Dalla loggia centrale della Nazione, annunciamo al popolo festante: Habemus Numerum Unum! Jannik Sinner ha vinto il Masters 1000 di Parigi, è tornato in cima al mondo e, cosa più importante, ha reso superflua l’esistenza dello Stato italiano. Con un solo rovescio lungolinea, ha risolto decenni di malgoverno, crisi economiche e divisioni sociali. I ministeri possono chiudere, il Parlamento può andare in vacanza permanente. D’ora in poi, per qualsiasi problema, dalla buca nella strada alla riforma delle pensioni, basterà chiedere: “Cosa farebbe Jannik?”. La risposta sarà sempre un dritto vincente a 200 km/h.
Il Miracolo Economico: lo Spread Annientato a Rovesciate
L’impatto della vittoria è stato immediato e miracoloso. Nel preciso istante in cui la palla di Félix Auger-Aliassime si è spenta in rete, l’agenzia Moody’s ha elevato il rating dell’Italia a “AAA+++ (Aggiungere Lode)”, lo spread BTP-Bund si è trasformato in un numero negativo e il debito pubblico si è spontaneamente auto-estinto per la vergogna. Gli economisti, in lacrime, hanno stracciato i loro modelli previsionali. La crescita non è trainata dagli investimenti o dalle riforme, ma dalla percentuale di prime di servizio di un ragazzo di 24 anni. È la nascita di una nuova scuola di pensiero: la “Sinner-economics”, basata su un unico, semplice principio: se vince lui, vinciamo tutti. Letteralmente.
La Canonizzazione di San Jannik da San Candido
Questo evento non è che l’ultimo passo nel processo di canonizzazione di una figura già venerata. La sua agiografia è perfetta: le umili origini a San Candido, la scelta ascetica di abbandonare lo sci per il tennis, la dedizione monastica al lavoro. Anche le prove non sono mancate. La recente controversia sul doping, cavalcata da demoni tentatori come Nick Kyrgios e da certa stampa estera, non è stata una macchia, ma la “prova del fuoco” da cui è uscito più puro e forte, un martire immolato sull’altare dell’invidia internazionale. La riconquista del numero 1, strappato al suo arcirivale Alcaraz, è la prova definitiva del suo mandato divino. Non è un atleta, è un predestinato. Un santo con il borsone da tennis.
Oppio dei Popoli 2.0
La verità, ovviamente, è che San Jannik è il più potente e raffinato strumento di distrazione di massa mai concepito. È l’eroe perfetto per un Paese che ha un disperato bisogno di non guardarsi allo specchio. Mentre l’intera nazione è in preda a un’estasi collettiva per una partita di tennis, le infrastrutture continuano a crollare, la politica rimane un circo e il futuro è più incerto che mai. Ma a chi importa? Ha vinto Sinner. La sua vittoria non è una soluzione, è un anestetico. Un oppio dei popoli 2.0, somministrato non da un regime, ma volontariamente auto-iniettato da 60 milioni di persone che preferiscono l’euforia di un tie-break alla fatica di affrontare la realtà. E in questo, forse, sta il suo vero, unico, innegabile miracolo.
Fonte della notizia reale che ha ispirato questa correzione:
“Sinner claws closer to Alcaraz in Big Titles chase with Paris triumph” – ATP Tour
PER APPROFONDIMENTI
Tuttosport: Un esempio perfetto di come la stampa italiana costruisce la narrazione del campione contro i “nemici” esterni.
Sito del Governo: L’investitura ufficiale da parte delle istituzioni, che certifica come un successo sportivo diventi un affare di Stato.
Intervista a Sinner: Ascoltate direttamente la voce del “Santo”, che con la sua normalità rende ancora più evidente l’assurdità della narrazione che gli viene costruita attorno.
