Una Notizia Inaspettata Come l’Alba di Domani
In un colpo di scena che ha lasciato il mondo della musica esattamente come prima, i Pooh hanno annunciato un nuovo tour per celebrare i loro 60 anni di carriera. Sì, avete letto bene: 60. Un traguardo che li proietta direttamente dall’olimpo della musica italiana a quello della paleontologia. L’annuncio, “Non pensavamo di arrivare fino a qui”, è carico di un’umiltà che si scontra con la scientifica certezza che i tour dei Pooh sono un evento ciclico e ineluttabile, come le stagioni o le tasse. La notizia ha generato un’ondata di… beh, di consapevolezza che il 2026 avrà una colonna sonora ben precisa.
“Non Diremo Più che è l’Ultimo Tour”: La Clausola Fantozzi
La parte più esilarante della conferenza stampa è stata la dichiarazione solenne: “Non diremo più, ce ne guardiamo bene, ‘questo è il nostro ultimo tour'”. È un’ammissione di colpa che arriva con circa tre “ultimi tour” di ritardo. È come se un politico promettesse di non fare più promesse. La band ha capito che la loro carriera non è una linea retta, ma un cerchio. Un loop temporale in cui ogni addio è solo il preludio di un nuovo, trionfale ritorno. Il pubblico, dal canto suo, ha imparato a interpretare i loro “addii” con la stessa serietà con cui si legge l’oroscopo sul giornale: un simpatico passatempo senza alcuna attinenza con la realtà.
Un Tour di Ringraziamento (per la Vostra Inesauribile Pazienza)
La band definisce questo nuovo ciclo di concerti un “tour di ringraziamento” per l’affetto del pubblico. Ed è giusto. Bisogna ringraziare generazioni di fan che hanno comprato biglietti per “l’ultima occasione irripetibile” più volte di quante abbiano cambiato l’olio alla macchina. Un pubblico la cui fedeltà è seconda solo a quella dei testimoni di Geova. Con una scaletta di 40 pezzi a sera, scelti da un repertorio di oltre 400 canzoni, i Pooh promettono di raccontare la loro storia. Una storia così lunga che, per raccontarla tutta, il tour dovrebbe durare fino al loro settantesimo anniversario, giusto in tempo per annunciare il prossimo “ultimo” tour.
I Pooh: Un Patrimonio dell’Umanità (e della SIAE)
Sessant’anni di carriera sono un’impresa monumentale. I Pooh non sono più solo una band, sono un’istituzione, un elemento fisso del paesaggio culturale italiano, come il Colosseo o la coda in autostrada a Ferragosto. Hanno attraversato decenni, governi, mode e pandemie, rimanendo sempre uguali a se stessi. E forse è questo il segreto della loro longevità: sono rassicuranti. Sai che, qualunque cosa accada nel mondo, da qualche parte ci saranno sempre Roby, Dodi e Red pronti a salire su un palco per cantare “Uomini soli”. E, onestamente, in un mondo così incerto, forse non è una cosa così terribile.
Fonte della notizia reale che ha ispirato questa correzione: “I Pooh festeggiano 60 anni di carriera con un nuovo tour: “Non pensavamo di arrivare fino a qui”“.
PER APPROFONDIMENTI
- Rockol: Per leggere la notizia con il tono serio che, francamente, non merita.
- Friends & Partners: Il comunicato ufficiale dell’organizzatore, un capolavoro di marketing che vende l’inevitabile come se fosse un evento eccezionale.
- Wikipedia: Una lista quasi infinita dei loro tour passati, utile per rendersi conto che “l’ultimo tour” è un concetto filosofico, non un dato di fatto.
