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Rassegna Stampa Satirica 05/02: Vannacci fonda il Partito dell’Ego (e Snoop Dogg nella Nebbia)

Vannacci fonda il suo partito, Trump urla contro la CNN e Snoop Dogg corre nella nebbia di Gallarate. Ascolta il podcast satirico del 5 Febbraio.

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Rassegna Stampa Satirica VelAliter
Rassegna Stampa Satirica VelAliter

L’Espresso: La Rassegna Stampa Satirica

Rassegna stampa satirica del giovedì, quella giornata ibrida in cui la voglia di lavorare è già scesa sotto i livelli di guardia, ma il weekend è ancora un miraggio sfocato come Snoop Dogg nella nebbia di Gallarate. In questa puntata, la Politica italiana ci regala divorzi illustri tra generali e capitani, mentre l’Economia ci ricorda che, mentre i prezzi salgono con l’ascensore, gli stipendi hanno preso le scale e sono inciampati al primo gradino. Preparatevi a un viaggio nel disagio, dove l’unica cosa seria è la nostra Satira.

🔊 Ascolta/Guarda l’episodio:


🏛️ La Politica nella Rassegna Stampa Satirica

🫡 Vannacci lascia la Lega: “Il Mondo è Troppo Piccolo per Me”

Il Fatto: Il Generale Roberto Vannacci ha ufficialmente lasciato la Lega. Pare che lo spazio sul palco di Pontida fosse diventato inversamente proporzionale all’espansione del suo ego. Salvini ha parlato di “ingratitudine”, evocando scenari da tragedia greca o, più verosimilmente, da sceneggiata napoletana. Il Generale ha già annunciato la fondazione di un suo movimento personale, dove probabilmente l’unico requisito per l’iscrizione sarà essere d’accordo con lui su tutto, inclusa la temperatura ideale del caffè.

Il Paradosso: Siamo di fronte all’apoteosi del sovranismo individuale. Vannacci, paladino del ritorno all’ordine e alla disciplina di gruppo, dimostra che l’unica gerarchia che riconosce è quella in cui lui è al vertice, alla base e pure ai lati. Predica l’unità della patria, ma appena qualcuno gli fa notare che il partito ha un segretario che non è lui, scatta la secessione unipersonale.

La Conseguenza: Prepariamoci a una campagna elettorale entusiasmante in cui la destra si frammenterà in tanti micro-partiti quante sono le stellette sulla divisa del Generale. Il vero rischio è che alle prossime elezioni ci siano più candidati premier che elettori, costringendo il Presidente Mattarella a sorteggiare il governo con i dadi.

🎨 Cancellato il Murale di Meloni-Angelo a Roma

Il Fatto: A San Lorenzo, quartiere romano noto per la sua verve artistica e ribelle, è apparso e subito scomparso un murale raffigurante Giorgia Meloni nelle vesti di un angelo. L’opera è stata rimossa con una celerità che farebbe invidia al servizio di riparazione buche del Comune, solitamente fermo al paleolitico. Le autorità non hanno gradito la santificazione ironica della Premier, o forse temevano che l’angelo iniziasse a chiedere l’8×1000 direttamente ai passanti.

Il Paradosso: Viviamo in una città dove i graffiti vandalici restano sui muri per decenni come reperti archeologici intoccabili, ma se un disegno ha un vago retrogusto di satira politica, scatta la “task force del decoro”. È il classico cortocircuito all’italiana: l’arte di strada è tollerata solo se è incomprensibile o se è uno scarabocchio osceno, ma diventa “emergenza nazionale” se fa riflettere (o sorridere) sul potere.

La Conseguenza: L’effetto Streisand è servito. Il murale, che avrebbero visto in quattro gatti tra una birra e l’altra, ora è su tutti i giornali e nel nostro feed social. Cancellandolo, lo hanno reso immortale. La prossima volta, per farlo ignorare da tutti, basterà dichiararlo “opera pubblica finanziata dal PNRR”: nessuno lo guarderà più per anni.

💸 Vuoi Protestare? Paga la Cauzione (Idea della Lega)

Il Fatto: La Lega ha lanciato una proposta che ridefinisce il concetto di democrazia partecipativa: introdurre una “cauzione” obbligatoria per chi organizza manifestazioni di piazza. L’idea è che se rompi qualcosa, i soldi sono già in cassa. In pratica, il diritto di sciopero diventa un servizio in abbonamento o pay-per-view. “Scusi, vorrei dissentire”. “Prego, inserisca il PIN e attenda la ricevuta”.

