POLITICA INTERNA
Autonomia Differenziata: finalmente ogni campanile avrà il suo feudo personale
Con un tempismo che solo la politica italiana sa regalare, il Parlamento ha dato il via libera definitivo all’autonomia differenziata. Un capolavoro di ingegneria istituzionale che promette di trasformare l’Italia da “una e indivisibile” a “venti e arrangiatevi”. L’idea è semplice e geniale: dare più poteri alle Regioni, così che quelle ricche possano finalmente smettere di dividere la merenda con quelle povere. Un trionfo di solidarietà al contrario, celebrato come una grande modernizzazione. Ora ogni governatore potrà gestire sanità, istruzione e infrastrutture con la stessa efficienza con cui finora ha gestito i fondi europei. Ci aspettiamo un futuro radioso, fatto di venti sistemi sanitari diversi, venti programmi scolastici e venti codici della strada. Unità nazionale, addio. Era bello finché è durato.
Fonte/i: Ansa, La Repubblica
Salario Minimo: un lusso che, evidentemente, non possiamo permetterci
Il dibattito sul salario minimo prosegue con la stessa prevedibilità di una telenovela. La maggioranza di governo, con la saggezza che la contraddistingue, ha ribadito il suo “no”, definendolo uno strumento quasi sovietico. Perché forzare le aziende a pagare una cifra dignitosa quando si può contare sulla loro spontanea e proverbiale generosità? È chiaro che il concetto di “lavoratore povero” sia un’invenzione di qualche economista radical chic. Nella realtà, milioni di persone si divertono a fare i salti mortali per arrivare a fine mese. Introdurre un salario minimo rovinerebbe tutto il divertimento. Meglio lasciare che il “mercato”, questa entità mitologica e benevola, decida il giusto valore di un essere umano. Che, al momento, pare aggirarsi intorno a un buono pasto e una pacca sulla spalla.
Fonte/i: Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera
Ponte sullo Stretto: un’opera così avveniristica che esisterà solo nel futuro
Torna a far parlare di sé il progetto più amato dagli ingegneri e più odiato dai conti pubblici: il Ponte sullo Stretto di Messina. Tra nuove assegnazioni di fondi, dichiarazioni trionfali e studi di fattibilità che sembrano più romanzi di fantascienza, l’opera continua il suo percorso da creatura mitologica. Ci viene presentato come il simbolo di un’Italia che corre, che unisce, che sogna in grande. Peccato che, per ora, l’unica cosa a correre siano i costi e l’unica cosa unita sia la perplessità dei cittadini. È un investimento per le generazioni future, ci dicono. E non hanno torto: con questi ritmi, saranno proprio le generazioni future, forse tra due o tre secoli, a vederne la posa della prima pietra. Sempre che nel frattempo la Sicilia non si sia allontanata troppo dalla Calabria.
Fonte/i: Il Messaggero, Rai News
POLITICA ESTERA
Francia, Elezioni anticipate: la mossa del cavallo che si è dato la zappa sui piedi
In un impeto di audacia che gli storici faticheranno a distinguere dall’autolesionismo, il presidente francese Emmanuel Macron ha indetto elezioni anticipate. L’obiettivo, si presume, era quello di prendere in contropiede l’estrema destra e riaffermare la propria autorità. Il risultato, al momento, è un caos degno di un quadro di Bosch, con alleanze che nascono e muoiono nel giro di un mattino e un Paese sull’orlo di una crisi di nervi. Una mossa da fine stratega, talmente sofisticata che il suo stesso autore sembra esserne la prima vittima. Mentre la Francia si prepara a votare, l’unica certezza è l’incertezza. Complimenti al Presidente per aver trasformato un potenziale problema in un disastro quasi sicuro. Chapeau.
Fonte/i: Le Monde, Reuters
L’asse degli amici: Putin in tour per riscoprire i valori della democrazia
Vladimir Putin ha intrapreso un commovente viaggio diplomatico tra Corea del Nord e Vietnam. Un tour de force per rinsaldare legami con nazioni che, come la Russia, sono note per il loro incrollabile attaccamento alla libertà di stampa, al pluralismo politico e ai diritti umani. L’incontro con Kim Jong Un, in particolare, è stato un momento di altissima televisione, uno spot per un mondo multipolare dove autocrati con la passione per le parate militari possono finalmente sentirsi a casa. L’obiettivo è chiaro: creare un’alternativa al soffocante “ordine” occidentale. Un club esclusivo dove si condividono sanzioni, missili e una visione del mondo in cui l’opposizione è solo un fastidioso errore di battitura.
Fonte/i: Associated Press, BBC News
Medio Oriente: la diplomazia al lavoro per garantire che la pace resti un’utopia
Mentre la tensione tra Israele e Hezbollah in Libano raggiunge livelli da prequel di un conflitto su larga scala, la diplomazia statunitense si è attivata con la consueta efficacia. Emissari vanno e vengono, si moltiplicano gli appelli alla “de-escalation” e si esprime “profonda preoccupazione”. In pratica, si sta facendo di tutto per gestire la situazione con la stessa risolutezza con cui si cerca di fermare un’emorragia con un cerotto. Le dichiarazioni ufficiali ci assicurano che si sta lavorando per una soluzione diplomatica. La pace è talmente vicina che, con un po’ di sfortuna, rischiamo quasi di vederla. Ma non temete: le probabilità che qualcuno prema il pulsante sbagliato sono sempre rassicurantemente alte.
