Home Intrattenimento e opinione Rassegna Stampa ☕ Il Caffè Corretto | 04.11.2025

☕ Il Caffè Corretto | 04.11.2025

Dal Cremlino lezioni di statica, dal Salento lezioni di chimica: la nostra rassegna stampa satirica del 4 novembre 2025 dimostra che la realtà ha superato la fantasia.

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Rassegna stampa satirica 4 novembre 2025: Zakharova ingegnere, Manovra 2026 e crollo ascolti Grande Fratello.
La realtà del 4 Novembre, "corretta" dal nostro podcast "L'Espresso!".

La nostra rassegna stampa satirica del 4 novembre 2025 è la prova che non serve inventare le notizie, basta leggerle. Mentre il Grande Fratello crolla negli ascolti, a Roma crollano le torri, e Mosca sa pure il perché. Ecco cosa è successo mentre eravate impegnati a vivere, il tutto riassunto nel nostro podcast “L’Espresso!”.

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POLITICA INTERNA

Giustizia: il 56% degli italiani dice Sì alla separazione, probabilmente senza sapere cosa sia

Un sondaggio YouTrend rivela che il 56% degli italiani voterebbe “Sì” alla separazione delle carriere dei magistrati. Un numero magico, una maggioranza solida che suona come un mandato popolare inappellabile. C’è solo un piccolo, trascurabile dettaglio: cosa significa “separazione delle carriere”? Silenzio. È la magia della democrazia dei sondaggi: si possono avere opinioni fortissime su concetti di cui si ignora il significato. La parola “separazione” suona bene, suona decisa. Sa di pulizia, di ordine, come separare i bianchi dai colorati nel bucato. Chi non vorrebbe “separare” qualcosa?

Il restante 44% degli intervistati, probabilmente, era troppo impegnato a cercare su Google cosa fosse un “referendum” o chi fosse “YouTrend”. Ma il 56% è entusiasta. È lo stesso entusiasmo di chi firma petizioni per abolire il Monossido di Diidrogeno. Questo sondaggio non misura la volontà popolare, misura la musicalità di uno slogan. E in un paese che governa a colpi di “like” e di “condividi”, avere il 56% di persone che approva una parola che suona bene è, a tutti gli effetti, un trionfo politico. Attendiamo il prossimo sondaggio: “Siete favorevoli a ‘ottimizzare i flussi’?” Sì, 60%.

Fonte: Sky TG24

Manovra 2026: al via il grande sonnifero delle audizioni, Tajani promette “miglioramenti”

Come da copione, la Manovra 2026 inizia il suo viaggio in Senato. È quel periodo dell’anno: le foglie cadono, le temperature scendono e la politica italiana mette in scena la sua recita preferita, “La Farsa delle Audizioni”. Sono previste oltre 50 audizioni. Cinquanta! Un numero sufficiente per addormentare un elefante insonne. Un’interminabile processione di professori universitari, sindacalisti, lobbisti e rappresentanti di categorie oscure (tipo l'”Associazione Nazionale Bicchieri di Carta”) che depositeranno tomi di proposte destinate a un immediato riciclo.

Il Ministro Tajani, nel ruolo del primario che rassicura i parenti, ha già pronunciato la formula magica: “La miglioreremo”. È la stessa identica frase usata negli ultimi 30 anni per dire “non cambieremo una virgola, ma fingeremo di lavorare sodo”. Cosa significa “migliorare” un documento che è già un groviglio di favori, micro-tasse e bonus inutili? Significa spostare qualche milione dal “Fondo per le rotatorie” al “Bonus zanzariere”, per poi poter dire in conferenza stampa di aver “ascoltato il Paese”. È un rito stanco, un sonnifero collettivo che serve a farci credere che esista un dibattito, mentre il destino della Manovra è già stato deciso altrove.