Il Paradosso: Si passa dal “popolo sovrano” al “popolo solvente”. La protesta, storicamente l’arma degli ultimi e di chi non ha voce, diventa un lusso per chi ha liquidità. È come chiedere il biglietto d’ingresso per entrare al Pronto Soccorso: seleziona l’utenza, certo, ma forse tradisce un tantino lo spirito del servizio. Immaginate i sindacati che devono fare il crowdfunding prima di scendere in piazza.

La Conseguenza: Vedremo cortei sponsorizzati per coprire i costi della cauzione. “Questa manifestazione contro il carovita è offerta da Rolex”. Oppure nasceranno le “proteste low cost”: si scende in piazza solo dalle 14 alle 15 nei giorni dispari, stando fermi e in silenzio per non rischiare di pagare la penale sul rumore molesto.

🌍 Politica Estera e Caos Globale

📺 Trump vs CNN: Il Wrestling Verbale in Diretta

Il Fatto: Donald Trump è tornato in forma smagliante, trasformando una conferenza stampa in un episodio di Jerry Springer. Ha attaccato in diretta la giornalista della CNN Kaitlan Collins, definendola “la peggiore” e urlandole in faccia che il suo network fa “zero ascolti”. The Donald ha dimostrato ancora una volta che per lui il quarto potere non è un cane da guardia, ma un idrante su cui urinare per marcare il territorio.

Il Paradosso: Trump odia la CNN con ogni fibra del suo parrucchino, eppure ne è ossessionato. Conosce i dati di ascolto meglio del direttore di rete. È una relazione tossica da manuale: non può vivere con loro, ma non può vivere senza di loro, perché senza un nemico da insultare in diretta, il suo show perderebbe lo share che tanto venera. Odia le Fake News, tranne quando le crea lui.

La Conseguenza: Il giornalismo politico americano è ufficialmente morto, sostituito dall’intrattenimento da arena. Non conta più la domanda, conta quanto riesci a far arrabbiare l’intervistato per diventare virale su TikTok. La prossima conferenza stampa alla Casa Bianca si terrà probabilmente in una gabbia di MMA, con l’arbitro che fischia l’inizio del round.

🧠 I Clinton e l’Alzheimer Selettivo su Epstein

Il Fatto: Momento nostalgia al Congresso USA, dove Bill e Hillary Clinton hanno testimoniato sul caso Epstein. La performance è stata magistrale: la quantità di “non ricordo”, “non rammento” e “vuoto di memoria” pronunciata in quell’aula ha superato ogni record storico. Due delle menti più brillanti della politica mondiale, capaci di citare a memoria trattati del 1994, improvvisamente non ricordano nemmeno se hanno mai preso un aereo privato con un miliardario pedofilo.

Il Paradosso: La memoria politica è una risorsa affascinante. È d’acciaio quando si tratta di rinfacciare errori agli avversari di vent’anni fa, ma diventa burro sciolto al sole quando si tratta delle proprie frequentazioni imbarazzanti. È l’arma difensiva definitiva: cancella i peccati meglio di un confessore e costa molto meno di un avvocato penalista, anche se la dignità ne esce un po’ ammaccata.

La Conseguenza: Questa testimonianza diventerà il nuovo standard legale. “Signor giudice, ho rapinato la banca?” “Non ricordo, vostra onore, ero distratto”. Se funziona per gli ex presidenti, deve funzionare anche per chi ruba le scatolette di tonno al supermercato. La giustizia è uguale per tutti, ma la memoria è un optional di lusso.

🚀 Tensioni nel Golfo: USA Abbattono Drone Iraniano

Il Fatto: Tensione alle stelle nel Golfo Persico, dove la marina USA ha abbattuto un drone iraniano che volava un po’ troppo vicino alla portaerei Lincoln. Teheran ha subito protestato, giurando che si trattava solo di un innocuo volo di ricognizione. Probabilmente il drone voleva solo scattare un selfie con la portaerei per aggiornare il profilo Instagram delle Guardie Rivoluzionarie. Gli americani, notoriamente poco inclini allo scherzo quando si tratta di mezzi militari da miliardi di dollari, hanno premuto il grilletto.

