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giovedì, 5 Febbraio 2026

Corteo CGIL pro Gaza: l’incredibile show

Bologna, un venerdì qualunque. O forse no. Bandiere rosse, slogan urlati con quella foga che solo la convinzione (o un buon capopopolo) sa instillare, e una folla oceanica che marcia. Un quadro eroico, quasi da manuale di storia. Peccato che la storia, oggi, la scrivano le agenzie di comunicazione, e il titolo di questo colossal non era “Il Popolo si Ribella”, ma, più prosaicamente, “Il Corteo della CGIL”. Una specifica che trasforma un atto di dissenso in un evento brandizzato, una manifestazione in uno spot elettorale con comparse a costo zero.

Diciamolo senza mezzi termini: chi ha sfilato in buona fede è stato, nel migliore dei casi, un ingenuo. Nel peggiore, un complice inconsapevole della più grande operazione di marketing sindacale degli ultimi anni. Perché in quella piazza non si discuteva del crollo del potere d’acquisto, della sanità al collasso o della precarietà che divora il futuro. No, il vero protagonista era lui, Maurizio Landini, il grande officiante di una messa cantata per le telecamere, il cui vangelo era la propria, immensa, visibilità.

La metamorfosi del manifestante in cartellone pubblicitario

C’è stato un tempo in cui la piazza faceva tremare i palazzi. Oggi, al massimo, fa alzare lo share di qualche talk show. Landini non guarda quella folla e vede cittadini indignati; vede cartelloni pubblicitari viventi, un esercito di etichette ambulanti da esibire come un trofeo. “Guardate quanti siamo, guardate quanto conto”. È il trionfo dell’estetica sulla politica, del contenitore sul contenuto. Ogni bandiera agitata, ogni slogan urlato, non era un pugno sul tavolo del potere, ma un “mi piace” messo alla sua pagina personale.

E la cosa tragica è che funziona. Funziona perché fa leva su un sentimento nobile, la solidarietà, per poi svuotarlo e usarlo come carburante per l’autopromozione. Mentre tu marci per la pace, convinto di essere dalla parte giusta della storia, il regista di questo grande show sta già vendendo le immagini ai telegiornali, confezionando la narrazione del “sindacato che non si arrende”. Ma non si arrende a cosa, di preciso? Ai contratti scaduti? Agli stipendi da fame? No, non si arrende alla terribile prospettiva dell’irrilevanza mediatica.

Anatomia del corteo CGIL pro Gaza cavalcato da Landini: tra oblio e opportunismo

Il vero capolavoro di questa messinscena è la sua capacità di far dimenticare. Fa dimenticare che le stesse battaglie di facciata vengono combattute a corrente alternata, a seconda di chi siede al governo. Fa dimenticare che il sindacato, quello che dovrebbe mordere le caviglie al padronato, si è trasformato in un’istituzione da salotto, più a suo agio nei talk show che nelle fabbriche. È un gioco delle parti, un teatrino stantio che puzza di naftalina e opportunismo.

Sfilare con la sciarpetta “pro-pace” diventa un alibi morale, un modo per sentirsi a posto con la coscienza senza dover affrontare la complessità dei problemi reali. È più facile urlare contro un nemico lontano che lottare per un aumento di stipendio vicino. E il sindacato questo lo sa, eccome. Offre una catarsi a basso costo, un’indignazione prêt-à-porter che si esaurisce con l’ultimo post su Instagram. Nel frattempo, i problemi veri, quelli che non finiscono in un titolo di giornale, restano lì, a marcire nell’indifferenza generale.

Quindi, complimenti a chi ha partecipato. Avete regalato una splendida foto di copertina al vostro sindacato del cuore. Ma quell’etichetta che vi hanno appiccicato sulla fronte, “Proprietà di Landini”, non si lava via facilmente. È stampata a fuoco, con l’inchiostro indelebile della coglionaggine travestita da buona fede.

Ecco tre fonti affidabili per approfondire le manifestazioni di ieri promosse dalla CGIL e da altri sindacati. I link forniti sono attivi e si apriranno in una nuova scheda.

Per approfondimenti:

  1. Sciopero generale e manifestazioni, Cgil: “Oltre due milioni in piazza”
    Cronaca completa della giornata di sciopero del 3 ottobre da Sky TG24, con il resoconto dei cortei nelle principali città italiane, le dichiarazioni della CGIL e del Viminale sui numeri della partecipazione, i disagi ai trasporti e gli scontri con le forze dell’ordine verificatisi in diverse località.
  2. Flotilla, l’Italia in piazza: “Blocchiamo tutto”. Per la Cgil più di due milioni in 100 città
    Dettagliata rassegna di Rainews sulle proteste, inclusi i blocchi di porti, autostrade e aeroporti. L’articolo riporta anche lo scontro politico tra il segretario della CGIL Landini e i ministri Salvini e Piantedosi, con le diverse versioni sul numero di partecipanti.
  3. Scioperi per Gaza: per la Cgil più di 2 milioni in 100 piazze. Viminale: 400mila partecipanti in 29 manifestazioni
    Analisi de Il Sole 24 Ore che fornisce un quadro nazionale della mobilitazione, con focus sugli incidenti specifici a Torino e Milano, le reazioni del governo e i dati sull’adesione allo sciopero nel pubblico impiego.

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