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Arresto Depistaggio Mattarella: la Giustizia si Sveglia Dopo 45 Anni di Coma

Con una mossa a sorpresa che nessuno si aspettava più, la Procura di Palermo contesta a un ex prefetto di aver fatto sparire un guanto nel 1980. Una storia di lentezza burocratica, amicizie convenienti e reperti svaniti nel nulla, che dimostra come in Italia la giustizia non è cieca, è solo molto, molto paziente. Forse troppo.

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Illustrazione satirica di un bradipo giudice che simboleggia l'arresto per depistaggio nel caso Mattarella dopo 45 anni.
La giustizia italiana, qui ritratta nel suo momento di massima celerità.
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La Giustizia Italiana e l’Arte della Maturazione Lenta

Con un tempismo che farebbe invidia a un bradipo in letargo, la giustizia italiana ha finalmente battuto un colpo sul caso dell’omicidio di Piersanti Mattarella, disponendo un arresto per depistaggio a soli 45 anni dai fatti. Una mossa audace che dimostra come il nostro sistema giudiziario non abbia fretta, preferendo lasciare che le prove, i testimoni e i sospettati maturino a dovere, come un formaggio di fossa. L’ex prefetto Filippo Piritore è finito ai domiciliari con l’accusa di aver fatto sparire un guanto, un reperto che all’epoca era considerato cruciale. Evidentemente, si è atteso che il guanto passasse di moda prima di agire.

Un Guanto Più Misterioso del Sacro Graal

Secondo l’accusa, Piritore avrebbe mentito sulla sorte del guanto, forse appartenuto a uno dei killer, facendolo sparire nel nulla. Una mossa che ha garantito quasi mezzo secolo di tranquillità a chi, forse, non la meritava. La Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, ha definito il racconto dell’ex funzionario “inverosimile e illogico”, una descrizione che si adatta perfettamente a un’indagine che ha attraversato otto papati e l’intera storia della Seconda Repubblica. Nelle intercettazioni, Piritore si lamentava con la moglie di essere stressato perché gli “rompevano i coglioni dopo quarantacinque anni”, dimostrando una certa insofferenza verso chi non apprezza i benefici di una prescrizione quasi raggiunta.

Contrada, Amici e Battesimi

Come in ogni giallo italiano che si rispetti, spunta anche il nome di Bruno Contrada, all’epoca capo della Squadra Mobile, che Piritore stesso ammette di aver informato del ritrovamento. I magistrati sottolineano un legame tra i due che “ben travalicava il rapporto professionale”, citando persino la partecipazione di Contrada al battesimo della figlia di Piritore. Un dettaglio commovente che ci ricorda come, anche nelle trame più oscure del nostro Paese, ci sia sempre spazio per un rinfresco e una bomboniera. Mentre la giustizia fa il suo lentissimo corso, noi cittadini restiamo in attesa del prossimo colpo di scena, previsto indicativamente per il 2070.

Fonte

Fonte della notizia reale che ha ispirato questa correzione: “Omicidio Mattarella: ex prefetto Piritore arrestato per depistaggio”

PER APPROFONDIMENTI

SKY TG24: Per chi vuole rileggere la cronaca dei fatti, scoprendo che la realtà è già abbastanza satirica da sola.

LAVIALIBERA: Un’analisi che tenta di districare il groviglio di mafia, neofascismo e servizi segreti. Buona fortuna.

AVVENIRE: Un pezzo che si chiede se il caso sia chiuso. Spoiler: in Italia, nessun caso è mai veramente chiuso. Al massimo, viene archiviato per anzianità.

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