Il Paradosso: Siamo sull’orlo della Terza Guerra Mondiale per colpa di un aeroplanino telecomandato che forse voleva solo consegnare una pizza. La tecnologia moderna ha reso la guerra un videogioco, ma i missili che partono sono tremendamente reali. Ormai la pace mondiale è appesa a un filo, e purtroppo quel filo è collegato a un detonatore in mano a gente molto nervosa che non ha ancora preso il caffè.

La Conseguenza: Il costo delle assicurazioni per le navi nel Golfo salirà più velocemente del colesterolo dopo una frittura mista. E noi pagheremo la benzina come se fosse Champagne millesimato, ringraziando sentitamente la geopolitica internazionale per questo ennesimo salasso al distributore.

🚨 Cronaca: Tra Panini Killer e Tasse Stellari

🤢 Street Food da Incubo: Un Panino su Due è Irregolare

Il Fatto: Il Rapporto NAS 2025 ha svelato una verità gastronomica terrificante: uno street food su due in Italia è irregolare. Tra cibi scaduti, igiene medievale e ingredienti di provenienza ignota (forse aliena), mangiare per strada è diventato uno sport estremo. Altro che “Chilometro Zero”, qui siamo al “Sopravvivenza Zero”: quando ordinate un panino con la porchetta, avete statisticamente il 50% di probabilità di vincere un viaggio sola andata per il bagno più vicino.

Il Paradosso: L’Italia si vanta di essere la patria dell’eccellenza culinaria, il tempio del cibo sano, e poi scopriamo che metà dei chioschi vende batteri al posto del basilico. Celebriamo la dieta mediterranea in TV, ma per strada pratichiamo la dieta della salmonella. È il trionfo dell’apparenza sulla sostanza: il food blogger fotografa il panino gourmet, il NAS lo sequestra.

La Conseguenza: Nascerà una nuova figura professionale: il sommelier del rischio sanitario. “Questo kebab ha un retrogusto di scadenza 2024 con note di detergente industriale, eccellente”. E noi continueremo a mangiarli, perché l’italiano medio teme le tasse, la morte, ma mai il fritto unto di dubbia provenienza.

⚖️ Cassazione: La Gelosia Non è un’Attenuante

Il Fatto: Una buona notizia arriva finalmente dalla Cassazione: la gelosia non sarà più considerata un’attenuante nei casi di stalking e violenza. Era ora. Basta con la scusa del “troppo amore” o del “raptus passionale”. I giudici hanno stabilito che se perseguiti qualcuno, gli controlli il telefono e lo aspetti sotto casa, non sei un romantico incompreso degno di una poesia, sei solo un codice penale che cammina e devi pagare.

Il Paradosso: Ci sono voluti decenni per scardinare la narrazione tossica del “delitto passionale”, un residuo culturale ottocentesco che giustificava la violenza con l’intensità del sentimento. Come se amare qualcuno ti desse il diritto di proprietà sulla sua vita. È assurdo che nel 2026 dovessimo ancora specificare che l’amore non prevede le manette, nemmeno metaforiche.

La Conseguenza: Si spera che questa sentenza metta fine ai titoli di giornale agghiaccianti tipo “L’amava troppo e l’ha uccisa”. No, non l’amava troppo, era un criminale. Le parole sono importanti, e forse ora anche la legge inizierà a usarle nel modo giusto, togliendo alibi ai violenti e restituendo dignità alle vittime.

🗑️ Pisa Capitale… della Tassa Rifiuti (TARI)

Il Fatto: Record a Pisa, ma non c’è nulla da festeggiare sotto la Torre: è ufficialmente la città italiana dove si paga di più la TARI. I pisani pagano letteralmente oro per farsi portare via la spazzatura. Evidentemente i sacchetti dell’umido sono considerati beni di lusso, o forse la tassa include un sovrapprezzo per la pendenza del monumento. I cittadini sono furiosi: pagano come se vivessero a Zurigo, ma i servizi sono spesso… beh, diciamo “creativi”.

Il Paradosso: Pagare una fortuna per smaltire i rifiuti in un paese che sull’emergenza rifiuti ci ha costruito intere carriere politiche è l’ironia suprema. Più paghiamo, più produciamo immondizia, più le discariche si riempiono. È un circolo vizioso perfetto dove l’unico vincitore è il bollettino postale. Forse a Pisa sperano che, pagando tanto, la spazzatura sparisca per magia come il murale della Meloni.

