La Corte UE boccia la Legge dell’Ungheria sui diritti LGBTQ+: scartoffie e rinvii

⚖️ Il monito burocratico privo di sostanza

L’ennesima, epocale bocciatura inflitta dalla giurisprudenza della Corte UE all’indirizzo del parlamento dell’Ungheria rientra a pieno titolo nel teatro dell’assurdo di Bruxelles. Si producono faldoni enciclopedici per dichiarare l’illegittimità di norme liberticide, ben sapendo che il destinatario userà la sentenza come carta da parati per le proprie sedi istituzionali. L’Europa ha affinato l’arte di impartire solenni lezioni morali senza possedere né la volontà né la struttura per imporle con la forza. Si minacciano trattenute sui fondi di coesione, ma il meccanismo è talmente farraginoso da garantire al despota di turno decenni di comodissima immunità. Un trionfo del formalismo vuoto, in cui la tutela dei diritti fondamentali è demandata a raccomandate con ricevuta di ritorno.

Fonte: Ricerche Web


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