Fonte: Lumsanews

Referendum Giustizia: finalmente un’unione bipartisan (per la fretta di votare)

Miracolo a Roma! In un raro momento di concordia che fa quasi commuovere, maggioranza e opposizione hanno iniziato a raccogliere le firme *insieme* per indire il referendum sulla giustizia. È meraviglioso. Come due coniugi che si detestano ma si mettono d’accordo sul colore delle tende per il bene degli ospiti. Cosa ha scatenato questa improvvisa fratellanza? Il bene del Paese? Il senso dello Stato? La passione per la Costituzione? No. La fretta. La pura e semplice smania di farci votare il prima possibile su qualcosa, qualsiasi cosa.

Siamo così annoiati da questa legislatura che l’unica cosa che unisce destra e sinistra è il desiderio di *fare qualcosa*, anche se inutile. È l’attivismo fine a sé stesso. È come se l’intero Parlamento fosse in preda a una crisi di mezza età collettiva e avesse deciso di comprare una moto sportiva (il referendum) senza sapere come guidarla. Non si uniscono per risolvere i problemi, ma per la smania di crearne di nuovi. E noi cittadini saremo chiamati a esprimerci su quesiti complessi che nessuno capisce, ma l’importante è averlo fatto. Insieme. Che tenerezza.

Fonte: Pagella Politica

POLITICA ESTERA

Mosca ha la soluzione per i crolli a Roma: “Colpa dei soldi a Kiev”, parola di Zakharova

La Torre dei Conti a Roma ha avuto un cedimento. Panico. Ingegneri, architetti, storici dell’arte brancolano nel buio. Infiltrazioni? Vecchiaia? Vibrazioni della metro? Macché. Da Mosca, per fortuna, arriva la perizia che non avevamo chiesto, ma di cui avevamo evidentemente bisogno. Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo e, a quanto pare, ingegnere strutturale con specializzazione in monumenti capitolini, ha risolto il caso: “Finché l’Italia sperpererà soldi per Kiev, crollerà tutta”. È scientifico. Una correlazione impeccabile che lega direttamente i 2,5 miliardi di aiuti all’Ucraina alla malta della Torre dei Conti.

Per ogni proiettile inviato a Zelensky, un mattone si sgretola al Foro Romano. È il “Teorema di Zakharova”. La Farnesina, invece di ringraziare per la consulenza gratuita e nominarla Soprintendente onoraria, ha definito le parole “squallide” e ha convocato l’ambasciatore. Che ingratitudine. Mosca ci offre la chiave per salvare il nostro patrimonio culturale (smettere di finanziare Kiev) e noi rispondiamo con la diplomazia? Dovremmo mandarle un cesto regalo. Ora sappiamo che se dovesse crollare il Colosseo, non è colpa della manutenzione, ma di un F-16.

Fonte: Adnkronos

Vertice UE: i Balcani sono ancora in fila fuori dalla discoteca

Oggi a Bruxelles si tiene un vertice sull’allargamento dell’Unione Europea, con focus sui Balcani. È la solita, stanca recita. L’UE è come quella discoteca esclusiva con una fila chilometrica fuori, e i Balcani sono quel gruppo di ragazzi che aspetta al freddo dal 2003. L’Albania è in coda da quando c’erano ancora i telefoni a gettoni. Ogni tanto, un buttafuori (un commissario UE) esce, guarda la fila, fa un cenno vago e dice “forse più tardi” o “dovete compilare questo modulo per la trasparenza”.

E loro, i Balcani, restano lì, speranzosi, mentre l’UE all’interno finge di discutere se farli entrare. La verità è che l’UE non vuole allargarsi, vuole solo l’illusione di essere desiderabile. I Balcani fingono di credere che accadrà prima del 2050. È un rito stanco, una messa in scena in cui tutti recitano una parte: l’UE finge di essere aperta e i Balcani fingono di fare le riforme. E nel frattempo, la fila non avanza, ma nessuno ha il coraggio di dire che la festa è già finita.

Fonte: Euronews

Premio Nobel Mohammadi: “Il regime iraniano è irriformabile”

La premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi, in un’intervista, ha definito il regime di Teheran “irriformabile”. Una dichiarazione forte, coraggiosa. Ma Teheran, con la consueta bonomia che la contraddistingue, ha probabilmente risposto (non ufficialmente, s’intende) che si sbaglia di grosso. Certo che il regime è riformabile! Anzi, è in un processo di riforma continua. Stanno giusto “riformando” il sistema delle esecuzioni capitali, per renderle più efficienti, più veloci, forse anche più “green” e sostenibili.