La Conseguenza: Presto vedremo i pisani organizzare tour turistici non alla Torre, ma ai cassonetti d’oro. “Ecco, ammirate questo bidone della plastica, ci costa quanto un monolocale in centro”. E magari inizieranno a portare la spazzatura in vacanza nelle regioni vicine per risparmiare, inaugurando il turismo dei rifiuti.

💸 Economia: Stipendi al Palo e Borse che Volano

📉 Stipendi Italiani 2026: Fermi Mentre Tutto Sale

Il Fatto: Le proiezioni economiche per il 2026 sono impietose: mentre nel resto d’Europa gli stipendi crescono timidamente, in Italia restano inchiodati al palo. Nel frattempo, l’inflazione continua a galoppare allegramente. Mentre i prezzi prendono l’ascensore veloce, le buste paga hanno deciso di prendere le scale… e sono pure scivolate su una buccia di banana. Il potere d’acquisto dell’italiano medio si sta assottigliando come una sottiletta al sole.

Il Paradosso: Viviamo in un sistema economico schizofrenico che ci chiede di consumare sempre di più per far girare l’Economia, ma ci dà sempre meno soldi per farlo. È come chiedere a un’auto di correre alla Formula 1 mettendole nel serbatoio due gocce di benzina e tante pacche sulla spalla. Ci dicono che la crisi è finita, ma hanno dimenticato di avvisare i nostri portafogli.

La Conseguenza: La creatività italiana nel far quadrare i conti raggiungerà vette artistiche. Vedremo gente pagare l’affitto in natura, scambiare reni per un pieno di benzina o tentare di pagare le tasse con i punti del supermercato. La povertà lavorativa non è più un rischio, è una solida certezza, rassicurante come le tasse stesse.

🏦 Mediobanca Vola… perché vuole Sparire

Il Fatto: Il titolo di Mediobanca è volato in Borsa, registrando performance da record. Il motivo di tanto entusiasmo? Semplice: il mercato scommette sul suo “delisting”, ovvero sulla sua uscita dalla Borsa stessa. Delfin, la holding che ne detiene una grossa fetta, potrebbe ritirare tutto dal listino. Gli investitori festeggiano l’idea che l’azienda smetta di essere pubblica. È il paradosso supremo della finanza moderna: l’azienda vale di più se promette di togliere il disturbo.

Il Paradosso: Immaginate di andare a una festa e diventare improvvisamente la persona più popolare della serata solo nel momento in cui annunciate: “Ragazzi, io vado a casa”. È la logica del “chi si estranea dalla lotta”: in un mercato azionario schizofrenico, la mossa più redditizia è sottrarsi al giudizio del mercato stesso. Meno ti vedo, più ti pago.

La Conseguenza: Se questo trend prende piede, Piazza Affari diventerà un deserto. Le aziende faranno a gara a chi si nasconde meglio per alzare il prezzo delle azioni. “Investite su di noi, non ci troverete mai!”. La Borsa diventerà un club esclusivo dove per entrare devi dimostrare di voler uscire subito.

🚗 Uber: Utili Record, ma Wall Street non è Contenta

Il Fatto: Uber ha chiuso il 2025 con utili record, macinando miliardi come se non ci fosse un domani. Eppure, il titolo in Borsa ha subito un calo. Perché? Perché gli analisti di Wall Street, notoriamente incontentabili come una suocera il giorno di Natale, hanno giudicato le previsioni future “non abbastanza stellari”. Non basta guadagnare una montagna di soldi oggi, devi promettere di guadagnare l’intero PIL mondiale domani.

Il Paradosso: Siamo ostaggi del mito della crescita infinita in un mondo finito. Un’azienda sana, che produce utili reali e tangibili, viene punita perché non vende sogni irrealizzabili di espansione eterna. L’avidità degli investitori ha superato la realtà: se non prometti la luna (e anche Marte), sei un fallito, anche se hai il conto in banca che scoppia.

La Conseguenza: Per accontentare gli analisti, Uber dovrà diversificare in modo aggressivo. Presto potremo prenotare tramite app non solo un passaggio in auto, ma anche un rene nuovo, un sicario o un viaggio nel tempo. “Uber Life: ti portiamo dalla culla alla tomba, con tariffa dinamica nei giorni di pioggia”.

