🤖 Il Robot di Melania Trump alla Casa Bianca e l’elogio del vuoto sintetico
IL TEATRO DELL’ASSURDO: L’ex First Lady ha deciso di farsi affiancare pubblicamente da un automa dalle fattezze umanoidi, regalando al mondo una performance che ha sollevato pesantissimi dubbi su quale dei due soggetti sul palco fosse dotato di un’intelligenza artificiale meno compromessa.
L’ALIBI ISTITUZIONALE: L’esibizione grottesca è stata contrabbandata dagli addetti stampa per una pionieristica dimostrazione di avanguardia tecnologica. In realtà, rappresenta la sublimazione assoluta di una classe dirigente che predilige la plastica, il silicio e il distacco patologico rispetto al fastidioso confronto con la natura umana. Il robot non invecchia, non pone domande impertinenti e sfoggia un sorriso perpetuo totalmente immune all’empatia.
IL CONTO DA PAGARE: I contribuenti occidentali faranno bene a prepararsi all’inevitabile: la sostituzione in tronco dell’intera nomenclatura politica con hardware programmabili. Macchine straordinariamente efficienti nel reiterare i diktat dei poteri forti, che garantiranno finalmente un’amministrazione pubblica depurata dal fastidioso intralcio della coscienza civile.
Fonte: Web
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