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venerdì, 20 Febbraio 2026

Mattarella CSM: lo straordinario intervento contro le risse di Nordio

L’ira di Sergio Mattarella nel plenum del CSM è scoppiata

La Stoccata di VelAliter:
“Quando uomini di Stato in giacca e cravatta non riescono a non tirarsi i capelli, l’unica soluzione costituzionale è chiamare il papà di tutti col righello di legno.”

È una di quelle giornate in cui le istituzioni decidono di regalarci uno spettacolo che oscilla tra il dramma shakespeariano e la commedia all’italiana degli anni ’70. La pazienza del Quirinale ha un limite, e a quanto pare è stato ampiamente superato. L’intervento di Sergio Mattarella davanti ai giudici del CSM è stato un fulmine a ciel sereno per chi sperava di continuare a litigare impunemente a favore di telecamera. Il Capo dello Stato, armato di una flemma che nascondeva a malapena un fastidio cosmico, ha deciso di scendere in campo per ricordare al Ministro Nordio e alle toghe che, teoricamente, sarebbero tutti adulti pagati per far funzionare il Paese, non per fare le ripicche.

Ascolta o guarda l’episodio:


Il Fatto: La carrambata istituzionale

Nessuno se lo aspettava, o forse tutti facevano finta di non temere il momento. Il Presidente della Repubblica ha presieduto a sorpresa il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, lanciando un monito pesantissimo e inequivocabile al Guardasigilli Carlo Nordio: “Rispetto tra le istituzioni”. Le parole, scandite con la consueta lentezza quirinalizia, sono risuonate nell’aula come schiaffi pedagogici. Da mesi assistiamo a un braccio di ferro estenuante tra il Ministero della Giustizia, deciso a riformare a colpi di machete, e una magistratura che non accetta intromissioni. La situazione era degenerata in un chiacchiericcio da cortile, costringendo il Colle a un intervento diretto, un po’ come un arbitro che deve fischiare la fine della ricreazione perché i bambini stanno rompendo i vetri della scuola.

Il Paradosso: Ministri all’asilo nido

Ciò che rende questa vicenda squisitamente grottesca non è tanto l’intervento in sé, previsto dalle prerogative presidenziali, ma la disarmante necessità che si è venuta a creare. Parliamo di alte cariche dello Stato, giuristi consumati, politici con decenni di esperienza, che si comportano come adolescenti in piena crisi ormonale che si rubano la merendina sui social. Il fatto che debba intervenire Mattarella fisicamente per ricordare il principio cardine della separazione e del rispetto dei poteri è l’ammissione certificata di un fallimento politico e umano. È la certificazione che la classe dirigente, se lasciata sola nella stanza dei bottoni, finisce per usare i bottoni per lanciarseli addosso.

La Conseguenza: Sequestro dei cellulari in Cdm

Se la parabola discendente dei rapporti istituzionali prosegue con questo ritmo incalzante, dovremo prepararci a scenari ben più drastici. Mattarella non potrà limitarsi a fare capolino: si troverà costretto a presenziare ai Consigli dei Ministri per sequestrare preventivamente i cellulari prima che inizino i lavori, per evitare tweet compulsivi e ritorsioni via stampa. Verranno introdotte sanzioni disciplinari stile scuola media: Nordio dovrà scrivere cento volte sulla lavagna “Rispetterò l’autonomia dei giudici”, mentre i magistrati dovranno fare esercizi di yoga per trattenere le sentenze a orologeria. Il Quirinale si trasformerà ufficialmente in un doposcuola punitivo per politici indisciplinati.


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