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Tassa di soggiorno record: il Definitivo schema Ponzi legale

Con un incasso che sfiora 1,2 miliardi, la tassa di soggiorno record si conferma il bancomat preferito dei comuni italiani. Un prelievo geniale che fa pagare ai turisti i servizi che dovrebbero già avere, spesso dirottando i fondi verso tutt'altro. Analizziamo questo capolavoro di finanza creativa, uno schema Ponzi perfettamente legale che prospera sulla nostra voglia di vacanze.

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Satira sulla tassa di soggiorno record che spreme i turisti
Il turista: la risorsa rinnovabile (e tassabile) per eccellenza.
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In un Paese che ha elevato l’arte di arrangiarsi a principio costituzionale, la tassa di soggiorno da record rappresenta il capolavoro definitivo. Con un incasso previsto di 1,18 miliardi di euro per il 2025, lo Stato ha perfezionato un meccanismo meraviglioso: farti pagare per il privilegio di spendere i tuoi soldi in vacanza. È uno schema Ponzi legalizzato, un sistema in cui il turista paga un extra per finanziare servizi che, in teoria, dovrebbero già essere coperti dalle tasse ordinarie. Ma la genialità sta nel chiamarla “di soggiorno”, un termine così gentile e accogliente che quasi ti senti in colpa a non pagarla con un sorriso.

Il Bancomat Infinito dei Comuni

La vera magia della tassa di soggiorno da record è la sua opacità. I comuni incassano, festeggiano il gettito stratosferico, e poi i fondi svaniscono in quel buco nero noto come “bilancio comunale”. Dovrebbero servire a migliorare i servizi turistici, a rendere le città più accoglienti, a finanziare la cultura. Invece, molto spesso, vengono usati per tappare le falle, pagare le bollette della luce dell’ufficio anagrafe o finanziare la sagra del carciofo. Il turista diventa così un finanziatore inconsapevole di tutto, tranne che del turismo stesso. È un circolo vizioso perfetto, che si autoalimenta con ogni nuovo visitatore.

Pagare per il Piacere di Pagare

L’aumento costante del gettito non è solo figlio del boom turistico, ma anche della creatività dei sindaci nell’alzare le tariffe e nell’introdurre la tassa in sempre più località. Presto pagheremo la tassa di soggiorno anche per una gita fuori porta o per una sosta all’autogrill. Il principio è chiaro: se ti stai divertendo, probabilmente puoi essere tassato. È la versione fiscale del “chi non lavora non fa l’amore”. In questo caso, “chi viaggia, paga due volte”. E ringrazia pure, perché contribuisce alla crescita di un’economia basata sul più solido dei fondamentali: la tua pazienza.

Fonte della notizia reale che ha ispirato questa correzione: – “Tassa di soggiorno, 2025 anno record: si ricaveranno 1,18 miliardi di euro”

PER APPROFONDIMENTI

MEF – Disciplina dell’Imposta di Soggiorno – Per leggere le norme che regolano questo geniale meccanismo di prelievo.

ISTAT – Dati sul Turismo – Per capire quanti “finanziatori” arrivano ogni anno nel nostro Paese.

Wikipedia – Schema Ponzi – Una lettura utile per cogliere le sottili analogie con il sistema di finanziamento del turismo locale.

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