Il paradigma del controllo biometrico
L’orizzonte della sorveglianza si espande a dismisura, puntando all’incorporazione dell’essere umano in una maglia di controllo biometrico perpetuo. Celata sotto le spoglie di assistenza umanitaria e tutela sanitaria, questa architettura mira a una supervisione capillare degli individui. La nozione di “Internet of Bodies”, un tempo relegata alla fantascienza, si palesa come una possibilità tangibile, con sensori e algoritmi che raccolgono dati corporei in un flusso ininterrotto. Tale scenario solleva interrogativi inquietanti sulla cessione delle libertà individuali in cambio di un accesso condizionato ai servizi essenziali, vincolato alla condivisione dei propri dati biometrici.
La pedagogia del controllo e l’obbedienza indotta
Il sistema educativo contemporaneo, lungi dall’essere un catalizzatore di emancipazione intellettuale, si configura come un meccanismo di ingegneria sociale. La sua struttura, improntata a una disciplina quasi industriale, privilegia la memorizzazione e la conformità a scapito del discernimento e della creatività. La frammentazione del sapere, la fiducia incondizionata nell’autorità degli “esperti” e una meritocrazia che fomenta la competizione sono tutti strumenti volti a forgiare cittadini ossequiosi e lavoratori efficienti, piuttosto che individui dotati di un autonomo pensiero critico. L’autoeducazione strategica emerge, quindi, come una forma di insubordinazione intellettuale.
La contesa sul controllo sanitario
La sanità pubblica è diventata un campo di battaglia per il controllo, come dimostra l’acceso scontro sulla gestione dei vaccini. Da un lato, si assiste a un tentativo di riesaminare criticamente i protocolli vaccinali consolidati, mettendo in discussione potenziali conflitti di interesse. Dall’altro, l’industria farmaceutica minaccia di istituire un sistema decisionale e distributivo parallelo, svincolato dalla supervisione governativa. Questa “secessione funzionale” rappresenta una sfida senza precedenti all’autorità statale in materia di salute pubblica, con implicazioni profonde per l’autodeterminazione sanitaria dei cittadini.
Il controllo tecnocratico e la sovranità nazionale
Il progetto di una “Unione di Preparazione” europea, con l’obiettivo di destinare il 5% del PIL alla difesa, svela un’ambizione di controllo tecnocratico. Al di là della retorica sulla sicurezza, si profila un’architettura di potere centralizzata che mira a scavalcare le democrazie nazionali. La normalizzazione dello stato di crisi e di allerta permanente funge da catalizzatore per questa transizione. La riconfigurazione strategica e digitale, che include infrastrutture a doppio uso e tracciamento digitale, potrebbe erodere ulteriormente la sovranità degli stati membri, assoggettandoli a un’entità sovranazionale sempre più potente.