Il concetto di “riforma” è relativo. Per la Mohammadi significa diritti, libertà. Per il regime, significa trovare nuovi modi per restare al potere. Magari stanno “riformando” le frustate, usando materiali più moderni. O “riformando” la censura, passandola al digitale. Dire che è “irriformabile” è un insulto. Il regime iraniano è uno dei più grandi innovatori nel campo del controllo sociale. È una “startup dell’oppressione” in continua evoluzione. E lo dimostreranno, “riformando” la cella della stessa Mohammadi.

Fonte: Sky TG24

CRONACA

Milano, accoltellata in Gae Aulenti: la Borsa per fortuna sta bene

Una donna è stata accoltellata in pieno giorno in Piazza Gae Aulenti. Con un coltello da 30 cm. Nel cuore pulsante della Milano “che conta”, quella dei grattacieli, delle banche, del lusso e della finanza. Una scena terribile, un atto di violenza brutale che ci lascia sconcertati. Ma, ehi, tiriamo tutti un sospiro di sollievo: l’incidente non ha avuto ripercussioni sull’apertura dei mercati. Il FTSE MIB è rimasto stabile. La Borsa, per fortuna, sta bene. E questo, a Milano, è l’importante.

Certo, c’è una donna in ospedale, ma immaginate il panico se lo spread fosse salito. Quella sì che sarebbe stata una tragedia. In Gae Aulenti, un accoltellamento è un problema di ordine pubblico; un calo del PIL è una crisi esistenziale. Le priorità. Si può quasi sentire il brusio dei broker che, leggendo la notizia, hanno avuto un solo, gelido brivido: “Meno male che non è successo davanti a Borsa Italiana, avrebbe potuto spaventare gli investitori”. La vita umana è preziosa, ma un punto percentuale di share di Unicredit lo è di più.

Fonte: Il Corriere del Giorno

Choc a Lecce: neonato positivo alla cocaina, la movida salentina batte ogni record di precocità

A Lecce la festa non finisce mai. Lo sapevamo. La movida salentina è famosa nel mondo per la sua intensità. Ma ora abbiamo la prova che batte ogni record di precocità. Un neonato è risultato positivo alla cocaina. Alla nascita. È ricoverato da due settimane. I medici sono “sconcertati”, la Procura indaga. Ma noi siamo impressionati: questo sì che è “nascere stanchi”. Anzi, nascere “fatti”. Questo bambino non ha nemmeno aspettato il primo vagito per essere pronto per il weekend.

Mentre gli altri neonati piangono per il latte, lui è già in astinenza. Ha visto più festa lui in nove mesi di gestazione che un ventenne in un’estate a Gallipoli. È una storia tragica, certo, ma è anche la metafora perfetta di una società che corre così veloce da non aspettare nemmeno di nascere per iniziare a sballarsi. La Procura indaga sulla madre, ma forse dovrebbe indagare sull’intero Salento. Questo bambino è già pronto per l’after-party, prima ancora di aver visto la luce del sole. Un duro.

Fonte: Corriere Salentino

Imprenditoria che funziona: smantellata rete di falsi visti da un milione di euro

Maxi operazione tra Abruzzo e Puglia: scoperta una rete di falsi visti per immigrati con un giro d’affari milionario. Finalmente una buona notizia! Un esempio di startup di successo, un modello di business solido, una rete interregionale efficiente che ha creato valore (per sé stessa) per un milione di euro. Questo è l’ingegno italiano che ci invidiano nel mondo! Hanno trovato una domanda (visti per entrare in Italia) e hanno creato un’offerta (falsi visti). Semplice, geniale, liberista.

E cosa fa lo Stato? Invece di convocare i fondatori a un talk sull’innovazione, o di investire in questa fiorente “impresa”, cosa fa? La smantella. La chiude. Invidia. Pura e semplice invidia per chi sa fare soldi. Questa è la burocrazia che uccide l’imprenditoria. Questi signori avevano creato un sistema che funzionava, un “ponte” tra culture, e lo Stato è intervenuto per distruggerlo. Vergogna. E poi ci lamentiamo se i “cervelli” (del crimine) fuggono all’estero.

