuitton non l’hanno comprata in boutique, ma l’hanno ordinata su un sito cinese che prometteva “qualità originale 1:1”.
Questo sequestro ci ricorda che viviamo in un mondo di cartapesta, dove il logo conta più della sostanza. Ma c’è un lato positivo: almeno per qualche mese, su Instagram vedremo un po’ meno ostentazione cafona. O forse no, perché l’arte di fingere è l’unica risorsa inesauribile del nostro Paese.
Fonte: TgCom24
FINANZA ED ECONOMIA
10. Lavorano Tutti, Ma Nessuno Arriva a Fine Mese
Giorgia Meloni esulta: l’Istat certifica un tasso di occupazione record al 62,7%. Un dato straordinario, che ci dice una cosa semplice: gli italiani lavorano come matti. Il problema è che, nonostante questo stacanovismo di massa, i conti non tornano. Lavoriamo tutti, ma il potere d’acquisto è fermo al 1995. Probabilmente il restante 37,3% della popolazione è composto da gente che ha capito tutto e si fa mantenere, o da stagisti non retribuiti che tecnicamente “lavorano” ma praticamente fanno volontariato coatto per aziende miliardarie.
È il paradosso del miracolo economico moderno: grafici che salgono, stipendi che scendono e l’esultanza governativa che suona come l’orchestra sul Titanic. Siamo un popolo di occupati poveri, che timbrano il cartellino e poi vanno alla Caritas. Ma ehi, almeno siamo occupati, e questo basta per fare un bel tweet trionfale.
Fonte: TgCom24
11. Piazza Affari Ride: La Guerra Paga Bene
Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,27%, trainata dal comparto difesa. È bello sapere che la nostra prosperità finanziaria dipende direttamente dal fatto che il resto del mondo si sta armando fino ai denti. Mentre i pacifisti sventolano bandiere arcobaleno, gli investitori stappano champagne guardando le quotazioni di chi produce missili e carri armati. È il cinismo del mercato: la pace è bella, ma la guerra fattura decisamente meglio.
Investire nell’industria bellica è diventato il nuovo “rifugio sicuro”, più dell’oro o del mattone. Se scoppia la pace mondiale, il MIB crolla; quindi, per il bene dei nostri fondi pensione, tocca sperare che la tensione geopolitica resti alta. Un brindisi al complesso militare-industriale, vero motore del Pil.
Fonte: Teleborsa
12. Treni Avelia: Veloci, Belli e (Speriamo) Puntuali
OMER ha vinto una maxi commessa per le carenature dei treni Avelia. Si parla di treni bellissimi, aerodinamici, futuristici, degni di un film di fantascienza. Sarà un piacere ammirare queste meraviglie del design industriale mentre saremo fermi in galleria per tre ore a causa di un “guasto tecnico agli impianti di circolazione”. L’estetica prima di tutto: arriveremo in ritardo, suderemo perché l’aria condizionata si è rotta, ma lo faremo a bordo di un mezzo che, da fuori, sembra un razzo spaziale.
È la metafora perfetta delle infrastrutture italiane: un guscio scintillante che nasconde una rete vecchia di cinquant’anni. Ma non lamentiamoci, almeno potremo fare dei selfie pazzeschi con la carenatura nuova fiammante mentre aspettiamo il bus sostitutivo.
Fonte: Teleborsa
ARTE, CULTURA E SPETTACOLO
13. Sfera Ebbasta Prenota il 2026
Sfera Ebbasta ha annunciato il suo concerto a San Siro per il 2026. Manca poco all’anno nuovo, ma l’annuncio suona profetico. In un’epoca in cui non sappiamo cosa mangeremo stasera a cena, lui pianifica la sua carriera a lungo termine con la sicurezza di un fondo pensione. Forse teme che l’autotune venga presto dichiarato illegale o tassato come bene di lusso, e vuole assicurarsi l’incasso prima della fine del mondo. O forse vuole solo battere il record di prevendita più lunga della storia.
O forse è solo un segnale di speranza: se Sfera crede che nel 2026 ci sarà ancora un mondo, uno stadio e un pubblico disposto a pagarlo, allora forse c’è speranza per tutti noi. Prepariamoci ad un anno di hype martellante, sperando che nel frattempo non passi di moda la trap e non torni di moda, che so, il liscio romagnolo.
Fonte: TgCom24
14. Marracash Sold Out: La Fame di Rime
Il tour negli stadi di Marracash è andato sold out in tempi record. La gente si è messa in coda virtuale per ore, combattendo contro server intasati e bot russi, pur di accaparrarsi un biglietto. Questo dimostra che gli italiani hanno un disperato bisogno di poesia urbana, o forse hanno solo bisogno di un posto dove urlare la loro frustrazione per non pensare alle bollette. Il rap è diventata la nuova religione di massa, e Marra è il suo profeta indiscusso.
È interessante notare come la crisi economica scompaia magicamente quando aprono le prevendite dei concerti. Non abbiamo i soldi per la spesa, ma per il King del Rap si rompe il salvadanaio. Priorità, signori, priorità.
Fonte: TgCom24
15. Milano Cortina 2026: Vetrine Scintillanti, Neve Assente
La Rinascente ha svelato le vetrine dedicate ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Tutto è bellissimo, tutto luccica, tutto profuma di lusso e sportività. Manca solo un piccolo dettaglio insignificante: la neve. Ma non preoccupatevi, con quello che costerà sciare e soggiornare a Cortina, la neve ve la porteranno direttamente in vetrina, fatta di cristalli Swarovski e lacrime di contribuenti. È l’Olimpiade dell’immagine: non importa se le piste non sono pronte o se i costi sono lievitati, l’importante è che la vetrina in centro a Milano sia instagrammabile.
Queste vetrine sono il simbolo di come stiamo affrontando l’evento: tanta apparenza, molto marketing e la speranza che, alla fine, nevichi davvero. Altrimenti, ci toccherà fare lo slalom tra i manichini della Rinascente.
Fonte: SkyTG24
