🏳️ Zelensky, gli USA e il saldo di fine stagione sul Donbass
IL TEATRO DELL’ASSURDO: A Kiev, Volodymyr Zelensky ha candidamente chiarito che le maestose garanzie di sicurezza statunitensi arriveranno unicamente dietro l’esplicita cessione definitiva del Donbass alla Federazione Russa. Un’elegante transazione immobiliare su vasta scala che riduce i confini sovrani a mera merce di scambio diplomatica.
L’ALIBI ISTITUZIONALE: I vertici della coalizione occidentale vendono questo compromesso sanguinario come una lungimirante ‘realpolitik’. Hanno mascherato il baratto della sovranità nazionale con la promessa di non essere invasi di nuovo prima della prossima legislatura. L’geopolitica si conferma l’arte di regalare i giardini altrui per mantenere pulito il proprio vialetto.
IL CONTO DA PAGARE: La mutilazione territoriale istituzionalizzata distruggerà le fragili economie di confine, garantendo decenni di instabilità perenne in cui l’industria degli armamenti sarà l’unica a stappare champagne. I cittadini ucraini pagheranno il prezzo di questo cinico realismo con uno smembramento geografico irreversibile, mentre i leader firmatari incasseranno applausi nei summit internazionali. La libertà ha un prezzo, e Washington ha appena inviato la fattura.
Fonte: Web
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