Il varo del Decreto Sicurezza e la cura del dissenso
La Stoccata di VelAliter:
“Hanno finalmente razionalizzato il problema: se vietano le proteste, la povertà scompare dai telegiornali.”
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo pacchetto normativo che va sotto il nome di Decreto Sicurezza, inasprendo severamente le sanzioni per i blocchi stradali e le proteste non autorizzate. Le nuove disposizioni prevedono il carcere per chiunque impedisca la circolazione nei pressi di infrastrutture considerate strategiche dallo Stato.
L’esecutivo decide che il disagio sociale è innanzitutto un fastidioso ostacolo al decoro della viabilità. Elevando il reato di disturbo alla quiete pubblica a minaccia sistemica, il governo neutralizza alla radice la scomoda abitudine dei cittadini di lamentarsi ad alta voce. In pratica, una seduta spiritica collettiva per far sparire magicamente l’opposizione dal suolo pubblico senza dover affrontare le cause dello scontento. Se non li vedi dal finestrino dell’auto blu, il problema non esiste.
I manganelli diventano ufficialmente pratiche amministrative accelerate.
🔎 Approfondimenti
- Ansa: Il Ddl Sicurezza e le nuove regole sulle piazze
(Quando reprimere costa decisamente meno che governare). - Il Sole 24 Ore: Blocchi stradali e sanzioni nel nuovo testo
(La viabilità come supremo bene tutelato dalla Repubblica). - La Repubblica: L’opposizione contro la stretta del governo
(Indignazione a scoppio ritardato, rigorosamente redatta al chiuso).
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