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Incredibile Record: Lavorano Tutti ma Sono Poveri

Tasso di occupazione al 62,7%. Un record storico. Peccato che gli stipendi siano fermi al paleolitico. Analisi del paradosso italiano: lavorare tanto per non comprare nulla.

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Lavoratori festeggiano il record di occupazione con i portafogli vuoti.
Il miracolo economico italiano: lavorare stanca (e non paga).

L’Italia ha raggiunto un traguardo storico, semplicemente Incredibile, degno di una standing ovation patriottica: il tasso di occupazione è volato al 62,7%. Giorgia Meloni esulta sui social, i ministri stappano bottiglie di spumante (italiano, ovviamente), i grafici dell’Istat si impennano come in un film di fantascienza finanziaria. Eppure, in mezzo a tanto giubilo, c’è un piccolo, insignificante dettaglio che stona come un’unghia sulla lavagna di una scuola elementare. Lavorano Tutti, sì, ma nessuno arriva a fine mese. Benvenuti nel grande miracolo dei “working poor”, una categoria sociologica moderna e affascinante che combina lo stress del top manager con il potere d’acquisto del monaco francescano di clausura. Siamo diventati un popolo di stacanovisti che fatturano dalla mattina alla sera, ma che poi devono chiedere un prestito per fare la spesa al discount.

Il mistero del perché Lavorano Tutti gratis (o quasi)

I dati Istat ci dicono che Lavorano Tutti, ma omettono elegantemente di specificare a che prezzo. Probabilmente nel computo trionfale sono inclusi anche gli stagisti che vengono pagati in “visibilità” (una valuta che purtroppo non è accettata alla cassa dell’Esselunga), i rider che vengono pagati in “aria fresca e ginnastica” e i freelance che vengono pagati in “gloria eterna e future collaborazioni”. Se questo è il boom economico, forse era meglio la recessione: almeno avevamo il tempo libero per piangere con calma sul divano. Invece ora dobbiamo piangere in pausa pranzo, velocemente, tra una call su Teams e una scadenza urgente, perché c’è da fatturare il nulla.

È il paradosso del miracolo economico moderno: i numeri macroeconomici salgono, i conti correnti scendono e l’esultanza governativa suona sempre più come l’orchestra sul Titanic che suona un allegro valzer mentre l’acqua entra nelle cabine di terza classe. Siamo ricchi di lavoro e poveri di soldi. Un concetto che nemmeno Keynes avrebbe saputo spiegare senza mettersi a ridere (o a piangere disperatamente).

Ascolta l’episodio completo de “Il Caffè Corretto” su YouTube.

Fonte: “Istat, tasso occupazione record”

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