Fonte: Virgilio Notizie

FINANZA ED ECONOMIA

Gli USA lanciano la campagna “Testimoni del Dollaro”: obbligatorio credere nella loro moneta

L’amministrazione Trump è preoccupata. Molto preoccupata. C’è una “fuga dal dollaro”. La Cina e altri paesi BRICS stanno cercando di usare le loro monetine, invece del glorioso bigliettone verde. Una bestemmia. E così, Washington sta studiando come “spingere” (termine meraviglioso) altre nazioni ad adottarlo come valuta ufficiale. È iniziata la crociata. Preparatevi a funzionari del Tesoro USA che bussano alla vostra porta alle 9 di mattina: “Buongiorno, avete un momento per parlare del nostro salvatore, il Dollaro?”.

È la nascita dei “Testimoni del Dollaro”. Non è una proposta economica, è una conversione religiosa. “Abbandona la tua misera valuta nazionale, piena di inflazione e peccato, e abbraccia la vera fede nel ‘In God We Trust'”. Il termine “spingere” è perfetto: non è “suggerire”, non è “incentivare”. È “spingere”. Come si “spinge” un’auto in panne. O come si “spinge” qualcuno giù dalle scale. È la televendita più aggressiva della storia: “Compra il Dollaro oggi! Se rifiuti, potresti avere una visita dalla nostra ‘assistenza clienti’ in uniforme militare”.

Fonte: FocusRisparmio / Il Corriere della Sera

Fabbisogno statale: ad ottobre ci mancano solo 19,7 miliardi. Praticamente gratis

Il Ministero dell’Economia ci fa sapere, con la nonchalance di chi annuncia il meteo, che ad ottobre il fabbisogno statale è stato di 19,7 miliardi di euro. Una cifra irrisoria. Praticamente gli spiccioli che il Governo trova sotto i divani di Palazzo Chigi mentre cerca il telecomando. “Oh, guarda, caro Giorgetti, altri 19,7 miliardi di fabbisogno! Erano finiti sotto il cuscino”. È una cifra che, in un paese normale, scatenerebbe il panico, titoli di giornale cubitali, crisi di governo. Da noi, è “ottobre”.

19,7 miliardi sono la scusa perfetta che il Governo userà per spiegare perché nella Manovra non ci sono i soldi che aveva promesso. “Eh, volevamo darvi la flat tax e il ponte sullo Stretto, ma capite… c’era il fabbisogno di ottobre. Un imprevisto!”. È un “imprevisto” che si ripete ogni mese, ma fa sempre comodo. È il buco nero che inghiotte promesse elettorali. E noi cittadini guardiamo questo numero, 19,7 miliardi, e facciamo spallucce. Ormai abbiamo perso il conto. Cos’è un altro miliardo, in fondo? È solo uno zero in più.

Fonte: Teleborsa

Miracolo a Piazza Affari: A2A vola a +7% dopo la benedizione di Morgan Stanley

Il titolo A2A è schizzato in Borsa: +7,21%. Un balzo incredibile. Ma come mai? Ha trovato il petrolio nel Naviglio? Ha inventato l’energia pulita perpetua? Ha scoperto una cura per la calvizie? No. Molto più semplice: Morgan Stanley ha concesso un “doppio upgrade”. Non uno, *doppio*. Questo conferma la nostra teoria: la finanza non è economia, è una setta religiosa basata su profezie autoavveranti. Morgan Stanley è il Vaticano, i suoi analisti sono i cardinali, e un “upgrade” è una beatificazione.

Cosa significa “doppio upgrade”? Non lo sa nessuno. Suona bene. Suona come se avesse il doppio del sapore. È come la “doppia pulizia” o il “doppio malto”. Sembra meglio. E così, migliaia di investitori, sentendo la parola santa, si sono messi a comprare A2A come se non ci fosse un domani, facendola salire. Non perché l’azienda valga di più, ma perché il Papa (Morgan Stanley) ha detto che vale di più. È la magia della finanza: se ci credi abbastanza forte, diventa vero. Almeno fino al prossimo “downgrade”.

