⛈️ Maltempo e Crolli: l’Italia si sgretola (come sempre)
Il Fatto: Mentre la Calabria finisce sott’acqua per l’ennesima alluvione “eccezionale” (che capita due volte l’anno), a Roma crolla un muro storico e si grida all’emergenza. Le autorità chiedono lo stato di calamità, i cittadini chiedono barche a remi e caschi protettivi. È il solito bollettino di guerra di un Paese che si stupisce se piove d’inverno e se le cose vecchie cadono quando non vengono manutenute.
Il Paradosso: A Roma, il crollo di un muro fa notizia, ma il vero miracolo è che il resto della città stia ancora in piedi. La Capitale si regge su un delicato equilibrio di sanpietrini instabili, liane di edera e speranza divina. Ogni volta che cadono tre gocce d’acqua, scatta l’allarme nazionale, come se la pioggia fosse un’invenzione moderna e imprevedibile, tipo l’intelligenza artificiale o il bon ton sui social.
La Conseguenza: Verrà istituito un nuovo Ministero per la Gestione delle Pozzanghere e dei Calcinacci. Ai romani verranno forniti elmetti da cantiere obbligatori per passeggiare in centro, e in Calabria le case verranno costruite direttamente su palafitte, trasformando la regione in una gigantesca Venezia del Sud, ma con più ‘nduja e meno gondole.