🎭 Sport, Spettacolo e Altre Amenità

🌫️ Snoop Dogg a Gallarate: Le Olimpiadi nella Nebbia

Il Fatto: Una scena che entrerà di diritto negli annali del surrealismo: Snoop Dogg, icona del rap West Coast e noto consumatore di erbe aromatiche, è apparso come tedoforo a sorpresa per le Olimpiadi Milano-Cortina. Location? Gallarate, provincia di Varese. Immerso in una nebbia così fitta da poterla tagliare col coltello, il rapper americano correva con la fiaccola in mano, sorridendo beato. Non sappiamo se la fiaccola fosse l’unica cosa accesa che aveva in mano.

Il Paradosso: L’incontro tra l’estetica gangsta-rap californiana e la desolazione grigia della pianura padana in inverno è un corto circuito culturale potentissimo. Da una parte Los Angeles, le palme, il sole; dall’altra la rotonda della statale, il ghiaccio, l’umidità al 90%. Snoop Dogg sembrava un alieno atterrato per sbaglio a Rovigo. Eppure, lui sembrava a suo agio: forse quella nebbia gli ricordava qualcos’altro.

La Conseguenza: Gallarate diventerà la nuova capitale dell’Hip Hop mondiale. I rapper americani faranno a gara per girare i loro video tra i capannoni industriali varesini. E Snoop Dogg lancerà una sua linea di polenta brandizzata: “Polenta & Gin & Juice”. Le Olimpiadi sono già un successo, almeno per i meme.

🎤 Sanremo 2026: Can Yaman Co-Conduttore

Il Fatto: La RAI cala l’asso per il prossimo Festival di Sanremo: l’attore turco Can Yaman sarà co-conduttore della prima serata. La strategia di Viale Mazzini è cristallina: temono che le canzoni facciano schifo, quindi puntano tutto sugli addominali. Se il pubblico si annoia con la musica, potrà sempre rifarsi gli occhi. Il canone ora include ufficialmente anche il servizio “bonazzi in prima serata”.

Il Paradosso: Sanremo dovrebbe essere il festival della canzone italiana, ma ormai la musica è diventata un sottofondo fastidioso tra un ospite internazionale e uno sketch comico. Chiamare un attore famoso per la sua prestanza fisica per presentare dei cantanti è come chiamare un idraulico per dirigere un’orchestra: magari è simpatico, ma la competenza specifica dov’è? Ah già, l’audience.

La Conseguenza: Le case discografiche smetteranno di cercare belle voci e inizieranno a scartare i cantanti in base alla circonferenza dei bicipiti. Il prossimo vincitore di Sanremo non sarà un tenore, ma un campione di CrossFit che canta in playback mentre solleva un bilanciere.

🚫 Meta Banna Fabrizio Corona: Silenzio Social

Il Fatto: Meta ha deciso di chiudere i rubinetti: i profili Instagram e Facebook di Fabrizio Corona sono stati disabilitati per “violazioni multiple” delle policy. L’ex re dei paparazzi, che ha costruito la sua intera esistenza sulla sovraesposizione mediatica, si ritrova improvvisamente muto. Il silenzio social di Corona durerà probabilmente quanto un gatto in tangenziale, ma per ora il web si gode questa inaspettata quiete.

Il Paradosso: Togliere i social a Corona è come togliere l’ossigeno a un sub: è una condanna all’inesistenza. Nel mondo moderno, se non sei su Instagram non esisti. Corona, che ha fatto della provocazione il suo business model, è stato sconfitto non da un giudice, ma da un algoritmo della Silicon Valley. Zuckerberg ha più potere della Cassazione.

La Conseguenza: Scommettiamo che entro domani aprirà un profilo su OnlyFans per vendere le sue memorie o userà i piccioni viaggiatori per diffondere gossip? Oppure fonderà un suo social network personale, “CoronaBook”, dove l’unica regola è che non ci sono regole (e si paga per entrare).


🏆 IL PODIO DEL DISAGIO

La classifica delle notizie che ci hanno fatto più male (o ridere) oggi:

🥉 3° Posto: Street Food Italiano
Perché pagare per avere la dissenteria è un lusso che solo noi possiamo permetterci. Buon appetito e buona fortuna.

🥈 2° Posto: Donald Trump
Un ex presidente che litiga in TV come un adolescente, ma con i codici nucleari in tasca. Rassicurante come un chirurgo col singhiozzo.

🥇 1° Posto: Snoop Dogg a Gallarate
L’incontro tra l’Hip Hop della West Coast e la nebbia della Bassa Lombarda. Un corto circuito culturale che merita di entrare nei libri di storia… o di psichiatria.


🔍 Le Fonti (Purtroppo Vere)

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