Fonte: La Repubblica Finanza

ARTE, CULTURA, SPETTACOLO

Ascolti TV: ‘Blanca’ umilia il ‘Grande Fratello’. Forse la gente si è stancata del nulla

Dati Auditel storici, da segnare sul calendario. Lunedì 3 novembre 2025: l’ultima puntata di ‘Blanca’ su Rai 1 (3,8 milioni di spettatori, 24.3% di share) ha doppiato, sbeffeggiato e umiliato il ‘Grande Fratello’ su Canale 5 (fermo a 1,8 milioni, 15%). È successo. Gli italiani, posti di fronte all’eterno dilemma tra “una fiction con una trama” e “guardare gente a caso che litiga per un microfono”, hanno scelto la trama. È uno shock. I dirigenti Mediaset devono essere in una sala riunioni, al buio, chiedendosi cosa sia andato storto.

È la vittoria della cultura sul trash? È la rinascita intellettuale del Paese? Calma. Probabilmente significa solo che la puntata di ‘Blanca’ era particolarmente avvincente e quella del GF particolarmente noiosa. Però ci piace sognare. Ci piace pensare che sia la fine di un’era. Che 1,8 milioni siano pochi (anche se sono comunque 1,8 milioni di persone che hanno scelto attivamente di guardare il nulla). Canale 5 sta già correndo ai ripari: si vocifera che nella prossima puntata del GF inseriranno un omicidio in diretta o un crollo strutturale. Qualcosa che faccia “trama”.

Fonte: LaPresse

4 Novembre: lo Stato ci fa l’elemosina culturale, musei gratis (solo per oggi)

Giorno di festa, giorno di grande generosità. Oggi, 4 Novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, i musei statali sono a ingresso gratuito. Un gesto di incredibile magnanimità. Lo Stato ci fa l’elemosina culturale: ci permette di vedere, gratis, le cose che *già possediamo*. È come se un amico ti facesse pagare l’ingresso a casa sua tutto l’anno, e poi per il tuo compleanno ti dicesse: “Oggi puoi entrare in salotto senza pagare”. Grazie, troppo buono.

È un’operazione di marketing geniale: ci fanno pagare così tanto (con le tasse) la manutenzione di questo patrimonio, che poi, un giorno all’anno, farcelo vedere gratis ci sembra un regalo. È la sindrome di Stoccolma applicata ai beni culturali. Ci prendiamo questa giornata di “libertà” e ci mettiamo in fila per ore, felici di essere stati “graziati” dal biglietto. E da domani? Tutti a casa, o meglio, tutti in biglietteria. La cultura è un lusso, e lo Stato ce lo ricorda facendocela assaggiare gratis solo per 24 ore.

Fonte: Ministero della Cultura

Il dramma che ha sconvolto l’Italia: eliminato uno sconosciuto dal Grande Fratello

Mentre ‘Blanca’ trionfava, su Canale 5 si consumava un dramma che ha tenuto con il fiato sospeso (quei pochi) 1,8 milioni di spettatori: l’eliminazione di un concorrente. Non sappiamo chi fosse. A giudicare dai 40 milioni di italiani che stavano facendo altro (tipo dormire, o guardare il muro), non lo sa nessuno. È il paradosso del GF: un evento mediatico costruito sul nulla, dove l’uscita di scena di uno sconosciuto viene presentata come un evento di portata nazionale, con tanto di musiche strappalacrime e discorsi sulla “crescita personale”.

Chi è uscito? Era biondo? Moro? Aveva opinioni? Probabilmente no. Il GF è diventato come un acquario dove i pesci non hanno nome: ci sono, nuotano, mangiano, e ogni tanto uno sparisce. Ma l’acquario resta lo stesso. E a noi, francamente, non importa. L’unico vero eliminato di ieri sera è stato il ‘Grande Fratello’ stesso, asfaltato dagli ascolti. Ma siamo sicuri che, come uno zombie, tornerà la prossima settimana, con un altro sconosciuto pronto a essere eliminato nell’indifferenza generale.

Fonte: Il Giornale d’Italia

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