Fonte/i: The Guardian, Al Jazeera
FINANZA ED ECONOMIA
Nvidia: come vendere sogni digitali e diventare più ricchi di una nazione
In un mondo che ha un disperato bisogno di eroi, abbiamo trovato il nostro: un microchip. Nvidia, l’azienda che produce i processori per l’intelligenza artificiale, è diventata la società con la più alta capitalizzazione al mondo, superando colossi come Microsoft e Apple. Wall Street è in estasi, convinta che l’AI risolverà tutti i problemi dell’umanità, dalla fame nel mondo al buco dell’ozono. La realtà è che, per ora, l’uso più concreto di questa tecnologia rivoluzionaria sembra essere la creazione di immagini di Papi in piumini firmati e la stesura di email di lavoro ancora più incomprensibili. Ma non importa: la bolla speculativa è bella finché non scoppia. E questa è talmente grande e lucida che è un piacere guardarla.
Fonte/i: Bloomberg, The Wall Street Journal
Shrinkflation: l’arte di darti di meno facendotelo pagare di più
Le aziende hanno trovato un modo meraviglioso per combattere l’inflazione senza darlo a vedere: la “shrinkflation”. La confezione del tuo biscotto preferito è identica, ma dentro c’è un biscotto in meno. Il sacchetto di patatine sembra lo stesso, ma è pieno per metà di aria e per l’altra metà di rimpianti. È la magia del marketing moderno: non un aumento di prezzo, ma una “ottimizzazione del formato”. Ci stanno praticamente aiutando a seguire la dieta, a ridurre gli sprechi, a vivere una vita più minimalista. Sono talmente premurosi che quasi ci sentiamo in colpa a lamentarci. Pagare lo stesso per avere di meno: non è un furto, è uno stile di vita.
Fonte/i: The Consumerist, Il Fatto Alimentare
Tassi d’interesse: la cura da cavallo che uccide il paziente per salvarlo dalla febbre
Le banche centrali, novelli medici con un solo farmaco in borsa, continuano a mantenere i tassi d’interesse a livelli elevati. L’obiettivo dichiarato è combattere l’inflazione, “raffreddando” l’economia. Una metafora elegante per dire che stanno rendendo la vita impossibile a chiunque abbia un mutuo o voglia avviare un’impresa. La cura funziona, dicono. L’inflazione scende. Peccato che, insieme ad essa, scendano anche il potere d’acquisto, la crescita e l’ottimismo. È come curare un mal di testa con la ghigliottina: efficace, ma con qualche effetto collaterale. Ma state tranquilli: l’economia della finanza speculativa, quella sì, gode di ottima salute. E brinda alla vostra sobrietà forzata.
Fonte/i: Financial Times, European Central Bank
ARTE, CULTURA, SPETTACOLO
Beatles, il film: un’idea così geniale da doverla ripetere quattro volte
L’industria cinematografica, a corto di idee originali da circa un ventennio, ha avuto un’illuminazione: perché fare un solo film sui Beatles quando se ne possono fare quattro? Il regista Sam Mendes dirigerà quattro biopic distinti, uno per ogni membro della band. Una mossa che ridefinisce il concetto di “sfruttamento di una proprietà intellettuale”. È la perfetta metafora della nostra epoca culturale: la clonazione come forma d’arte. Non vediamo l’ora di pagare quattro biglietti diversi per vedere la stessa storia da quattro angolazioni leggermente diverse. E prepariamoci: se l’esperimento avrà successo, il prossimo passo sarà un film per ogni Teletubby.
Fonte/i: Variety, The Hollywood Reporter
The Acolyte: la saga dove i fan combattono più dei Jedi
È uscita una nuova serie di Star Wars, “The Acolyte”, e come da tradizione il fandom si è immediatamente spaccato in due fazioni più agguerrite dei Sith e dei Jedi. Da una parte i critici che la esaltano come “innovativa e coraggiosa”, dall’altra orde di fan che la accusano di aver tradito lo spirito originale della saga e gridano al complotto “woke”. In mezzo, milioni di persone che la guardano solo per avere un’opinione e poter partecipare alle infinite e futili battaglie online. La qualità della serie è diventata un dettaglio secondario. L’importante è scegliere una trincea e difenderla fino all’ultimo tweet. Forse la vera Forza era l’amicizia che perdevamo per strada.
Fonte/i: Rotten Tomatoes, IGN
Festival estivi: l’emozione unica di rivedere gli stessi artisti dell’anno scorso
La stagione dei grandi festival musicali è alle porte, e con essa l’emozionante scoperta delle lineup. Sorpresa: sono praticamente le stesse dell’anno scorso. E di quello prima. Headliner che non scendono da un palco dal 2003 si alternano a nuove leve che suonano tutte uguali. Il tutto a prezzi che rendono un mutuo un’opzione finanziaria più abbordabile. Ma il pubblico accorre, felice di pagare una fortuna per bere birra calda in un campo fangoso e ascoltare la stessa playlist di Spotify, ma dal vivo e con un’acustica peggiore. È il rito collettivo dell’estate, un’esperienza che si definisce “unica” proprio perché si spera, ogni volta, di non doverla ripetere mai più. Fino all’anno prossimo.
Fonte/i: Rolling Stone, Billboard
