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Tariffe Globali al 15%: Il Cowboy sfida la Corte Suprema

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🇺🇸 Tariffe Globali al 15%: Il Cowboy sfida la Corte Suprema

Il Fatto: Donald Trump ha deciso di imprimere un’accelerazione brutale alla sua agenda protezionista, annunciando l’intenzione di innalzare unilateralmente e in modo indiscriminato le tariffe doganali globali su tutte le importazioni, fissando un’aliquota base del 15%. La decisione giunge come una sfida frontale a una recente e storica sentenza della Corte Suprema, che aveva esplicitamente tentato di limitare i poteri esecutivi presidenziali in materia di imposizione di dazi d’urgenza senza l’approvazione del Congresso. Il presidente, ignorando i moniti disperati degli analisti finanziari e le proteste formali dei partner commerciali europei e asiatici, ha giustificato l’azione come un atto di “patriottismo economico estremo” vitale per la sopravvivenza della manifattura nazionale, minacciando di fatto di scardinare l’intera architettura del commercio globale contemporaneo.

Il Paradosso: Il paradosso è squisitamente americano e riflette una concezione della Politica che somiglia sempre di più alla gestione padronale di un casinò di Atlantic City. Si invoca a gran voce il rispetto del sacro principio di “Legge e Ordine” per reprimere ogni forma di dissenso civile nelle piazze, ma quando la Legge suprema del Paese — incarnata dalla massima autorità giudiziaria — diventa un fastidioso ostacolo ai capricci tariffari del leader, allora la Legge si trasforma improvvisamente in un’opinione trascurabile, un orpello burocratico da aggirare con un decreto firmato a favore di telecamera. È il trionfo del “protezionismo da reality show”, in cui il muro non si costruisce più col cemento, ma sparando aliquote fiscali contro il resto del pianeta, fingendo di ignorare che, alla fine della fiera, i dazi verranno pagati direttamente dai consumatori americani alla cassa del supermercato.

La Conseguenza: La conseguenza inevitabile sarà lo scoppio di una guerra commerciale asimmetrica che innescherà un’inflazione globale da rimbalzo. Un semplice tostapane o uno smartphone finiranno per costare quanto un pezzo di ricambio per navicelle spaziali, mentre i mercati internazionali si trasformeranno in un gigantesco e infantile gioco del “chi la spara più grossa” a colpi di ritorsioni e sanzioni incrociate. Di questo passo, non è escluso che entro la fine dell’anno la Casa Bianca decida di imporre un dazio persino sull’aria che entra nei polmoni dei cittadini americani, qualora i venti atmosferici osassero provenire da nazioni considerate commercialmente ostili.


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