L’Inesorabile Ascesa della Sorveglianza Biometrica Globale
La sorveglianza biometrica si palesa ormai come il fulcro di una nuova architettura del potere globale, un meccanismo sofisticato che trascende la mera tutela sanitaria per addentrarsi in territori di controllo capillare. L’ambivalenza di figure come Robert F. Kennedy Jr. ne è un sintomo preclaro: da un lato, una veemente filippica contro l’opacità di GAVI e OMS; dall’altro, la proposizione di un programma di biosorveglianza nazionale che suona come un’eco diretta delle agende del World Economic Forum. Questo progetto, battezzato “Make America Healthy Again”, prospetta un futuro in cui dispositivi indossabili monitorano costantemente i parametri vitali dei cittadini, segnando la transizione definitiva dall’Internet delle Cose all’inquietante Internet dei Corpi.
Il Disegno Geopolitico dietro la Sorveglianza Biometrica
Il piano delineato al cospetto del Congresso statunitense non è un’elucubrazione futuristica, bensì la pedissequa applicazione di tecnologie già esistenti e promosse in consessi internazionali. Sensori autonomi, trasmissione wireless ininterrotta di dati corporei e analisi predittive algoritmiche costituiscono l’ossatura di questa infrastruttura. Il pretesto è la prevenzione e la salute pubblica; la sostanza, un’architettura di supervisione perenne, celata sotto le mentite spoglie del benessere. Le implicazioni sono profonde e potenzialmente lesive delle libertà individuali: l’accesso a mutui, polizze assicurative o persino a un impiego potrebbe un domani dipendere da valutazioni biometriche imperscrutabili e automatizzate.
La Posizione Italiana e il Sostegno alla Sorveglianza Biometrica
Mentre gli Stati Uniti, sotto l’egida di Kennedy o di un redivivo Trump, minacciano di recidere i legami finanziari con organizzazioni come l’OMS e GAVI, l’Italia adotta una postura diametralmente opposta. Con un’erogazione record di 250 milioni di euro destinati a Gavi per il quinquennio 2026-2030, Roma si candida a diventare un pilastro di quel sistema. La narrativa umanitaria, incentrata sulla protezione di milioni di bambini tramite l’immunizzazione, non riesce a occultare il consolidamento del potere di entità private e sovranazionali nella governance sanitaria. Il ritiro statunitense crea un vuoto che viene prontamente colmato da attori come la Bill & Melinda Gates Foundation e la stessa GAVI, i quali acquisiscono un’influenza smisurata, svincolata da controlli democratici. In questo scacchiere, l’Italia agisce da solerte finanziatore, avallando un paradigma in cui pubblico e privato si fondono in un partenariato i cui profitti sono appannaggio di pochi e i rischi interamente collettivizzati.

Per approfondimenti:
- RFK Jr. accuses Gavi of ignoring vaccine safety as US donates
L’articolo dettaglia il discorso di Kennedy al vertice Gavi di Bruxelles, dove ha annunciato il blocco dei finanziamenti statunitensi all’alleanza vaccinale, accusandola di negligenza sulla sicurezza dei vaccini e censura durante la pandemia. Include la replica ufficiale di Gavi sulla rigorosità dei suoi protocolli scientifici . - The Make America Healthy Again Report (White House Video)
La dichiarazione ufficiale della Casa Bianca sul progetto “MAHA”, con l’intervento di Kennedy che annuncia un nuovo approccio alla salute pubblica basato su prevenzione e tecnologia. Il video sintetizza la visione del programma, sebbene senza approfondire i dispositivi biometrici citati dall’utente . - Kennedy’s ‘MAHA’ report targets vaccines, food supply and prescription drugs
Un’analisi critica del rapporto MAHA, con interviste a esperti che ne contestano le basi scientifiche. Spiega come il documento colleghi malattie croniche a vaccini, pesticidi e cibo industriale, sollevando preoccupazioni nella comunità medica per le sue implicazioni sulle politiche vaccinali . - Kennedy will Überwachungsuhr für jeden Amerikaner
Articolo in tedesco che approfondisce il controverso piano di sorveglianza biomedica del governo USA: smartwatch e braccialetti per monitorare parametri vitali dei cittadini, con dati trasmessi a piattaforme centralizzate. Evidenzia i rischi per la privacy e possibili discriminazioni assicurative/lavorative.
