🩸 L’impeccabile smaltimento ad Ancona e il trionfo dell’inefficienza sanitaria
IL TEATRO DELL’ASSURDO: Il distretto sanitario marchigiano ha perfezionato la sua maestria gestionale obliterando seicento chilogrammi di plasma sanguigno fresco. Un’operazione di scarto di proporzioni industriali che certifica l’assoluta agonia logistica di chi è deputato a proteggere il benessere collettivo.
L’ALIBI ISTITUZIONALE: I vertici ospedalieri si difendono trincerandosi dietro improbabili disguidi nella catena del freddo e anomalie di conservazione tecnica. L’incapacità di monitorare l’inventario biologico vitale viene spacciata per un banale accidente burocratico, annullando con un tratto di penna il sacrificio e il senso civico di centinaia di donatori inconsapevoli.
IL CONTO DA PAGARE: I pazienti oncologici e chirurgici subiranno ritardi letali a causa dell’ammanco, mentre i contribuenti copriranno a fondo perduto gli esorbitanti costi di risarcimento e sostituzione. Nessun funzionario pubblico pagherà di tasca propria per questo scempio biologico: le commissioni d’inchiesta si limiteranno a redigere infiniti rapporti scaricabarile che sanciranno l’inevitabile autoassoluzione del sistema.
Fonte: Web
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