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Maxi-segreteria Giusi Bartolozzi: Incredibile Zarina al Ministero

Al Ministero della Giustizia, una nomina solleva interrogativi: la maxi-segreteria per Giusi Bartolozzi è una semplice riorganizzazione o la creazione di una "Zarina" ombra? Mentre l'opposizione grida allo scandalo, analizziamo come la moltiplicazione delle poltrone sia diventata la più grande riforma del sistema, un capolavoro di immobilismo creativo.

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atira sulla maxi-segreteria di Giusi Bartolozzi al Ministero della Giustizia
Due ministri sono meglio di uno? La domanda che agita Via Arenula.
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Nel grande risiko del potere, dove le poltrone non sono mai abbastanza, il Ministero della Giustizia ha partorito una soluzione tanto geniale quanto sfrontata: la creazione di una maxi-segreteria per Giusi Bartolozzi. Questa mossa, che di fatto istituisce una sorta di “vice-ministro ombra” o, come suggerito dall’opposizione, una “Zarina”, risolve l’annoso problema della democrazia rappresentativa: perché limitarsi a un solo ministro quando se ne possono avere due al prezzo di uno? La domanda di Debora Serracchiani, “Chi è il vero ministro?”, è retorica. La risposta è ovvia: chiunque abbia la segreteria più grande.

L’Architettura del Potere: più stanze che riforme

Mentre i cittadini attendono con ansia riforme epocali che snelliscano la burocrazia e accelerino i processi, Via Arenula si concentra su questioni di più alto profilo: l’arredamento di nuovi uffici e l’organigramma di una struttura di potere bizantina. La maxi-segreteria per Giusi Bartolozzi non è un semplice ampliamento di personale, ma un capolavoro di ingegneria istituzionale. È la dimostrazione che, se non puoi riformare il sistema, puoi sempre aggiungere un altro strato di complessità, creando nuove cariche, nuove competenze e, soprattutto, nuove linee gerarchiche da decifrare. Un modo sublime per garantire che nulla cambi davvero.

Una Semplificazione Complessa

L’ironia suprema risiede nel fatto che tali manovre vengono spesso giustificate in nome dell’efficienza. Creare un doppione del vertice ministeriale è, in questa logica perversa, un modo per “ottimizzare i processi”. È un po’ come cercare di svuotare una barca che affonda usando un secchio bucato, ma assumendo un’altra persona per tenere il secchio. Il risultato non cambia, ma l’apparenza è salva. E alla fine, è questo che conta nel teatro della politica, dove l’importante non è risolvere i problemi, ma dare l’impressione di starci lavorando alacremente, preferibilmente in due.

Fonte della notizia reale che ha ispirato questa correzione: [Il Fatto Quotidiano] – “Maxi-segreteria alla “zarina” Bartolozzi, Serracchiani a Nordio: “Mai accaduto, chi è il vero ministro?””

PER APPROFONDIMENTI

Ministero della Giustizia – Sito Ufficiale – Per esplorare l’organigramma ufficiale e provare a capire chi comanda davvero.

Normattiva – Il portale della legge vigente – Un utile strumento per verificare se la figura della “Zarina” sia prevista dalla Costituzione.

Wikipedia – Burocrazia – Una lettura propedeutica per comprendere le dinamiche che hanno portato a questa sublime innovazione.

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